Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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venerdì 10 gennaio 2014

HAPPY LOVE HOUR PRESSO IL B&B ACQUEDOTTI ANTICHI



3 giorni in matrimoniale 200 euro cena HAPPY LOVE HOUR servita in camera
BUON SAN VALENTINO



martedì 22 novembre 2011

HOMO SAPIENS: così la nostra specie conquistò il mondo. Mostra a Roma al Palazzo delle esposizioni

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma apre i battenti una grande mostra, curata da esperti internazionali sotto la guida di Luca Cavalli Sforza e Telmo Pievani, che racconta la vicenda della nostra specie, dalle origini africane alla diffusione in tutto il pianeta.

È trascorsa a malapena una decina di giorni da quando le Nazioni Unite hanno indicato in una neonata filippina l'abitante numero sette miliardi dell'unica specie capace di colonizzare il pianeta a tutte le latitudini e con ogni clima. Già, perché si trovano esemplari di Homo sapiens dallo sperduto villaggio di Alert, sull'isola di Ellesmere, all'estremo nord del Canada, appena 800 chilometri dal Polo Nord e una notte gelida e buia che dura da ottobre a febbraio, fino alle torride distese deserte della depressione della Dancalia, nel Corno d'Africa.

E pensare che la storia di tutti noi ha avuto inizio - più di un inizio, in verità - meno di 200.000 anni fa non lontano da quell'anticamera dell'inferno, in una remota valle dell'Etiopia da cui la nostra specie ha mosso i primi passi. È lì che nacque un nuovo membro della famiglia del genere Homo, che quasi un milione di anni prima si era già spinto a esplorare gli angoli più remoti del vecchio mondo, prosperando e differenziandosi in un intricato "cespuglio evolutivo", come lo definiscono i paleoantropologi. Ed è da lì che quel bipede con una postura perfettamente eretta e un'intraprendenza senza pari ha piano piano conquistato il pianeta, attraversando ogni sorta di pericoli e finendo, forse più di una volta, sull'orlo dell'estinzione - soprattutto a causa dei violenti cambiamenti climatici che hanno scosso la Terra - durante la sua breve, fortunata avventura.
Al lungo viaggio di Homo sapiens è dedicata l'omonima mostra in programma dall'11 novembre al 12 febbraio 2012 al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove un gruppo di scienziati di fama internazionale, sotto la guida di Luigi Luca Cavalli Sforza e Telmo Pievani, raccogliendo nell'esposizione un complesso di reperti che non ha pari al mondo, ha dipanato la matassa della nostra evoluzione sbrogliando il filo che ci ha portato fin qui
O, meglio, i fili. Che partono da uno dei reperti di più recente scoperta, Australopithecus sediba, un controverso ominide di 2 milioni di anni fa le cui caratteristiche morfologiche lo collocano a metà tra i suoi parenti più stretti e i più lontani antenati del genere Homo, quello che un tempo si sarebbe impropriamente detto un "anello mancante". Lee Berger, che lo ha scoperto in Sudafrica, porterà a Roma, per la prima volta al mondo, il calco autorizzato di A. sediba, perché l'originale è troppo fragile per esporlo al rischio di un viaggio. Di qui, la prima sezione della mostra esplora le vicende delle prime specie del genere Homo, agili camminatori che lasciarono l'Africa per arrivare al cuore dell'Europa e spingersi fino alle estreme propaggini dell'Asia, facendoci incontrare, per la prima volta in Italia, l'originale del cranio di Homo georgicus, un fossile di 1,8 milioni di anni fa scoperto nel Caucaso che rappresenta, per ora, il più antico abitante d'Europa.
Ma è con la seconda sezione che ha inizio il nostro viaggio nel senso più stretto, caratterizzato da un'ondata di successive uscite dall'Africa che ha il culmine circa 60.000 anni fa. E subito scopriamo che fino a poche migliaia di anni prima che gli Egizi costruissero le piramidi non eravamo soli. Quando Homo sapiens lascia l'Africa incontra altre specie cugine. C'è l'uomo di Neanderthal in Europa, gli eredi di Homo erectus sull'isola di Giava, , l'uomo di Denisova, in Siberia, l'ultimo scoperto, e nella remota isola indonesiana di Flores, gli "hobbit" che hanno accompagnato la nostra specie fino a 12.000 anni or sono. Ed è qui che facciamo alcuni degli incontri più interessanti della mostra. Il primo proprio con Homo floresiensis, grazie alla splendida ricostruzione realizzata da Lorenzo Possenti, artista toscano specializzato in modelli per le scienze naturali e apprezzato a livello internazionale. Che è anche l'autore della ricostruzione del bimbo di Lagar Velho, un enigmatico fossile portoghese di circa 25.000 anni fa cui le indagini genetiche attribuirebbero un padre neanderthaliano e una madre H. sapiens.

