Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI
Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma

sabato 20 luglio 2013

UNA NOTTE AL MUSEO

L'ultimo sabato del mese  musei statali  ed aree archeologiche rimarranno aperti al pubblico  fino a mezzanotte.

Le date di apertura:






martedì 16 luglio 2013

CIAK SI GIRA: ROMA


Visitare Roma è un'esperienza unica!
Non significa solo visitare una città dalla storia millenaria...e scusate se è poco...ma anche e soprattutto un viaggio nella cultura mondiale e nei sogni di molte generazioni passate , presenti e future!

In questo articolo vogliamo presentarvi, raccontandovele, alcune scene di grandi film che hanno come protagonista Roma, i suoi angoli noti , quelli meno noti e quelli che vale pena scoprire.



Roma Città Aperta



E' considerata uno dei capolavori del cinema mondiale, la pellicola di Roberto Rossellini del 1945, manifesto del neorealismo dove la celebre Anna Magnani interpreta l'indimenticabile ruolo di Pina. 

Non essendo disponibili gli studi di Cinecittà che nell'immediato dopoguerra erano rifugio per sflollati, Rossellini girò il film negli interni del vecchio Teatro Capitani, in via degli Avignonesi 32, proprio dietro via del Tritone.

Ma la scena clou del film, la sequenza celebre di tutto il neorealisimo italiano, quella della corsa della celebre Pina e la sua uccisione, furono girate in Via Raimondo Montecuccoli, al quartiere Prenestino-Labicano.


Mamma Roma


E' al Quadraro, che si ambienta la pellicola di Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma del 1962. Quando il suo protettore si sposa, la prostituta Roma (Anna Magnani) cerca di rifarsi una vita insieme a Ettore, il figlio adolescente cresciuto lontano da lei e con cui ha difficoltà a creare un rapporto. 

Mamma Roma apre un banco di frutta al mercato di via del Quadraro, mentre Ettore trova lavoro come cameriere. Celebri anche le scene il cui Ettore gioca con i coetanei al Parco degli Acquedotti. Gli interni e gli esterni della casa dove vive Mamma Roma all'inizio del film prima di trasferirsi sono girati al "Palazzo dei Ferrovieri" di Casal Bertone.


Accattone



Siete mai stati a fare un aperitivo al Necci nel quartiere Pigneto? Ebbene si, quel bar trendy dove magari qualche sera vi ritrovate per bere qualcosa, è il celebre bar o meglio l'Osteria Necci che abitualmente frequentava Accattone con i suoi amici.

Eh si stiamo parlando della celebre pellicola di Pier Paolo Pasolini del 1961, che oltre alla location del Pigneto, è stata girata lungo via Casilina, via Portuense, via Appia Antica, Ponte degli Angeli, Ponte Testaccio, borgata Gordiani, Centocelle, la Marranella, Subiaco nella scena del cimitero.


La dolce vita




Marcello, come here! ricordate sicuramente una delle frasi più celebri del buon cinema italiano, sussurrata dalla bellissima Anita Ekberg, che invitava Mastroianni a ballare nelle acque della Fontana di Trevi. 

La famosa scena de La Dolce Vita è divenuta uno dei simboli del cinema del XX secolo. La scena è stata ripresa  nel film di Ettore Scola del '74, C’eravamo tanto amati dove Nino Manfredi e Stefania Sandrelli si incontrano, dopo tanti anni, proprio mentre si sta girando la scena della Fontana di Trevi con Fellini e Mastroianni. 

 Fate una passeggiata lungo gli storici luoghi del celebre film di Federico Fellini del 1960, oltre alla suggestiva Fontana, raggiungete l'elegantissima Via Vittorio Veneto, per le riprese fu ricostruita negli studi di Cinecittà, tranne che per la scena davanti all’Hotel Excelsior, quella in cui Anita Ekberg rientra all’alba dopo una notte passata con Mastroianni. Tra le altre location ricordiamo Piazza del Popolo e la Pineta di Fregene, location delle famose feste a cui partecipava il Mastroianni.


Vacanze Romane



Come non rievocare la Roma anni 50 celebrata dal regista William Wyler nella pellicola del 1953, Vacanze Romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Tra le location cult annoveriamo:

Piazza di Spagna: location del celebre incontro tra la principessa Anna e Joe Bradley mentre lei era ferma presso un chiostro di fiori.

