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martedì 8 luglio 2014

ARTEMISIA GENTILESCHI A ROMA


Iniziamo col presentarvi l'Autoritratto di Artemisia Gentileschi, donna, artista  e spirito libero.
Tra la fine del '500 e gli inizi del '600 questi  tre aggettivi non avevano molte possibilità di convivere ed infatti la vita di questa artista romana fu travagliata e densa di misteri.
Infatti in Italia la sua figura è ancora in penombra e gode di maggior fama all'estero che in patria, la sua figura e la sua storia furono portati alla luce dal movimento femminista degli anni '70  che tese a sottolineare, più che l'aspetto artistico talentuoso di Artemisia, la forte personalità, la sensualità ed il coraggio nel denunciare lo stupro subito dal pittore Agostino Tassi.
Ma procediamo con ordine
Artemisia Gentileschi , nasce a Roma l'8 luglio del 1593, figlia del pittore Orazio Gentileschi, assai famoso all'epoca, fin da bambina manifesta  talento e passione  per la pittura, arte fino ad allora ad esclusivo appannaggio degli uomini. Il padre però , comprendendo le sue capacità, la incoraggia insegnandole il "mestiere"e l'amore per il Caravaggio che proprio in quegli anni raggiunge le vette più alte del suo successo ed il cui stile domina ed  influenza i pittori dell'epoca compreso Orazio.
Aveva  18 anni Artemisia quando il padre intenta una causa contro Agostino Tassi, anch'egli pittore  nonché amico di famiglia.
Al tempo dello stupro, Agostino Tassi, maestro di prospettiva, era impegnato, assieme a Orazio Gentileschi, nella decorazione a fresco delle volte del Casino delle Muse nelPalazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma.Tra le muse e i musicanti raffigurati nella loggetta sembra esserci un personaggio contemporaneo, da molti critici identificato proprio con la giovane Artemisia, quasi a volerne suggellare il debutto artistico.

Era frequente che Agostino si trattenesse nella dimora dei Gentileschi dopo il lavoro; secondo alcune fonti, fu lo stesso Orazio a introdurlo ad Artemisia, chiedendo ad Agostino di iniziarla allo studio della prospettiva.

Il padre denunciò il Tassi che dopo la violenza, non aveva potuto "rimediare" con un matrimonio riparatore. Il problema è che il pittore era già sposato (e nel frattempo manteneva anche una relazione incestuosa con la sorella della moglie). Del processo che ne seguì è rimasta esauriente testimonianza documentale, che colpisce per la crudezza del resoconto di Artemisia e per i metodi inquisitori del tribunale. Gli atti del processo (conclusosi con una lieve condanna del Tassi) hanno avuto grande influenza sulla lettura in chiave femminista,come già accennavamo  precedentemente,  data nella seconda metà del XX secolo, alla figura di Artemisia Gentileschi. È da sottolineare il fatto che Gentileschi accettò di deporre le accuse sotto tortura, consistite queste nello schiacciamento dei pollici, che per una pittrice era un danno ancora peggiore, con uno strumento usato ampiamente all'epoca.

Una lettura del processo basata sul concetto di stuprum inteso come nella normativa del Seicento si intendeva, e dunque come deflorazione di donna vergine o come rapporto sessuale dietro promessa di matrimonio non mantenuta, è il risultato degli studi più recenti.



Questa la testimonianza di Artemisia al processo, secondo le cronache dell'epoca:
« Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne »
(Eva Menzio (a cura di), Artemisia Gentileschi, Lettere precedute da Atti di un processo di stupro, Milano, 2004).


Giuditta ed Oloferne


Dopo la conclusione del processo, Orazio combinò per Artemisia un matrimonio con Pierantonio Stiattesi, modesto artista fiorentino, che servì a restituire ad Artemisia, violentata, ingannata e denigrata dal Tassi, uno status di sufficiente "onorabilità". La cerimonia si tenne il 29 novembre 1612.

Poco dopo la coppia si trasferì a Firenze, dove ebbe quattro figli, di cui la sola figlia Prudenzia visse sufficientemente a lungo da seguire la madre nel ritorno a Roma poi a Napoli. L'abbandono di Roma fu quasi obbligato: la pittrice aveva ormai perso il favore acquisito e i riconoscimenti ottenuti da altri artisti, messa in ombra dallo scandalo suscitato, che fece fatica a far dimenticare (come dimostrano anche gli epitaffi crudelmente ironici alla sua morte).

Il distacco fu duro specialmente per Orazio che vedeva allontanarsi non solo la  figlia prediletta ma anche  una fonte d'ispirazione, una collega meritevole tanto e talmente da diventare sua rivale.
Artemisia riprende a dipingere ed elabora una sua personalissima tecnica che pur ispirandosi al Caravaggio elabora tinte più forti ed in alcuni casi addirittura violente con le quali crea magistrali giochi di luce ed ombre.
Il resto della sua vita è segnato da continui spostamenti dovuti alla fama crescente: Napoli, Londra, tutte le corti europee ambiscono ad incontrare la grande nonché bellissima artista che ormai gode della stessa considerazione di un uomo. Le si attribuiranno molti amanti ma il suo grande amore rimarrà l'arte e la libertà.

