Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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domenica 16 novembre 2014

MERCATINI DI NATALE A ROMA..PER SALUTARE IL 2014


OFFERTA SOGGIORNO 3 GIORNI A ROMA 25 EURO A PERSONA AL GIORNO IN CAMERA MATRIMONIALE DALL'8 DICEMBRE AL 18 DICEMBRE 2014






Lo scintillio del Natale è alle porte ed anche ed il 2014 tra poco si congederà dalle nostre vite, perdersi nelle luci e nel frastuono colorato delle bancarelle può avere un effetto rilassante e perchè no....anche scacciapensieri.
Il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI propone soggiorni dall'8 dicembre al 18 dicembre a 25 euro euro a persona al giorno per approfittare della magia di Roma mescolata a quella del Natale!
Il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI dista meno di 300 metri dalla fermata della metro A...quindi potete raggiungere tutte le destinazioni che sotto vi elencheremo in un batter d'occhio senza rimanere intrappolati nel caotico traffico automobilistico pre-natalizio.
Per chi volesse invece godere  di una vacanza nel relax di un appartamento a sua completa disposizione il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI mette a disposizione dei suoi ospiti la  CASA VACANZE CINECITTA'-ROMA anch'essa a poche decine di metri dalla fermata della metro A (per informazioni rivolgersi al 3291162203)


B&B ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma
il nostro sito
Fermata Metro A SUBAUGUSTA e di fronte al Parco degli Acquedotti
il nostro blog
la nostra pagina facebook
il nostro video su youtube
CASA VACANZA ROMA-CINECITTA' FLAT
Fermata Metro A GIULIO AGRICOLA
CONTATTATECI AL 3291162203




Elenco Mercatini Natale 2014 a Roma
A Roma, come ogni anno, arrivano i classici mercatini di Natale che creano incantate atmosfere natalizie, soprattutto la sera, quando le luci delle bancarelle colorano la "città eterna".  Primo fra tutti quello di piazza Navona, partito quest'anno, con un anticipo di 15 giorni, domenica  24 novembre. Ma poi tante altri, da piazza Re di Roma, ai mercatini nei vicoletti del centro fino agli eventi ai Castelli Romani.
Ce n'è per tutti i gusti!

Mercatino di Natale/Befana a Piazza Navona

Mercatino di Natale a Piazza Navona: tornano le bancarelle
Anche per il 2014, il mercatino, o le bancarelle di piazza Navona, come le chiamano in tanti, apriranno dal 22 novembre 2014 al 6 gennaio 2015, giorno in cui buona parte della città si riversa nella piazza di Bernini e Borromini, per festeggiare la Befana.
Mercatino di Natale a Piazza Navona: tornano le bancarelle
Quello di piazza Navona è un mercatino di Natale specializzato in addobbi natalizi: qui troverete di tutto per adornare il vostro albero e il presepe. Elementi della tradizione si mescolano con quelli più moderni lasciandovi scegliere tra i decori classici e quelli più originali. Molti banchi offrono anche tante idee per i regali da mettere sotto l'albero, mentre numerosi sono gli stand che vendono dolci e leccornie. Da non perdere per chi ama la tradizione e la magica e avvolgente atmosfera natalizia.“






Mercatino di Natale all'Ippodromo delle Capannelle

Le Vie Del Natale, Ippodromo delle Capannelle Roma, dall’5/12/2014 al 6/01/2015, tutti i fine settimana

Mercatini di Natale a Cinecittà
“Mercati di Natale” dal 8 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015.
Cinecittà si presta ad essere il cuore del Natale Romano per la presenza diffusa su tutto il suo territorio di mercatini che propongono ogni sorta di mercanzia: dall'artigianato al reparto alimentare, dal vintage all'antiquariato.
Vi forniamo l'elenco delle vie /piazze del quartiere dove si allestiranno i mercati di Natale.