Piazza Barberinil’ambasciata dove risiedeva la principessa Anna.

Colosseo: dopo la celebre passeggiata in vespa i due entrano nel colosseo, allora aperto e raggiungibile da qualsiasi ingresso

Appartamento R/134 Margutta
: Sull'elegante via Margutta, è sul set casa in cui Joe ospita la principessa Anna.

Tra le altre storiche location rircordiamo: Bocca della verità, Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, Caffè Rocca, Piazza della Rotonda e Pantheon, Castel Sant'Angelo, Chiesa di Trinità dei Monti, Via dei Fori Imperiali.

Guardie e Ladri


Una Roma del secondo dopoguerra è quella che si vede nella celebre pellicola di Mario Monicelli e Steno,del 1951Guardie e Ladri con il mitico Totò, Aldo Giuffrè e Aldo Fabrizi. 

Passeggiate per Roma alla scoperta del celebre film che racconta di Ferdinando Esposito, un piccolo furfante che cerca di mantenere la famiglia con i suoi espedienti, tra le storiche location segnaliamo:

Fori Imperiali:  Le scene della celebre truffa organizzata da Fedinando Esposito e il suo socio, dove verrà "nascosta" la famosa moneta.

Quartiere Trieste Salario: dove avvenne il mitico inseguimento di Aldo Fabrizi alla caccia di Totò, nei pressi di Viale Somalia.

Teatro Quirino: Ferdinando e il socio trovano i bambini in un vicolo lì vicino e con loro entrano a teatro, dove partirà la truffa, in via delle Vergini e Via dell’Umiltà a Roma.

Un Americano a Roma


Steno 1954, siamo a Roma nei primi anni del dopoguerra con uno spettacolare Alberto Sordi in Un Americano a Roma. 

Ricordate la storica scena di Sordi contro  il Gatto Mammone? La scena è stata girata tra il Portico d'Ottavia e Teatro Marcello nel pieno Ghetto di Roma. Oltre al Ghetto Ebraico, anche il Colosseo è lo sfondo della divertente cornice de Un americano a Roma dove Santi Bailor (Sordi), ragazzotto trasteverino è ossessionato da tutto ciò che è americano. 

Senza dimenticare i suggestivi tetti di Via Margutta, che fanno da sfondo a un Alberto Sordi senza veli.

I Soliti Ignoti





E come non ricordare la celebre pellicola di Monicelli del 1958, e i celebri ladruncoli romani Cosimo e Capannelle de I soliti Ignoti.

Ecco i luoghi celebri del film. 

La terrazza dalla quale il gruppo osserva, che poi è la stessa da cui Tiberio (Mastroianni) filmerà la scena con la sua minicinepresa, si trova invece a Santa Maria Maggiore, e non affaccia in realtà su Tre Cannelle. Mentre la famosa terrazza dove si ritrovano a lezioni di scasso, si trova nel quartiere Casal Bertone.

Come ricorderete il film apre con Cosimo e Capannelle che si danno al furto d'auto, è su via Alesia, nel rione Appio, che si apre il celebre film, una via chiusa e che di recente accoglie un supermercato. 

Il mercato in cui Tiberio tenta di rubare la cinepresa è quello di Porta Portese mentre, una delle location storiche è l'agenzia dei Pegni, l'edificio in cui i "soliti ignoti" dovranno compiere il grande colpo, nella celebre via delle Tre Cannelle, che è subito riconoscibile non appena si nota la particolare fontanella a tre bocche.

