Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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sabato 22 marzo 2014

TEFF: il cereale gluten free

Tipico dell'Etiopia, questo cereale senza glutine presto invaderà il mercato internazionale, aiutando l'economia africana e i celiaci di tutto il mondo.




Si chiama Teff, ed è un nuovo cereale che potrebbe sollevare l'economia dell'Etiopia. Stiamo infatti parlando di un piccolo chicco dal colore rosso ocra, che è al 100% privo di glutine e molto ricco di proteine, carboidrati e amminoacidi essenziali.

È in particolare la caratteristica di essere digeribile dai celiaci a essere la più interessante per il paese africano: il Teff, tipico dell'Etiopia, viene infatti già assunto come alimento base di questa popolazione, che lo coltiva su circa il 20% dei propri terreni. Ma la recente conoscenza di questo cereale anche nei paesi occidentali, dove l'incidenza della celiachia riguarda circa il 2% delle persone, potrebbe aprire nuovi mercati commerciali.
Il Teff, tra l'altro, ha altre caratteristiche che lo rendono facilmente coltivabile: si tratta del cereale più piccolo del mondo (misura 1,5 millimetri di lunghezza e 1 di diametro).


Con un pugno di questi semi, è possibile coltivare un intero campo. In Etiopia, uno dei paesi più poveri del nostro pianeta, con 90 milioni di abitanti che in gran parte soffrono di carestia, la coltivazione del teff potrebbe portare a invadere i mercati internazionali a favore delle casse nazionali. Proprio per questo motivo, il governo etiope ha già intenzione di raddoppiare la produzione nazionale del Teff, convinto che possa aiutare le deite celiache in tutto il mondo, ma anche a combattere le malnutrizioni della popolazione etiope.
In Europa il Teff è ancora poco noto, ma in realtà ha una storia millenaria: questo cereale, appartenente alla famiglia delle graminacee, è infatti originario del 4000 a.C. proprio in Etiopia (ma oggi è coltivato anche in Eritrea, India e Australia). Il chicco ha due varianti genetiche, una rossa e una bianca. Quest'ultima è la più costosa, poiché richiede tecniche di coltivazione molto particolari, e dunque la farina bianca di teff risulta più raffinata.
semi di Teff sono molto resistenti al caldo, alla disidratazione e all'umidità; e sono molto redditizi poiché, come detto, è sufficiente un pugno di semi per coltivare un campo intero.
Il Teff è molto ricco dal punto di vista nutrizionale, essendo ricco di carboidrati, fibre, caldo, potassio, ferro e proteine, nonché di ben otto amminoacidi essenziali. La farina che si ricava dal Teff è sempre integrale, poiché contiene per forza tutto il seme per intero. Si tratta di un prodotto facilmente digeribile, nonché privo di glutine.
In Etiopia, Eritrea e Somalia la farina di Teff è utilizzata soprattutto per preparare un pane tipico a fermentazione batterica acida, chiamato "injera". La Spagna è il maggiore esportatore europeo di Teff, e lo coltiva anche in alcune zone del paese. In Italia, invece, per ora è poco diffuso e si può trovare su internet, oppure nei negozi specializzati in alimentazione biologica.


Con i semi di Teff è possibile sostituire le noci ed il sesamo, mescolandolo a verdure ed a legumi, mentre con la sua farina si possono preparare pane, focacce e vari tipi di dolci.







mercoledì 19 marzo 2014

21 COSE DA FARE A CINECITTA' ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA.....ma la monetina nella fontana di Trevi e d'obbligo!!

ROMA ROMA ROMA...non basta una vita per vederla tutta...per gustare i suoi angoli...per assaggiare i suoi sapori...per odorare i profumi che si fondono nelle sue vie...sull'onda di queste emozioni vogliamo elencare alcune cose DA FARE ASSOLUTAMENTE a Roma.....almeno una volta nella vita....
Scopriremo insieme come una passeggiata possa diventare un viaggio, come sedersi ad un bar sia un'avventura da ricordare come l'attesa di un autobus si muti in un'occasione irripetibile per guardare la capitale con occhi nuovi...