Vogliamo segnalarvi qualche opera  di Artemisia Gentileschi presente a Roma

È riferibile agli esordi romani  la Madonna col Bambino esposto alla Galleria Spada.




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    lunedì 26 maggio 2014

    MURo: Museo di Urban Art a Roma




    Fondato nel 2010 dall'artista David "Diavù" Vecchiato il Museo di Urban Art di Roma (MURo) è il museo di Urban Art della città di Roma. 
    E' il primo progetto di museo completamente integrato nel tessuto sociale, come la forma d'arte che segue, promuove e produce: la Street Art. 
    Il MURo è un progetto site-specific, ovvero ideato per far relazionare gli artisti con la conformazione e la storia dei luoghi di convivenza sociale dove realizzano le proprie opere. 
    Il MURo è un progetto community-specific, ovvero mira a percepire e rispettare lo "spirito dei luoghi" in cui interviene ed è condiviso coi cittadini, si confronta con le loro idee e le loro storie (soprattutto con coloro che vivono o frequentano le aree interessate dalle opere).

    La collezione di opere di Street Art, principalmente murales, appartiene alla comunità ed attualmente comprende 17 lavori realizzati da importanti firme dell'Arte Contemporanea di tutto il mondo.

    Il MURo - Museo di Urban Art di Roma è un progetto di museo a cielo aperto, pubblico e gratuito, che nasce dunque "dal basso", ovvero non è imposto ai cittadini e al territorio da amministrazioni, curatori, finanziatori, sponsor o altri fattori esterni.
    Le opere vengono proposte e discusse coi rappresentanti dei comitati di quartiere e coi cittadini stessi, attraverso social networks e incontri pubblici.
    Il lavoro di realizzazione è poi curato dallo staff del MURo, diretto dall'ideatore del progetto David "Diavù" Vecchiato ed amministrato dall'art agency Mondopop.



    COSA:
    L'idea alla base del MURo è trasformare alcune aree della città di Roma in percorsi di un museo a cielo aperto dove l'Arte Contemporanea abbia la possibilità di interagire quotidianamente coi cittadini, così come avviene nelle strade delle città di tutto il mondo grazie alle opere spontanee di Street Art. 
    Gli interventi artistici sono però in questo caso suggeriti e guidati da una curatela che mira a rapportarsi coi cittadini che vivono e frequentano quegli spazi, oltre che con la storia degli spazi stessi e con gli artisti, con l'intento di realizzare opere che siano davvero volute, condivise ed apprezzate, e che disegnino un nuovo strato culturale nel panorama urbano, capace di rispettare e divulgare le memorie, le caratteristiche e l'identità stessa del territorio che lo ospita.
    Stimolare un Rinascimento dell'Arte Pubblica Contemporanea è uno degli obiettivi del MURo.



    DOVE:
    Il MURo vede la luce nel 2010 grazie ai primi murales realizzati da Diavù nell'area storica del quartiere Quadraro, all'incrocio tra il V e il VII Municipio del Comune di Roma, e ha attualmente opere visitabili anche nei quartieri Ville Alessandrine e Torpignattara.
    In attesa di offrire anche una piattaforma stabile ai propri visitatori il MURo
     è per ora un museo all'aperto, una collezione di opere di artisti di tutto il mondo realizzate per i cittadini nelle strade e in altri spazi, privati e pubblici del Comune di Roma. 



    QUANDO:
    Il MURo, dopo i due anni iniziali di gestazione in cui sono stati realizzati i primi murales, prende ufficialmente il via a primavera/estate del 2012 come progetto patrocinato dal Comune di Roma-V Municipio (ex VI) e dalla Provincia di Roma (ma senza investimenti pubblici dedicati).
    Il MURo ha intenzione di istituire anche un Festival di Street Art annuale in grado di modificare rapidamente aspetto e valore a molti nostri spazi pubblici oggi a rischio di degrado, ma per il momento interviene nel tessuto urbano realizzando circa un'opera al mese.

    (tratto dal sito MURo)


    M.U.Ro. - Urban Museum of Rome is the first museum of Urban Art in Rome and is the first project that regards a museum fully integrated into the social fabric as the art form with which it deals: the Street Art.

    M.U.Ro. Urban Museum of Rome is a museum project by Mondopop art agency, curated by the artist David "Diavù" Vecchiato.

    WHERE:
    M.U.Ro. is born in Rome, in the Quadraro district, a cross between the V and VII of the City Hall of Rome.
    In waiting of a stable platform M.U.Ro. began as open-air museum, a collection of works by Urban Artist from around the world, made for the citizens and realized in the streets and in other areas of the city.

    WHEN:
    M.U.Ro. officially begins in spring / summer of 2012, but has already begun to leave their mark thanks to the murals that are arising from December 2010 in the Quadraro district.
    It will be the open-air museum's Festival that intends to change the look and value to many of our public spaces, now at risk for catastrophic deterioration.

    WHAT:

    The basic idea of M.U.Ro. is to create an open air museum where contemporary art will have the opportunity to interact daily with citizens, as happens every day in the streets of our cities through the work of Street Art.
    M.U.Ro. wants to open a permanent real Museum and to organize an Urban Art festival, too.
    M.U.Ro. festival will be exhibitions, installations, meetings, screenings, workshops, courses, games, parties, publications, festivals and more.

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