Fantasmi a Roma

Film del 1961: Fantasmi a Romadi  Antonio Pietrangeli che vedeva un cast composto da: Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Sandra Milo.
Si racconta la vicenda dell’anziano principe Annibale di Roviano che convive nel suo palazzo decrepito, assistito dalla presenza dei fantasmi dei suoi antenati, tra cui: Il nobile  Reginaldo, casanova impenitente; la romantica Donna Flora, suicida per amore e Fra’ Bartolomeo, frate oltremodo goloso. L’anziano principe e i trapassati antenati vedono il mondo e la Roma intorno a loro cambiare, loro malgrado, supportati da un’amica insolita: Regina, attrice di un tempo, che sembra blaterare come una barbona ubriaca ma dall’intelligente schiettezza che denuncia le ipocrisie perbeniste della società che la circonda. Lei, come il principe Annibale, è in grado di sentire la presenza dei fantasmi e di comunicare con loro...e questi fantasmi si trovano dappertutto ma di grandissimo impatto è la scena girata a piazza dei Consoli che vede il fantasma del pittore Caparra (Vittorio Gassman) muoversi all'interno della TORRETTA o Torre del Quadraro . Il nome della torre e dell’omonimo quartiere, sembra derivare da un certo Guadralis, il quale nel 1164 ricevette in concessione il terreno circostante insomma Cinecittà è stata ed è (con le sue peculiarità storiche) luogo di ispirazione per molti registi.





Giallo, horror...pauraaa al Coppedè

Una menzione a parte merita la cinematografia che ha scelto il Quartiere Coppedè  come ambientazione.

Si dice che girando per il quartiere Coppedé si abbia la sensazione di essere spiati dalle persiane, che non vi siano i nomi sui citofoni, che le strade appaiono disabitate anche se piene di gente, che le figure misteriose e fantasiose che adornano i palazzi abbiano occhi che seguono i movimenti, che insomma sia un quartiere “vivo” nelle strutture architettoniche, che gli abitanti veri non siano gli inquilini dei palazzi ma i palazzi stessi...è forse per questo che il portone del  civico 2 di piazza Mincio appare come una grossa bocca, che possa raccontare storie fantastice e di terrore ed  i registi di questi quattro film che menzioneremo hanno saputo ascoltare le belle e macabre storie che il portone, il quartiere tutto, gli ha saputo raccontare? Ah...magia del cinema!...scopriamolo insieme.


Si entra in questo favoloso quartiere attraverso un arco suggestivo ispirato alla scenografia di un film italiano: “Cabiria” (1914), ed è forse proprio questa ispirazione iniziale che ha contribuito a dare all'intero quartiere quell'aspetto scenografico che l'ha contraddistinto negli anni.


Passato l'arco si entra in piazza Mincio, al  civico 2 c'è un'entrata di un palazzo che appare come una bocca gigantesca fatta di archi concentrici, che sembra voler ingoiare tutto quello che vi entra, una porta speciale e misteriosa che è stata la protagonista di molti film gialli e horror...

“La ragazza che sapeva troppo” (1960) di Mario Bava, il portone è l'entrata della casa dove la protagonista va dopo aver ricevuto una lettera anonima. Questo è il primo film dove l'entrata di questo misterioso palazzo appare, e Mario Bava lo rende subito suggestivo, caricandolo di simboli, chi meglio del regista che aveva girato poco prima “La maschera del demonio” poteva individuare in una Roma moderna un palazzo che richiamasse l'idea di un castello antico e maledetto?



Il secondo film dove appare il portone “malefico” è “Il profumo della signora in nero” (1974) di Francesco Barilli, qui addirittura il palazzo è il protagonista principale, tanto che la prima scena si apre proprio con il mostrare l'entrata e due inquilini che si salutano dai balconi adiacenti. L'interno del palazzo si presenta come un inferno dantesco, dove ogni piano è un girone infernale, dietro ad ogni porta chiusa si nascondono segreti, fantasmi, incubi irrisolti. Tutto il film gira intorno al quartiere, che di per sé è pieno di simboli, sembra sempre di non riuscire a distinguere ciò che è vero da quello che non lo è, e questa è un po' la caratteristica dell'opera di Coppedè, che ha riempito le palazzine e i villini del quartiere di disegni, scritte, richiami a mondi fantastici, citazioni con il passato e con leggende, personaggi storici...insomma un vero e proprio percorso nell'immaginario, nel fantastico.




Il terzo film dove il palazzo di piazza Mincio appare è in un film straniero: “Il presagio” (1976) di Richard Donner, qui il quartiere appare di sfuggita, e l'entrata è quella della dimora del protagonista, l'ambasciatore americano. L'entrata del palazzo e l'arco del quartiere sono il simbolo di una Roma misteriosa, non conosciuta, dove si insinuano pericoli celati da figure solo apparentemente innocue. Il film aveva bisogno di mostrare una Roma non da cartolina, ma da scoprire, ombrosa e maestosa allo stesso tempo...il quartiere Coppedé era il luogo adatto.