Le aree sono:
1. Piazza San Giovanni Bosco (sotto porticato/lato sinistro) fermata Giulio Agricola;
2. Largo Spartaco (area pedonale)fermata Numidio Quadrato-Lucio Sestio;
3. Largo Appio Claudio fermata Subagusta;
4. Piazza Cinecittà (giardini fronte Municipio) fermata Subaugusta;
5. Piazza del Quadraretto (area pedonale/ centro piazza) fermata Porta Furba;

6. Mercatino artigianale natalizio di Lucha y Siesta (5/12 al 8/12)

Questi mercatini distano pochi minuti a piedi dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI

L'associazione "Prendi l'arte" a piazza di Cinecittà  propone un mercatino di artigianato artistico, con lavorazione sul posto, laboratori interattivi e intrattenimento per bambini. 20 originali espositori di opere dell'ingegno e artigianato artistico, laboratori dal vivo, interventi di artisti di strada per un natale diverso all'insegna della manualità.

Questo mercatino si terrà dal 12.12.2014 al 24.12.2014 a Piazza Cinecittà
GUARDATE LE FOTO PUBBLICATE DAL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA"



Mercatino di Natale a Frascati

Questo mercatino terrà aperti i battenti per più di un mese ed esattamente dal 1° dicembre 2014 al 6 gennaio 2015
"Magico Natale" è lo storico mercatino natalizio di Frascati, deliziosa cittadina considerata "la perla" dei Castelli Romani.
Un "selezionato" mercatino artigianale farà da cornice alle molteplici iniziative che si svolgeranno durante la manifestazione: rappresentazione del presepe vivente, rappresentazioni teatrali, mostra dei presepi eseguiti dagli alunni delle scuole elementari/medie inferiori e superiori del Comune di Frascati con eventuale premiazione, tombolata della Vigilia di Natale, allestimento casetta di Babbo Natale e della Befana con inerenti personaggi, zampognari, sfilata delle befane per le vie della cittadina, possibilità della consegna dei doni da parte delle "aiutanti befane" durante la notte del 5 gennaio, esposizione della più lunga calza della befana, spettacoli con artisti da strada, il tea- -trino dei burattini, esibizioni di gruppi musicali e sportive ed un "simpatico" mezzo di locomozione che accompagnerà i visitatori nelle zone della manifestazione.

II Mercatino di Natale di Roma con il cuore

Il Mercatino di Natale nasce in linea con la grande e storica tradizione del Nord, con la presenza anche di alcuni stand tipo chalets nordici. In una delle più grandi piazze di Roma, si ricreerà lo scenario incantato e l’atmosfera magica del Natale soprattutto quando, sul far della sera, le luci leggermente soffuse illumineranno i vari stand.

Una ricorrenza dove si avrà modo di trovare un’idea-regalo originale e degustare prodotti tipici di alcune regioni italiane. Si potrà passeggiare tra i numerosi stand e fermarsi ad assaporare un ottimo bicchiere di vin brulé, magari accompagnato da deliziose caldarroste, oppure una fumante tazza di cioccolata calda. Musica, dolci e profumi tradizionali riporteranno gli adulti alla loro infanzia e i bambini in un mondo di sorprese e felicità.

Saranno presenti oltre centocinquanta espositori e grande sarà la varietà dei prodotti esposti (enogastronomia, artigianato, bigiotteria, antiquariato, moda, etc...). Parteciperanno alla manifestazione anche le Cooperative Onlus e le Associazione di volontariato, al fine di promuovere le loro attività, vendere i loro prodotti per autofinanziamento e per sovvenzionare vari progetti di aiuto sia in Italia che all’Estero. A tal fine verrà creata sotto l’albero della “Bontà” una raccolta di pacchi-dono per aiutare i ceti sociali più deboli, in particolare anziani e bambini poveri. Inoltre, per la prima volta a Roma si è deciso di ritagliare un angolo del mercatino agli antichi mestieri, per invitare a pensare al valore di ogni mestiere, sorto dalla necessità di trasformare il grano in pane, l’uva in vino, la lana in panno, il latte in formaggio, il metallo ed il legno in attrezzi.

Ad allietare l’evento ci sarà anche un ricco programma di animazione per bambini e adulti. Alla manifestazione parteciperanno vari artisti che con la loro musica e le loro performances contribuiranno a farci pregustare l’arrivo della festa più attesa dell’anno.

Inoltre cantastorie, narratori di fiabe, clown coinvolgeranno il pubblico in un’atmosfera di magia. Non mancherà la tradizionale musica degli Zampognari.