Sì, perché l'analisi del DNA ha ormai accertato che, durante il suo viaggio, la nostra specie non si è solo incontrata con le altre, ma ha anche generato ibridi, almeno con i Neanderthal. Ed ecco entrare in gioco la frontiera della paleoantropologia degli ultimi anni: l'analisi del DNA antico, il più prezioso alleato degli scienziati nel ricostruire la storia dell'uomo e delle sue differenze, che ci porta dritto alla genetica delle popolazioni, la scienza che proprio Cavalli Sforza ha contribuito a fondare.

È con la terza e la quarta sezione della mostra che entriamo nel vivo della specialità di Homo sapiens, le migrazioni. Perché dai primi spostamenti di gruppi sparuti, contemporaneamente alla rivoluzione degli strumenti del Paleolitico e alla nascita delle prime espressioni simboliche, l'uomo comincia a colonizzare il pianeta in modo più sistematico. Raggiunge le Americhe, l'Australia, le isole del Pacifico, si differenzia per gli strumenti che usa e le lingue che parla, invade territori ostili, e infine si ferma - si fa per dire - creando insediamenti sedentari dove domestica piante e animali.

Arriva fino ai giorni nostri, il percorso di Homo sapiens, con la riscoperta delle Americhe e una lettera originale di Cristoforo Colombo al suo mecenate Luís de Santángel, conservata alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. Vi narra, il navigatore genovese, la sorpresa di aver incontrato, di là dall'Atlantico, non i mostri con il corpo di uomo e la testa di cane descritti da Marco Polo nel Milione, ma uomini e donne del tutto simili a noi, e anche piuttosto cordiali...

L'avventura si conclude con quei sette miliardi di esseri umani che oggi popolano il pianeta, figli di antenati comuni che hanno battuto ogni sorta di avversità. Parliamo quasi settemila lingue diverse, abbiamo diverso colore della pelle, forma degli occhi e del naso, mangiamo alimenti diversi. Ma c'è una sola storia ad annodare le nostre diversità, è scritta nel nostro genoma e oggi gli scienziati possono raccontarla con sempre maggiore dovizia di particolari. Per questo Homo sapiens è molto più che una mostra: perché alla fine del percorso scopriamo di quale magico guazzabuglio di ingredienti è fatta quell'immensa impresa collettiva che è la civiltà dell'uomo.

lunedì 26 settembre 2011

PACO DE LUCIA A ROMA

A pochi giorni dall'inizio del Festival Flamenco è in arrivo, il 28 Settembre 2011 all'Auditorium Parco della Musica il Concerto di Paco de Lucia, una strepitosa anteprima con quello che è stato definito "l'ambasciatore del flamenco" per eccellenza; la Sala Santa Cecilia si trasformerà in una vera e propria cueva ospitando il grande musicista di origine andalusa.

Bambino prodigio, è stato in tour con la troupe di José Greco, ma si è poi affermato come uno dei più famosi artisti di flamenco solisti e uno dei più ammirati chitarristi spagnoli. Con più di 25 album pubblicati e centinaia di premi vinti, ha conquistato il consenso della critica e del pubblico soprattutto in virtù della rivoluzione musicale da lui provocata, grazie alla quale il flamenco si è ampiamente diffuso in tutto il mondo.