Il quarto film dove appare l'architettura del quartiere romano è “Inferno” (1980). La famosa entrata, è quella della biblioteca romana dove Eleonora Giorgi si reca per cercare il libro delle “Tre madri”. Anche in questo caso Argento necessitava di un luogo che di per sé fosse colmo di simboli e significati e la “bocca-porta” di piazza Mincio è davvero una caverna dove entrare, carica di mistero e di culture celate, forse mai esistite.
Dario Argento già ne “L'uccello dalle piume di cristallo” aveva ambientato alcune scene nel famoso quartiere, ma senza inquadrare il  portone.









I MUSEI PIU' STRANI DI ROMA

Semmai aveste giurato, visto le ultime esperienze, di non mettere  più piede in un museo perché troppo noioso, questo articolo potrebbe farvi ricredere...ci sono cose che voi umani.....ed il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI ve ne racconta qualcuna!





Museo delle anime del Purgatorio: - In una chiesetta in stile neogotico è conservata una collezione alquanto insolita. Impronte, immagini, libri e manoscritti che testimoniano i segnali lasciati dalle anime del Purgatorio nel loro desiderio di tornare in vita oppure varcare la soglia del limbo. La collezione inzia nel 1897 quando padre Jouet, in occasioen dell'incendio a una cappella della chiesa, vide impressa sulle pareti l'immagine di un volto sofferente.Il Padre si convinse che che si trattava dell'anima di un defunto che era in Purgatorio e voleva mettersi in contatto con i vivi. Da allora iniziò a raccogliere con maniacale dedizione tutte le testimonianze delle anime sofferenti del Purgatorio con lunghi viaggi in Italia e in Europa.Tutti gli oggetti “toccati” dalle anime dei defunti sono forniti di una ricca documentazione. La struttura ha, tra l’altro, la fama di luogo maledetto…ghostbusters cercansi.  Oggi è un museo aperto al pubblico e dove poteva trovarsi se non a Roma? Macabro e curioso, quasi di più del Cimitero dei Frati Cappuccini, ovvero la collezione di ossa della Chiesa di Santa Maria della Concezione.


DoveLungotevere Prati 12,
Quandolun-mar 09:00 - 17:00, lun-dom 17:00 - 19:00, mer-dom 10:00 - 12:30
Info: Tel. 06 68806517 
Quanto: Offerta Libera





Museo tipologico internazionale del presepe: - Vi piace 'o Presepe? Se si  non potete perdervi questo museo, che presenta più di tremila pezzi provenienti da decine di nazioni in rappresentanza di quasi tutti i continenti . Alla fine  del percorso avrete una panoramica completa sulle varie interpretazioni ed ambientazioni della Natività in Italia e nel mondo.


DoveVia Tor de' Conti 31/a
QuandoMercoledì17:00-19:30 Sabato17:00-19:30
Quanto:gratuito





Museo del Videogioco: - Insert Coin, Play, You Win, You Die, Game Over. Da piccoli negli anni ‘80 la cosa più bella del mondo era andare in sala giochi dove la ripetizione di queste espressioni inglesi diventava un mantra estatico. Il malloppo dei freddi gettoni nelle tasche, la scelta del cabinato più promettente, il duello con il mostro di fine livello, la soddisfazione per un nuovo livello passato, i consigli ai giocatori meno esperti erano sensazioni inebrianti. La seconda cosa più bella del mondo era andare dopo scuola a casa dell’amichetto di turno che aveva la console più evoluta della tua e sfidarlo allo sfinimento per tutto il pomeriggio. I compiti da fare insieme erano solo un intervallo della pesante attività videoludica. Entrambe le manifestazioni del videogame, cabinato e console, sono ampiamente approfondite ed esposte al Vigamus, il Museo del Videogioco di Roma di recente apertura. Ci sono due percorsi paralleli: il primo più teorico con la ricostruzione della storia del videogioco dagli albori a oggi, l’altro più interattivo con giochi arcade vintage a disposizione dei visitatori per del divertente retrogaming all’ultimo bit. Ci sono inoltre delle esposizioni temporanee con argomenti sempre interessanti e spesso vengono presentati in anteprima italiana i grossi titoli del gaming mondiale.