...dall'alba al tramonto ed anche di notte tante cose da fare e vedere a Roma!
...oltre ai tour classici
Con uno sguardo particolare al X Municipio che offre ai turisti un'ampia scelta di luoghi storici-culturali occasioni di svago e possibilità d'acquisti convenienti!

Arrivati al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI, posate le valigie, una doccia, un caffè... rilassati si apre la mappa (in ogni camera ce ne è una) e si inizia l'avventura!




La prima cosa da fare è recarsi a Fontan di Trevi e gettare una moneta nella fontana ...tornare a Roma è d'obbligo ci sono troppe cose piacevoli e particolari da fare e da conoscere



Vi sveliamo una curiosità su questa uso/leggenda/tradizione della monetina nella fontana per poter ritornare a Roma.
Le leggende in realtà sono 2!
- la prima narra che se si lancia una moneta nella fontana mettendo la mano destra sulla spalla sinistra, il ritorno a Roma è garantito.
-la seconda ,che ha ispirato il film "Tre soldi nella fontana di Trevi", vuole che, se si gettano tre monete nella fontana la prima garantirà il ritorno a Roma, la seconda porterà una nuova storia d'amore, mentre la terza porterà al matrimonio!

Ora che abbiamo gettato uno o 3 soldi nella fontana ci possiamo addentrare nei piaceri di Cinecittà quartiere dalle mille sfumature!!





1- alloggiare al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI (3291162203) e rilassarsi godendosi il soggiorno grazie alle cure ed alle attenzioni discrete dei gestori

2- passeggiare nel Parco degli Acquedotti fino a raggiungere il luogo dove si allenano i ragazzi dell'Appia Rugby...sempre ed in tutte le condizioni meteorologiche!





3- andare presso la Bottega d'Arte DECO ART di Sergio Tosoni dentro la Galleria del Cosmopolis via Tuscolana 695 ed ammirare i suoi lavori oltre a comperare una cornice creata esclusivamente per voi...











“L'Arte ha la peculiarità di poter andare oltre i nostri passi personali, spesso incerti e spaventati. e diventare Rivelazione. lo, viaggiatore inquieto e al tempo stesso testimone. La mia testimonianza si realizza attraverso il Creare. Creare è il mio canto libero. La mia benedizione-dannazione. Creare è la mia lucida follia. È cercare l'armonia nell'apparente Kaos della vita.. È cercare la luce nella zona oscura del mio cuore. Creare è testimoniare il Viaggio. Viaggiare non è fuggire da qualcosa è più semplicemente aprire gli occhi e diventare testimoni della propria Esistenza.Qualunque essa sia."

INFINITESIMALE GALLERIA DELLE OPERE DI SERGIO TOSONI
















4- andare a piazza dei Consoli per visitare la TORRETTA o Torre del Quadraro che veniva usata anticamente per controllare il primo tratto della via Tuscolana e doveva essere verosimilmente in contatto visivo con la Torre di Centocelle. Il nome della torre e dell’omonimo quartiere, sembra derivare da un certo Guadralis, il quale nel 1164 ricevette in concessione il terreno circostante dai monaci di Sant'Alessio.
Appare nel bellissimo film FANTASMI A ROMA. La Torretta è stata ristrutturata nel 2011.