La sua arte può essere considerata un mix di flamenco, jazz, classica e ritmi latini; una musica di ampio respiro, nella quale le sofisticate innovazioni partono da una profonda conoscenza e da un sacrale riguardo delle tradizioni e in cui le contaminazioni fra generi sono la norma, e anzi ne rappresentano l'esplosiva alchimia.

Paco De Lucia è diventato ambasciatore universale della musica classica spagnola, come testimoniano la sua storica interpretazione del "Concierto de Aranjuez" di Joaquím Rodrigo o le esecuzioni della musica del compositore classico spagnolo Manuel De Falla. Lo scambio sempre presente tra la musica di Paco De Lucia, le sonorità del Brasile, il Jazz di Chick Corea, Al di Meola e John McLaughlin e la musica classica di Albéniz e De Falla attestano una fertile irrequietezza nella ricerca musicale e il prestigio di un maestro che, come pochi altri, ha saputo inventare il nuovo attingendo dalla tradizione.

domenica 25 settembre 2011

LA METROPOLITANA DI ROMA

Gli orari della metropolitana di Roma da 31 gennaio hanno subito delle variazioni, per via dell'avanzamento dei lavori relativi alla costruzione della Metro C, i cui cantieri sono arrivati in zona San Giovanni.
In particolare, sarà la Metro A a cambiare orari:  il servizio chiude alle ore 21, dalla domenica al venerdì.
Solo il sabato, la Metro A continua a funzionare nei consuenti orari, cioè dalle ore 5:30 del mattino fino alle ore 1:30 della notte.
Al fine di assicurare ugualmente il servizio Metro fino alle ore 1:30 circa, l'ATAC - l'azienda di trasporti locale - ha predisposto un piano id mobilità alternativa in superficie, con circa 48 autobus che seguiranno il percorso della Metro A. Sono state infatti attivate due linee: la "MA1" (Battistini - Arco di Travertino) e la "MA2" (Piazzale Flaminio - Anagnina).
Tutte le informazioni sui percorsi e su eventuali altri dettagli potranno essere consultate sui siti del Comune di Roma e dell'ATAC.
Al momento si prevede che la chiusura anticipata della Metro A alle ore 21 sarà protratta fino ad aprile 2012.

giovedì 22 settembre 2011

MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA





In occasione della ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, hanno promosso l’istituzione di un nuovo spazio Museale dedicato alla Repubblica Romana del 1849.
Il progetto prevede di realizzare un luogo dedicato a tale importante evento storico all’interno di Porta San Pancrazio che, oltre ad essere di per sé evocativa dei fatti per la sua storia e collocazione, diventerà un punto privilegiato di lettura dell’area storico-monumentale del Gianicolo (Busti degli uomini illustri; Monumento a Giuseppe Garibaldi; monumento ad Anita; Ossario garibaldino, Faro) e un centro raccordato agli altri luoghi dedicati alla storia del periodo risorgimentale di Roma (Museo Napoleonico; Museo di Roma di Palazzo Braschi; Museo Centrale del Risorgimento, Museo di Roma in Trastevere).
PERCORSI PER SALE

100"click for Change:scatti per un'altra società



Il 16 settembre (alle ore 17:30) inaugura a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, la mostra fotogrIl 16 seIl 16 settembre (alle ore 17:30) inaugura a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, la mostra fotografica 100" click 4 Change che fino al 30 settembre propone al pubblico oltre 100 scatti realizzati dall'associazione fotografica no profit Shoot 4 Change. Scopo dell'associazione è sensibilizzare l'opinione pubblica su particolari tematiche attraverso la produzione e la diffusione di fotografie. In questo primo progetto espositivo, il racconto si svilupperà attraverso le immagini di persone, luoghi e fatti, simbolo di diverse identità interiori e sociali. Il progetto 100" click 4 Change farà poi parte della manifestazione Fotografia Festival Internazionale di Romattembre (alle ore 17:30) inaugura a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, la mostra fotografica 100" click 4 Change che fino al 30 settembre propone al pubblico oltre 100 scatti realizzati dall'associazione fotografica no profit Shoot 4 Change. Scopo dell'associazione è sensibilizzare l'opinione pubblica su particolari tematiche attraverso la produzione e la diffusione di fotografie. In questo primo progetto espositivo, il racconto si svilupperà attraverso le immagini di persone, luoghi e fatti, simbolo di diverse identità interiori e sociali. Il progetto 100" click 4 Change farà poi parte della manifestazione Fotografia Festival Internazionale di Romaafica100" click 4 Change che fino al 30 settembre propone al pubblico oltre 100 scatti realizzati dall'associazione fotografica no profit Shoot 4 Change. Scopo dell'associazione è sensibilizzare l'opinione pubblica su particolari tematiche attraverso la produzione e la diffusione di fotografie. In questo primo progetto espositivo, il racconto si svilupperà attraverso le immagini di persone, luoghi e fatti, simbolo di diverse identità interiori e sociali. Il progetto 100" click 4 Change farà poi parte della manifestazione Fotografia Festival Internazionale di Roma