DoveVia Sabotino 4
QuandoDal martedì alla domenica ore 16:00 - 22:00. Lunedì chiuso
Info: MUSEO DEL VIDEOGIOCO 06-45475940
Quanto: 8 euro intero  5 euro ridotto






Museo Laboratorio della Mente: - essere scrutati da sguardi inquisitori e penetranti. Venire aggrediti da persone che si scagliano contro un muro trasparente a poca distanza da voi. Sperimentare percezioni sensoriali improvvise e imprevedibili. Parlare e non riconoscere le proprie parole perché immerse in delle cacofonie orrende. Guardarsi allo specchio e vedersi divergenti dalla realtà attesa. Farsi fotografare come un criminale per la foto segnaletica. Sentire delle voci lancinanti nel cranio. Non riuscire ad avere il controllo del proprio apparato locomotore.
Tutte queste esperienze disturbanti fanno parte dell’itinerario museale allestito all’interno della ASL Roma E, un viaggio immersivo nella malattia mentale e nelle sue manifestazioni. Il visitatore viene a contatto diretto con i fenomeni del disorientamento cognitivo e sperimenta sulla propria pelle la disumanità dei vecchi ospedali psichiatrici, vedendo veri elettroshock e altri macchinari di tortura/costrizione. Nella seconda parte la ricostruzione dell’apertura e del graduale miglioramento legato a nomi come Basaglia, che contribuisce alla rimozione di quella istituzione aberrante nota come manicomio.
Da segnalare l’ottimo impianto storiografico, la costante attività di ricerca e l’ottenimento del premio “Museo dell’anno per l’innovazione e l’attrattività nei rapporti con il pubblico” nel 2010 grazie al dialogo biunivoco che si instaura con il visitatore.

Dove: Padiglione 6, Comprensorio Santa Maria della Pietà, Piazza S. Maria della Pietà 5, Roma
Quando: dal lunedì al venerdì 9:00-17:00; il sabato 9:00-13:00; chiuso domenica e festivi
Info: MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE ,Tel. 06 68352927, info@museodellamente.it
Quanto: 5 euro




Museo storico dei Vigili del fuoco: - se anche voi come noi quando  eravate piccoli  guardavate Grisù  il draghetto pompiere e come  lui esclamavate:Da grande farò il pompiere! allora non potete non visitare questo museo. Dall’incendio di Nerone del 64 d.C. al bombardamento del 19 luglio 1943, passando per i lanzichenecchi protagonisti del sacco nel 1524, delle raffigurazioni tematiche e storico-scenografiche spiegano l’evoluzione del soccorso antincendio nella città di Roma, dall’antichità ad oggi. La struttura è dotata anche di un laboratorio scientifico dove praticare esperimenti per conoscere i fenomeni basilari della combustione.

Dove: Via Marmorata 15
Quando: per visitare il Museo è necessaria la prenotazione al tel.

065746808 
Quanto: INGRESSO GRATUITO




Museo delle auto della polizia: - Il maresciallo Armando Spatafora negli anni ‘60 sfrecciava per le strade di Roma all’inseguimento dei banditi a bordo di una Ferrari 250 GTE nera del ’62, targata Polizia 29444. Addestrato a Maranello dai collaudatori Ferrari, Spatafora aveva a disposizione un bolide che poteva raggiungere i 240 chilometri orari. La leggenda vuole che abbia percorso anche la scalinata di piazza di Spagna. Se vi piacciono gli inseguimenti e volete conoscere i mezzi storici della Polizia, non esitate a entrare in questo museo: troverete auto, moto, scooter, bici e persino un “gatto delle nevi”.

Dove: Via dell'Arcadia 20
Quando: dal lunedì al venerdì ore 9.30-18.30 sabato ore 9.30-19.30
Info: MUSEO DELLE AUTO DELLA POLIZIA Tel. 06 5141861
Quanto: 3 euro intero 1.50 euro ridotto



Museo Criminologico: - Il Museo Criminologico nasce nel 1930 e con esso l’Amministrazione penitenziaria realizzava un progetto che già negli ultimi decenni dell’Ottocento era considerato un utile supporto per lo studio del sistema penale e penitenziario, oltre che strumento scientifico per la formazione di funzionari e magistrati e di divulgazione al tempo stesso.L’esposizione, tra i tanti reperti in mostra, di antichi strumenti di punizione e di esecuzione capitale, testimonia la crudeltà dei sistemi punitivi del passato, contrapposti alle finalità della pena sancite dalla Costituzione, principi su cui si fonda l’Ordinamento penitenziario vigente. Questo è soltanto un aspetto che concorre a delineare il suggestivo percorso che si snoda nelle sale del Museo Criminologico, che offre spunti di riflessione per chi voglia approfondire temi che riguardano ambiti meno noti della nostra storia.