5- andare a Monte del Grano

E’ il nome popolare del mausoleo di Alessandro Severo, collocato all'interno del Parco XVII Aprile 1944, in un'area di Roma che è attualmente parte del moderno quartiere del Quadraro.
È il terzo mausoleo, in ordine di grandezza, di Roma, ovvero la terza tomba a tumulo dopo la Mole Adriana ed il Mausoleo di Augusto. Attualmente si presenta come una collinetta di circa dodici metri di altezza un po' nascosta dai palazzi sortile accanto negli anni '70.Nel '500 venne ritrovato al suo interno un imponente sarcofago attico, oggi conservato nelle sale al piano terreno dei Musei Capitolini.Si accede all'interno attraverso un corridoio lungo circa ventuno metri che si apre su una sala circolare di dieci metri di diametro, un tempo divisa in due piani.Vari studi mettono in dubbio l'attribuzione del Mausoleo ad Alessandro Severo, imperatore romano. Recenti studi di Erminio Paoletta accertano che il mausoleo è stato sicuramente la tomba dell'imperatore.



                           Interno Mausoleo di Monte del Grano


Esterno Mausoleo di Monte del Grano

6-fare acquisti nel negozio LIBERTY  in Viale Anicio Gallo 74 abbigliamento donna uomo, di straordinaria qualità e stile. Liberty Outlet da oramai svariati lustri offre a prezzi economici molte marche prestigiose italiane ed estere.



7-prenotare un tavolo e mangiare una delle migliori pizze di Roma da SFORNO in Via Statilio Ottato (piazza Quinto Curzio metro A Subaugusta)

8- andare in bicicletta nel Parco degli Acquedotti (sezione del Parco dell'Appia Antica)






9-visitare il Quadraro.

Il Quadraro non è un salotto culturale e neppure un quartierino chic messo a nuovo per il turista, ma una vera e propria camminata nella storia , dove i libri e le parole scritte sono solo uno strumento in più per avvicinare un quartiere, la sua fisionomia, la sua memoria e la grande varietà di genti e tessuti culturali che lo attraversano non alterando affatto la natura popolare romana che al Quadraro ha la sua culla immemore.
Case spesso costruite in maniera spontanea sfilano insieme a villini Liberty , edifici inizio del '900 ed ex-casali di campagna romana vecchi di secoli. Caseggiati facilmente restaurabili e villini a schiera, ere che si accavallano, edifici che si affacciano su altri edifici, vicoli e vicoletti che si insinuano da ogni lato costellati da fontanelle (elemento tipico del quartiere) mentre ampi giardini condivisi con alberi secolari scandiscono il ritmo di pieni e di vuoti.
"Perdersi a Roma" non è mai così piacevole come in queste occasioni...(cit).



Via dei Lentuli (Quadraro)




10- visitare gli STUDI DI CINECITTA' (la fabbrica dei sogni)

"Cinecittà per me è come gli Studios che più conosco, mi ha subito attratto perché senz’altro, come a Hollywood o a Pinewood, è un luogo dove si può fare qualsiasi cosa e farla bene. Come gli Studios più importanti offre diverse possibilità e tutte alimentate dall’entusiasmo e da una cultura del cinema che ancora mette l’anima in ogni fase di realizzazione del film. Le potenzialità di questi studios sono tante, ed è piacevole il confronto con una professionalità che vive con emozione il proprio lavoro. Sì, mi sento proprio a mio agio qui a Cinecittà…"
Francis Ford Coppola



11-bere al "nasone" ossia le fontanelle pubbliche sparse ovunque a Cinecittà ed a Roma.





12- andare ad ammirare la Quercia del Quadraro, la quercia più antica di Roma

Farnia (Quercus peduncolata) di Via dei Juvenci al Quadraro, probabilmente la più grande Quercia di Roma e con una età stimata intorno ai 400 anni.

13- andare all'ENOTECA TROIANI in Viale Appio Claudio 242

Nel cuore di Cinecitta'/Appio Claudio troviamo l' "Enoteca Troiani",luogo ideale per degustare vini, grappe, whisky scozzesi, accessori per enofili con l'aggiunta di una produzione propria di ottima qualità a prezzi più che economici.
E' consigliata la prenotazione.