mercoledì 21 settembre 2011

COLAZIONE SENZA GLUTINE AL B&B ACQUEDOTTI ANTICHI

COSA E' LA CELIACHIA

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine. Il glutine è il fattore scatenante della malattia celiaca. È la componente proteica che si trova nel frumento (quello che comunemente è chiamato “grano”) ed in altri cereali, ad esempio farro, orzo, segale, avena, kamut (grano egiziano), spelta, triticale, bulgur (grano cotto), malto, greunkern (grano greco) e seitan (alimento ricavato dal glutine).

Eliminare il glutine dalla propria dieta permette al celiaco di condurre una vita serena ed in salute. La dieta priva di glutine è infatti l’unica terapia possibile. È questa l’unica cura della celiachia.

Facciamo un passo indietro. La celiachia è una patologia autoimmune ed è anche chiamata morbo celiaco, enteropatia immuno-mediata, sprue celiaca o enteropatia glutine-sensibile. “Enteropatia” significa malattia dell’intestino. È infatti l’intestino del celiaco che non riesce ad assimilare il glutine, che quindi viene considerato un agente tossico.
Il glutine in realtà non è presente nel chicco del cereale o nella farina, ma si forma solo in seguito all’aggiunta di acqua e alla formazione dell’impasto.

COSA ACCADE INGERENDO GLUTINE

Nel celiaco ingerire glutine attiva in maniera anomala il sistema immunitario che risponde rifiutando il glutine e danneggiando quindi l’intestino.
Le pareti dell’intestino (ossia la mucosa) sono formate da miliardi di villi, piccole strutture sottili e allungate che formano tra di loro delle anse. Questa particolare conformazione permette l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Nei celiaci la reazione della mucosa intestinale appiattisce queste anse e causa quindi malassorbimento. Si dice infatti che i villi si “atrofizzano”, ossia la mucosa si appiattisce e non fa più il suo lavoro di assimilazione dei nutrienti (ferro e altri minerali, vitamine, zuccheri, proteine, grassi, etc).
La celiachia non è causata esclusivamente dal glutine, ossia dal fattore ambientale, ma anche da alcuni fattori genetici.
La celiachia è infatti una delle malattie genetiche più frequenti. In particolare il complesso HLA-DQ2 e HLA- DQ8 è fortemente associato alla malattia celiaca. Questo NON significa che chi possiede questi geni è necessariamente celiaco, ma semplicemente ha la predisposizione a sviluppare la celiachia.

NOI CELIACI è un sito con forum per scambiare esperienze, ricette, consigli e soprattutto per avere informazioni