DoveVia del Gonfalone 29
Quandomartedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato: 09.00-13.00
martedì e giovedì: 14.30-18.30 chiuso domenica, lunedì e festivi
Info: MUSEO CRIMINOLOGICO,Tel. 06 6889941 -06 68899442
Quanto:n.p.








Museo della Pasta:- “Macaroni… m’hai provocato e io te distruggo, macaroni! Io me te magno!” diceva Alberto Sordi in ‘Un americano a Roma’. A qualsiasi latitudine elongitudine nel mondo, il destino dell’italica pietanza è sempre lo stesso: essere distrutta dalle fauci mentre provoca un sommo godimento alle papille gustative. Addentratevi in questo saporito museo per scoprirne gli ingredienti del successo. Ripercorrerete la storia della pasta negli ultimi otto secoli, conoscerete i veri macchinari usati nella filiera produttiva, otterrete preziose informazioni nutrizionali, avrete modo  inoltre di ammirare  le opere d’arte dedicate alla pasta dall’antichità ai giorni nostri.
DovePiazza Scanderbeg 117
Quando:
Quanto





Museo Keats-Shelley:-“O piccola città, le tue strade per sempre / Silenziose saranno, E mai nessuno tornerà a dire / Perché sei stata abbandonata”. Un verso da “Ode su un’urna greca” di John Keats: se vi piace lo stile potete approfondire la conoscenza di questo letterato nella sua casa-museo situata al centro di Roma, dove si era trasferito per tentare di guarire dalla tubercolosi. Irrinunciabile per i cultori di letteratura inglese.
Ma perché fra le svariate case-museo citiamo proprio questa?...e qui la voce si abbassa  e lo sguardo si perde nelle notizie  che vanno sussurrate...sembra che il poeta fosse e sia ancora  molto legato alla sua casa da apparire di tanto.

DovePiazza di Spagna 26
Quando: dal lunedì al sabato 10.00-12.00;  14.00-17.00.
Info: MUSEO KEATS E SHELLEY,Tel. 06 6784235
Quanto:  5 euro intero-ridotto 4 euro





Museo teatrale del Bucardo: - Il teatro, con i suoi oltre 2500 anni di storia, è un vecchio esperto rispetto a quell’adolescente immaturo del romanzo. Se desiderate porgere gli omaggi a questa antica forma d’arte dovete andarla a trovare nel museo del Burcardo. All’interno delle sale troverete costumi, reperti, testi, bozzetti di scena, foto riguardanti questa affascinante arte, il tutto presentato con un allestimento che riproduce la rappresentazione teatrale.

DoveVia del Sudario 44
Quandolunedì - giovedì 9.15 - 16.30 venerdì 9.15 - 13.15.
Info: MUSEO TEATRALE DEL BUCARDO Per informazioni e prenotazioni: tel. 06 59903802
Quanto: n.p.





Museo-Archivio della fotografia storica: -La possibilità di selezionare un riquadro di realtà, riprodurlo in maniera identica e fissarlo per sempre sarà sembrata una stregoneria a coloro che nell’800 hanno assistito per la prima volta allo scatto di una fotografia. Oggi ne scattiamo migliaia grazie alle macchine digitali, e questo processo ci sembra la cosa più naturale del mondo. Nel mezzo di questi due estremi c’è tutto un percorso tecnico ed espressivo che il museo vuole rendere noto: i diversi esemplari di macchina fotografica che si sono succeduti, a partire dal primo, il dagherrotipo, e lo sviluppo delle soluzioni creative, dal semplice ritratto di persona alla creazione di opere d’arte puramente evocative. Il Museo Archivio è aperto al pubblico su appuntamento, da prendere via e-mail scrivendo a MAFOS.


Dove:Via di San Michele 18
Quando: da concordare
Quanto: n.p.