14- Visitare la mostra CINECITTA' SI MOSTRA

Per la prima volta in 74 anni Cinecittà apre le porte al grande pubblico. All’interno degli storici studi di via Tuscolana è possibile visitare l’esposizione Cinecittà si mostra, un’occasione per vivere da vicino il cinema e i suoi mestieri.
La mostra permanente a Roma ripercorre la storia di Cinecittà: le scene, i costumi, i set, i personaggi che sono passati in quella che è stata definita la "Fabbrica dei sogni". Per la prima volta il pubblico può percorrere i viali degli Studios, visitare aree espositive tematiche, costeggiare i teatri di posa, i laboratori, le attrezzerie, passeggiare nei set all’aperto ed imbattersi nelle persone che tutti i giorni lavorano qui. E ancora, spazio a Backstage, percorso didattico e interattivo attraverso sei sale (Regia, Sceneggiatura, Sonoro, Costume, Finzione e Storia degli Studios) per scoprire il mondo della creazione cinematografica e a Cinebimbi, laboratorio dedicato ai più piccoli.

15- Visitare la Villa dei Sette Bassi

Tra i luoghi da vedere a Roma merita sicuramente una visita la Villa dei Sette Bassi.
Il nome del monumento è dovuto probabilmente ad uno dei proprietari dello stabile, Settimio Basso, Prefetto di Roma ai tempi di Settimio Severo.
La Villa dei Sette Bassi si compone di tre corpi. Il primo nucleo della struttura è stato realizzato all’epoca di Antonino Pio ed è formato da ambienti con affaccio su un peristilio-giardino, di cui oggi purtroppo non resta niente. Di questo nucleo è possibile ammirare una sala che fungeva da soggiorno, un altro ambiente rettangolare e una sala con riscaldamento. Di epoca successiva è il secondo nucleo della Villa dei Sette Bassi, composto da sale di rappresentanza e da stanze da letto. Nel terzo nucleo della Villa è possibile ammirare vaste aule a più piani, un impianto termale e sale di soggiorno.
La Villa dei Sette Bassi era affiancata da altri edifici, di impianto rustico, e da un tempio del II secolo, ancora oggi ben conservato.