lunedì 12 settembre 2011

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA

« I Romani posero ogni cura in tre cose soprattutto, che dai Greci furono trascurate, cioè nell’aprire le strade, nel costruire acquedotti e nel disporre nel sottosuolo le cloache » (Strabone)
Gli antichi Romani, per scopi militari, politici e commerciali, davano molta importanza alle vie di comunicazione e iniziarono la costruzione di lunghe strade diritte, essenziali per la crescita dell'Impero, in quanto consentivano di muovere rapidamente il loro esercito.
Il detto recita che "tutte le strade portano a Roma" in quanto le strade romane erano disegnate in modo da collegare tutte le provincie alla capitale per ostacolare le provincie dall'eventuale organizzazione di una resistenza contro l'Impero. Al momento della massima espansione dell'Impero la rete viaria romana misurava oltre 80.000 chilometri, ripartiti in 29 strade che si irradiavano da Roma verso l’Italia, e altre in tutti i territori dell’Impero, dalla Britannia alla Mesopotamia, dalle Colonne d'Ercole al Mar Caspio. Le strade erano dotate di pietre miliari, che indicavano la distanza in miglia dal miliario aureo posto nel Foro romano.
Molte strade moderne seguono ancora il tracciato di quelle Romane.
I nomi derivavano in genere dal nome dei magistrati che ne ordinarono la costruzione; in altri casi il nome deriva dalla località cui termina la strada stessa (ad esempio via Ardeatina che porta da Roma ad Ardea, via Anagnina ad Anagni, via Tuscolana al Tuscolo); in altri casi invece dall'utilizzo che se ne faceva (la via Salaria ad esempio è così chiamata perché vi si trasportava il sale).
VISITE GUIDATE A ROMA ED AI CASTELLI presso il B&B ACQUEDOTTI ANTICHIa Roma!



sabato 10 settembre 2011

CINECITTA' SI MOSTRA



Cinecittà si Mostra














 Per festeggiare il suo 74° compleanno, Cinecittà apre per la 


prima volta le porte al grande pubblico che avrà la possibilità

di visitare, all’interno degli storici studi cinematografici di 

Via Tuscolana, l’esposizione: CINECITTÀSIMOSTRA.

Un’occasione unica per vivere da vicino il cinema e i suoi mestieri. 

Questa manifestazione è un’anticipazione di un più ampio

progetto che prevede la realizzazione nei prossimi anni di

un “Museo del Cinema” che avrà sede permanente negli Studi.

Apertura al pubblico
A partire dal 29 aprile 2011 
tutti i giorni dalle 10,30 alle 18,30 
escluso il martedì.  
Roma, via Tuscolana 1055 
Metro A (Fermata Cinecittà) 
Biglietto ingresso 
Adulti: 10 euro  Bambini: 5 euro 
Al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI potrete trovare dei coupon di sconto per questa mostra.


PASSEGGIATE ARCHEOLOGICHE FRA I TESORI DEL PARCO DELL'APPIA ANTICA


Tutte le domeniche dall'11 settembre al 16 ottobre passeggiate guidate di due ore e mezza tra le meraviglie dell'antica Roma. La direttrice Rita Paris: "Il visitatore potrà cogliere il senso complessivo della strada consolare nel corso dei secoli"

Sulle orme di Goethe che s'incantava al cospetto della grandiosità antica immersa nella campagna romana, o di Piranesi che ritraeva la monumentalità sublime di cisterne, torri e tumuli leggendari. Finalmente si possono riscoprire da vicino i tesori dell'Appia Antica nel modo più congeniale, secondo quello spirito romantico da Grand Tour: passeggiando. Inaugura domani la rassegna "Appiappiedi", promossa dalla Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma e organizzata dalla società PierreciCodess, che propone un trekking archeologico guidato di circa due ore e mezza, che dalla Villa dei Quintili arriva alla Villa  Capo di Bove attraversando passaggi inediti, e visitando aree di scavo.  Questo appuntamento sarà fisso  per altre cinque domeniche, il 18 e 25 settembre, il 2, 9 e 16 ottobre.

"La novità dell'iniziativa è che stavolta il visitatore può cogliere il senso complessivo dell'Appia nei secoli, col suo sistema di ville e monumenti funerari che si scoprono strada facendo sotto la guida dell'archeologo  -  racconta la direttrice Rita Paris  -  dal monumento al centro di recenti scavi e indagini, alle iscrizioni che erano il segno del defunto ma anche un modo di comunicare col viaggiatore dell'epoca. Fino a cogliere i fatti più recenti, l'assetto che ha ricevuto alla metà dell'800 coi restauri del Canina, e le ville dei privati scelte come residenza di lusso negli anni '50 e '60 del Novecento. Insomma, è l'occasione per raccontare tante storie sconosciute".