16-visitare la basilica di San Giovanni Bosco

La basilica di San Giovanni Bosco la seconda cupola, come diametro, tra le chiese di Roma dopo la Basilica di San Pietro.
Essa fu costruita agli inizi degli anni cinquanta del Novecento dal noto architetto siciliano Gaetano Rapisardi, che vinse il concorso indetto dalla Pontificia Commissione per l'Arte Sacra per conto dei Salesiani.
L'esterno
Esternamente la basilica si presenta compatta e dominata dalle due cupole, di cui la maggiore ha un diametro di circa 40 metri. Nella sua parte terminale è collocata un’opera bronzea di Alessandro Monteleone composta da quattro angeli, di tre metri d’altezza, che sorreggono una corona sormontata da una croce.
Nella facciata è inserito un altorilievo, opera di Arturo Dazzi, raffigurante l’Apoteosi di san Giovanni Bosco, e sotto la scritta in latino: Sancto J. Bosco A. D. MCMLVIII. L’altorilievo è accompagnato, alla sua destra e alla sua sinistra, da 6 statue marmoree, raffiguranti gli arcangeli Michele e Gabriele (di Ercole Drei), i santi Francesco di Sales e Giuseppe Cafasso (di Giovanni Amoroso e Antonio Venditti), ed i papi Pio IX e Pio XI (di Francesco Nagni).
Nella facciata è incluso il portico, con cinque porte bronzee, di cui la centrale e principale, è alta 10 metri. Le due porte mediane sono accompagnate da statue bronzee di angeli, opera di Eugenio De Courten, mentre le due porte esterne sono sormontate da statue bronzee di Attilio Selva, una raffigurante Cristo redentore e l'altra San Giovanni Battista.
Le campane
La basilica possiede due torri campanarie simmetriche, su una delle quali sono installate le campane. Il concerto di campane è formato da nove bronzi inceppati a " slancio" in tonalità di Si bemolle2 maggiore (Si b2 - Do 3 - Re 3 - Mi b 3 - Fa 3 - Sol 3 - La 3 - Si b 3 - Do 4), ed è frutto di unica fusione ad opera della fonderia Colbachini di Bassano del Grappa nell'anno 1957. È uno dei più grandi concerti di campane della Capitale (sia come numero di campane che come tonalità).
L’interno
L’interno della chiesa è a pianta basilicale a tre navate separate da pilastri, e con transetto.
La navata centrale è illuminata dalla grande cupola, mentre le navate laterali sono illuminate da 32 grandi lampadari in oro e vetro di Murano, fatti a mano con motivi floreali ed angeli. Nei pilastri, che separano fra loro le navate, sono incastonate le formelle in bronzo della Via Crucis di Venanzo Crocetti. L’interno delle due cupole sono decorate con mosaici di Augusto Ranocchi: i mosaici della cupola minore raffigurano diversi simboli cristiani alternati a scritte in latino; mentre i mosaici della grande cupola rappresentano alcuni sogni che hanno caratterizzato la vita di Giovanni Bosco.
La chiesa è poi riccamente decorata da vetrate policrome, che creano un particolare effetto scenico. Le vetrate principali si trovano nei tamburi delle due cupole: nel tamburo della cupola maggiore vi sono raffigurate Storie della Bibbia, opera di Marcello Avenali e Lorenzo Bigotti; nel tamburo di quella minore, I sette sacramenti e le Opere di misericordia, di Bruno Saetti. Altre vetrate sparse per la chiesa sono opera di Rolando Monti, Virgilio Guzzi e Luigi Montanarini.
Il presbiterio originario, di Luigi Venturini, prevedeva una balaustra che lo separasse dal resto della chiesa; nel 1992 alcuni interventi di ammodernamento, ad opera di Costantino Ruggeri, portarono all’eliminazione della balaustra, e al rifacimento dell’altare e dell’ambone. L’altare maggiore è un monolito di marmo di Carrara dal peso di 10 tonnellate: nella sua parte frontale esso è scolpito a formare delle rocce che ricordano il monte Calvario, su cui trovò la morte il Cristo; ed inoltre presenta delle fenditure, che richiamano il pane che sull’altare “si spezza” e si dona ai fedeli. L’ambone, luogo di lettura della parola di Dio, è anch’esso un unico blocco di marmo. Dietro l’altare maggiore è collocato il tabernacolo, sormontato da un tronetto a raggiera ed un crocifisso, opera composita di Pericle Fazzini.
La parte di fondo del presbiterio è dominata da un grande mosaico, di 100 metri quadrati, raffigurante la Gloria di san Giovanni Bosco, opera di Giovanni Brancaccio, fiancheggiato da otto bassorilievi, raffiguranti alcuni episodi significativi della vita del santo piemontese, opera di autori diversi, tra cui Alessandro Monteleone, Francesco Nagni e Luigi Venturini.
Sulle navate laterali insistono dodici cappelle laterali, sei per lato, arricchite da opere d’arte di artisti del Novecento italiano, tra cui Michele Gorrisi, Emilio Greco, Paolo Crida, Goffredo Verginelli, Baccio Maria Bacci, Attilio Torresini, Lorenzo Gigotti, Enrico Martini, Antonio Biggi, Primo Conti, Tommaso Bartolini, Mario Caffaro Rore, Emilio Notte, Oddo Aliventi, Silvio Consadori, Enzo Assenza.
Organo a canne
Sulla cantoria di sinistra del presbiterio si trova il grande organo a canne Tamburini opus 394, costruito fra il 1958 e il 1959. Progettato da Fernando Germani, lo strumento è stato più volte revisionato, ma mantenendo inalterate le sue caratteristiche originarie; fra questi interventi di restauro vi è quello del 1988 ad opera dell'organaro Alvaro Vercelli; inoltre, nel 1994 lo strumento è stato integralmente revisionato e restaurato L'organo è a trasmissione integralmente elettrica originaria con consolle in cantoria. I registri sono 70 registri reali più altri 40 derivati per un totale di 5.274 canne e 13 campane tubolari; tutt'oggi è il sesto organo a canne più grande d'Italia.



















Foto d'epoca della Basilica vista dagli archi dell'Acquedotto Felice



















17-visitare il mercato coperto Tuscolano III a via del Quadraro




18-andare a visitare L'Officina dei Violini bottega di liuteria su Viale Anicio Gallo di Claudio Chioccia e Federico Mari (ChRoMa officina dei violini)



"La comune passione per la musica, l’amore per gli strumenti ad arco, le loro lunghe storie e i loro interpreti, la stima reciproca e l’amicizia che da tempo ci legano, sono i principali motivi che ci hanno spinto a mettere insieme le nostre professioni, l’esperienza e tutta l’energia possibile per dare alla luce "ChRoMa officina dei violini".
ChRoMa, o l’Officina se preferite, fonde la tradizionale bottega di liuteria col negozio specializzato in strumenti ad arco in un luogo dall’atmosfera classica e accogliente, e al contempo, giovane e fresca, in cui è offerto al cliente un ampio ventaglio di servizi sia nella nostra parte artigianale che in quella commerciale. Un posto in cui portare il proprio strumento per la manutenzione, la messa a punto o il restauro, dove provare violini, viole, violoncelli, contrabbassi e relativi archetti, nuovi, usati ed antichi, di liuteria italiana ed estera, di fabbrica, di atelier o nati direttamente qui da noi. La scelta che abbiamo deciso di presentare è vasta e adatta ad ogni esigenza: quella del principiante come quella dello studente più avanzato o del professionista. Ci siamo attrezzati anche per la "sopravvivenza" quotidiana del musicista: da noi si possono acquistare tutte le novità degli accessori, delle corde e delle custodie per i vostri amati strumenti. Siamo inoltre rivenditori ufficiali delle arpe Camac, le più richieste sul mercato dai musicisti e dagli allievi.
Ci troviamo nel quartiere Appio Claudio, a poche fermate di metro dal centro di Roma e, per chi viene da fuori, siamo facilmente raggiungibili dal GRA. Insomma, motivi per venire a trovarci, certamente non mancano. Perciò vi aspettiamo, dandovi il benvenuto sin da ora! "(tratto dal loro sito)

Nel laboratorio si effettuano riparazioni di ogni tipo su strumenti ad arco e a pizzico. Montature, ponticelli, anime, messe a punto, rettifiche di tastiere, restauri di fratture, puliture, sono alcuni tra gli interventi più richiesti per violini, viole e violoncelli. Svolgono anche una rilevante attività di manutenzione sugli archetti: incrinature, impugnature (pelle e argento), sostituzione della scarpetta, riparazioni sul nasetto in tutte le sue parti, fino ad interventi più importanti sulla bacchetta.

Vengono inoltre affrontati restauri più approfonditi di tipo conservativo e funzionale su strumenti antichi e moderni, nel pieno rispetto dell'oggetto, della sua storia e della sua autenticità e con la consapevolezza che l'atto del restaurare rappresenta una ricerca continua nella nostra cultura, cui si attinge ogni volta seguendo un percorso solo apparentemente uguale al precedente.

























19-visitare i Magazzini Cossuto

DAL CHIODO AL CANNONE!!! Di tutto, di più, cose introvabili, qualsiasi articolo tranne le astronavi ed i transatlantici. Ecco Cossuto, uno dei grandi magazzini storici di Cinecittà dove trovare tutto a prezzi stracciati, godere dell'abbondanza delle merci e fare le scorte per casa in una di full immersion di almeno 2 ore. Casalinghi, biancheria, cancelleria, cosmetica, scarpe, giochi per bambini, abbigliamento, detersivi, persino bomboniere! Lo slogan è questo: "tanto lo trovo da Cossuto". È un'istituzione per la zona, con la sua discesa nel garage attufato e pieno di merci su di un'area vastissima!. Soprattutto, è ancora fonte di sorprese con le offerte più accattivanti persino su batterie e sedie da giardino.