I momenti più suggestivi, li regala la Villa dei fratelli consoli Quintili, su cui si abbattè l'avidità dell'imperatore Commodo che li fece uccidere per impossessarsi di quella meraviglia residenziale. Dal ninfeo fortificato si esce eccezionalmente sull'Appia al V miglio dove la leggera curvatura del rettifilo accarezza i mitici Tumuli degli Orazi e Curiazi e la misteriosa torre della tenuta di Santa Maria Nova. Seguendo la strada verso Roma, si incontrano i "monumentini" funerari e si arriva fino al Mausoleo di Cecilia Metella e al Castrum Caetani, antica dogana del Medioevo.

"È l'occasione per scoprire anche tante notizie sulla geologia dell'Appia, come la straordinaria colata vulcanica di Capo di Bove di 260 mila anni fa  -  racconta Paris  -  che ha prodotto una lingua di lava che termina a Cecilia Metella. Nei nostri recenti scavi abbiamo trovato il punto terminale della colata, scoprendo come dodici chilometri di strada siano stati costruiti utilizzando il sedile della colata lavica". E Rita Paris annuncia  che sta per partire l'ultimo tratto di restauro tra IV e V miglio del basolato di origine lavica. Epilogo, Capo di Bove, sede dell'Archivio Cederna, con la bella mostra "La Via Appia. Laboratorio di mondi possibili tra ferite ancora aperte". E qui si può godere il relax tra giardini e tavolini dove, chi vuole, può gustarsi la sua colazione al sacco. Villa dei Quintili, via Appia Nuova 1062, ore 10.30. Biglietto: 6 euro per la vista alla Villa e 10 euro per tour guidato. Per informazioni e prenotazione tel. 0639967700, www. pierreci. it
IL B&B ACQUEDOTTI ANTICHi consiglia questa visita

venerdì 9 settembre 2011

A ROMA CON I BAMBINI-ROMA PER I BAMBINI

Ecco qualche idea per passare una piacevole giornata a Roma in compagnia dei vostri figli:
-Musei o luoghi particolarmente adatti ai bambini
-Luoghi caratteristici nel centro di Roma
-Gite e visite a castelli o altri luoghi adatti ai bmbini nei pressi di Roma
-Giro turistico organizzato con l'autobus 110 OPEN o l'ARCHEOBUs

venerdì 2 settembre 2011

MUSEO MAXXI

 




Il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo è la prima istituzione nazionale dedicata alla creatività contemporanea pensata come un grande campus per la cultura. Il MAXXI è gestito da una Fondazione costituita nel luglio 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed ospita due musei: il MAXXI Arte e il MAXXI Architettura.

MAXXI, the National Museum of XXI Century Arts, is the first Italian national institution devoted to contemporary creativity and conceived as a broad cultural campus. MAXXI is managed by a Foundation constituted in the July of 2009 by the Ministry for Cultural Heritage and Activities and houses two museums: MAXXI Art and MAXXI Architecture.

VIA GUIDO RENI 4
aperto tutti i giorni dal martedì alla domenica
dalle ore 11,00 alle 19,00
06-39967350







Il Museo MAXXI  si divide in 2 parti:

MAXXI ARCHITETTURA


Il MAXXI Architettura è il primo museo nazionale di architettura presente in Italia e il suo radicamento nel contesto culturale e territoriale italiano ne definisce l'identità.
Nel museo convivono due anime distinte, quella che procede verso la storicizzazione dell'architettura del XX secolo e quella contemporanea che vuole rispondere agli interrogativi del presente, interpretando le aspettative della società attuale. Museo storico e museo contemporaneo, quindi, in cui passato e attualità si intersecano, adottando di volta in volta le forme e i modi utili a sviluppare un percorso di conoscenza, ad analizzare tendenze e personalità, modelli culturali e comportamenti sociali.

Le COLLEZIONI del MAXXI Architettura (Collezioni del XX secolo, Collezioni del XXI secolo, Collezioni di Fotografia) comprendono tutti quei prodotti e documenti che, in forme diverse, rappresentano la complessità materiale e concettuale dell’architettura attraverso i suoi processi evolutivi: dalla produzione ideativa, alla realizzazione fisica, all’uso e al suo inserimento nel contesto fisico e culturale.
Carlo Scarpa, Pier Luigi Nervi, Paolo Soleri, Alessandro Anselmi, Giancarlo De Carlo, Carlo Aymonino, Superstudio, sono alcuni dei protagonisti italiani in collezione, con oltre 50.000 elaborati progettuali, 25.000 fotografie, numerosi modelli, lettere e documenti, sculture, tempere, volumi e periodici (in corso di digitalizzazione).
Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, John Davies, Mimmo Jodice, Armin Linke, Guido Guidi, Walter Niedermayr, Massimo Vitali, sono invece solo alcuni degli oltre 60 fotografi in collezione. Circa 1000 stampe di autori contemporanei: la fotografia è una linea portante del Museo di Architettura per il ruolo di medium comunicativo che essa può svolgere nella presentazione sia dell'assetto fisico dello spazio sia per l'analisi delle dinamiche che in esso si attuano.
Le collezioni sono curate e gestite dal Centro Archivi e dal Centro Fotografia del MAXXI Architettura.

Il MAXXI Architettura è museo, archivio, biblioteca e mediateca (MAXXI B.A.S.E.), ma soprattutto lo spazio fisico che vuole accogliere, coinvolgere ed avvicinare persone di tutte le età all’architettura.

Il Museo svolge attività scientifiche e divulgative; tra queste le esposizioni temporanee che offrono ai visitatori opportunità sempre diverse di fruizione e approfondimento: al piano terra, nella Galleria 1, le mostre sul XX secolo, nella Sala Carlo Scarpa le mostre di Fotografia; al primo piano, nella Galleria 2 quelle sull’architettura del XXI secolo. Dal programma culturale discendono le acquisizioni, le attività di produzione e di ricerca promosse direttamente dal museo anche in coproduzione e collaborazione con altre istituzioni.
Le attività del Museo esplorano i confini e le intersezioni della disciplina architettonica con le altre manifestazioni creative, si propongono di presentare al pubblico i nuovi linguaggi, la varietà dei problemi, la molteplicità dei soggetti, le tendenze che caratterizzano la ricerca attuale in ambito nazionale e internazionale. Tra queste i Focus che contengono le interviste sull’architettura italiana.

MAXXI ARTE

Naturalmente orientato alla creatività contemporanea, Il MAXXI Arte è e vuole essere interprete e portavoce delle sue differenti voci, consapevole che la contemporaneità ha forme diverse, radicate nel XX secolo e talvolta più indietro. Il museo è volto quindi alla promozione dell’arte giovane e alla valorizzazione di quelli che possiamo considerare i suoi maestri, ricerche che hanno mosso i loro passi nel XX secolo ma non per questo non dialogano con il XXI.

Il MAXXI Arte si presenta come un museo del contemporaneo all’interno di un’architettura fuori dagli schemi, punto di partenza per una nuova pratica museografica che rompe con il passato.
Con i suoi 13.500 metri quadri di superficie e la sua collezione, il museo di Arte rappresenta, coerentemente all’idea con cui è nato, uno spazio sperimentale che oltre alla sua collezione e all’attività espositiva propone una programmazione culturale multidisciplinare che comprende naturalmente l’arte ma anche il teatro, la danza, la musica, la moda, la grafica, il cinema, la pubblicità…
Una attività, quella del museo, che ben si sposa con la sua struttura a flussi che rende possibile una lettura non condizionata degli spazi e delle opere, un momento unico per il visitatore, invitato a scoprire una contemporaneità - che è anche temporale e spaziale - di eventi, esposizioni, performance.

Seguendo questa vocazione di apertura alla contemporaneità nelle sue diverse forme e nei suoi tempi, il MAXXI Arte ha costruito nel tempo la sua collezione grazie ad acquisti, premi, donazioni e comodati arrivando oggi a circa 300 opere con l’obiettivo di ampliare ancora il suo patrimonio per offrire al proprio pubblico uno sguardo sempre ampio e informato sulla contemporaneità nazionale e internazionale.
VISITA CONSIGLIATA DAL B&B ACQUEDOTTI ANTICHI