Via Lucio Papirio, 136



http://www.youtube.com/watch?v=1bNyDwzY2GU&feature=youtu.be

20-andare a comperare un libro alla LIBRERIA DELL''IMPOSSIBILE viale dei Consoli 39 così era chiamata questa vecchissima libreria di quartiere, aperta nel 1965,  dove si poteva trovare TUTTO grazie all'esperienza ed alla memoria  ENCICLOPEDICA del Signor Dario che ancora svolge il nobile mestiere del libraio ma data l'età (88 anni) la svolge solo di mattina!
Piacevoli chiacchiere ed avrete la possibilità  di trovare quel testo che cercavate da anni.



21-andare a Via dei Pisoni (Quadraro) e vedere i murales di Ron English

Ron English, artista americano ha finalmente finito il murales dove ha concentrato i simboli più ricorrenti della sua arte. I romani l’avevano già conosciuto in mostra alla Mondo Bizzarro Gallery e sui muri di Testaccio con la Guernica, stavolta nel muro di via dei Pisoni, campeggia un Baby Hulk non più verde di rabbia, ma dai colori scuri della terra, e con il viso più imbronciato del solito. Gli fanno compagnia tanti personaggi mutanti e l’immancabile Mickey Mouse con la maschera antigas.

I suoi dipinti ad olio spiccano nel panorama del genere pop-surrealism per l’impeccabile tecnica che fa sembrare le opere manipolati con il digitale. Le tematiche offrono un realistico colpo d'occhio sui punti focali del nostro pianeta  quindi  vedremo rappresentate la globalizzazione , le  problematiche ambientali,  il militarismo e  la perdita di controllo  le cui metafore  sono affidate alla simpatia di personaggi-cartoon, icone come Mickey Mouse o il pupazzo Mac Donald, bambini-pagliaccio o piccoli Baby Hulk. Nessuna bomboletta, ma solo pennelli e colori shock per sprigionare l’anima pop di un universo mutante.
Il M.u.r.o che ha organizzato quest’intervento si occupa di far rinascere le periferie e di determinarne la bellezza con opere di street art. Con estrema facilità un ex anonimo muro potrà fare il giro del mondo in foto ed essere di tutti. E’ un’arte che ci piace perchè crea mappe immaginarie via etere al passo con la velocità della tecnologia.


....non abbiamo finito.....pian piano arricchiremo questo articolo
B&B ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma
06-45555635 3291162203









venerdì 7 marzo 2014


LA GRANDE BELLEZZA /THE GREAT BEAUTY

The movie  LA GRANDE BELLEZZA (THE GREAT BEAUTY), directed by Paolo Sorrentino, winner of the 2014 Academy Award for best foreign language film, is a true story,




Toni Servillo at Aqueducts Park (at a few steps from our b&b) during the filming of THE GREAT BEAUTY


even if the initial Céline’s quote “…Our journey is entirely imaginary, …all are imagined” suggests to consider the movie and life just as nothing else but a fiction, a stratagem used to survive by a man who has lost zest of life. So why is it a true story? It is because it’s about illusion and disillusion, about social customs and nostalgia for the past and the movie, in which Rome is portrayed in it’s whole magnificence, unfolds following this leitmotiv.








Toni Servillo in Aqueducts Park

OUR PROPOSAL FOR A STAY IN THE STARRING CITY OF “THE GREAT BEAUTY”:

3 NIGHTS IN DOUBLE-ROOM 200 EURO (extra-bed 25 euro per night)

Guided visit to Aqueducts Park can be arranged on demand.