Mercatino della solidarietà
Una parte dell’area del mercatino verrà concessa, gratuitamente, alle Associazioni di volontariato e alle Cooperative Onlus per promuovere le loro attività, vendere i loro prodotti per autofinanziamento e per sovvenzionare vari progetti di aiuto sia in Italia che all’Estero.


Albero della Bontà 
Verrà creata sotto l’albero una raccolta di pacchi-dono per aiutare i ceti sociali più deboli, in particolare anziani e bambini poveri.

Coreografia generale
•Babbo Natale
•Un albero di Natale
•Animazione per bambini
•Musica dal vivo
•Teatro di strada (con cantastorie e narratori di fiabe)
•Caldarrostaio
•Zampognari


Attività d’intrattenimento
La visita al mercatino sarà animata da spettacoli di vario tipo; come la partecipazione di artisti locali emergenti che, oltre a farsi conoscere, con la loro musica contribuiranno a farci pregustare l’arrivo della festa più attesa dell’anno.Inoltre cantastorie, narratori di fiabe, clown coinvolgeranno il pubblico sia adulto sia dei bambini in un’atmosfera di magia. Non mancherà la tradizionale musica degli Zampognari.


Piazzale Ankara (Stadio Flaminio) Dicembre 2014


Oltre centotrenta espositori nelle varie categorie merceologiche:
• Prodotti tipici
• Degustazioni
• Antiquariato
• Moda ed accessori
• Comm. equo-solidale
• Artigianato
• Antichi mestieri
• Dolci Natalizi
• Piante e fiori
• Vend. di beneficenza
• Ass. di volontariato
• Animazione per bambini
• Musica e Spettacoli

Mercatino Usato e non solo

Dal 12 dicembre 2014 dalle ore 10,00 alle 20,00 Presso i locali di “Bella Luna” Via Cornelia n. 379 – Roma Mercatino di Natale Piccolo Antiquariato Collezionismo Artigianato, Bigiotteria, Prodotti tipici, Abbigliamento Giocattoli… e tanto altro ancora. (Ampio parcheggio interno)

Informazioni e prenotazioni espositori:
- 06.6243807
- 349.4103310

Mercatino Vintage organizzato da Les Coquettes

Les Coquettes organizzano un nuovo mercatino vintage e non solo. Chiunque abbia qualcosa da esporre, vendere o promuovere ecco l'occasione giusta prima delle feste natalizie.

Chi fosse interessato a partecipare é pregato di inviare un messaggio alla maillescoquettes@ymail.com o visitarci alla pagina Facebook “Les Coquettes”.

Chi ama il Vintage quanto noi avrà modo di indossare pezzi dal sapore di altri tempi, capi edaccessori secondhand assolutamente imperdibili o trovare il regalo giusto per questo Natale.

Chi volesse semplicemente venire a curiosare l'appuntamento è per Domenica dalle 11:00 alle 20:00 per il primo dei tanti appuntamenti all'insegna dello shopping vintage e non solo. Grand Hotel Fleming, piazza Monteleone da Spoleto 20, 00191, ROMA (Collina Fleming).

Mercatino di Natale in Piazza Ankara (Stadio Flaminio)

Il mercato di Natale è una festa che riporta nei cuori di grandi e piccini il senso più profondo della tradizione, tema dominante di questo progetto. A tal proposito sarà presente un Babbo Natale che sarà a disposizione di tutti i bimbi che vorranno affidargli i loro sogni e le loro letterine o semplicemente passare del tempo lasciandosi deliziare dal racconto delle fiabe tipiche di questa festa.

Saranno organizzati per l’occasione anche laboratori didattici per i bambini dai 4 anni in su, in cui esperti del settore si divertiranno a cucinare con loro. Tutti i bimbi prepareranno i “biscotti di Natale”, dolcetti colorati che potranno essere appesi all’albero, poi gustati la sera della vigilia insieme a tutta la famiglia o semplicemente lasciati sotto l’albero insieme ad un bicchiere di latte per rifocillare Babbo Natale stanco dal lungo viaggio che ogni anno deve affrontare per portare i doni a tutti i bambini del Mondo.

Poiché il Natale arriva proprio per tutti, sarà dedicato uno spazio, adeguatamente distante dagli stand gastronomici, anche un associazione onlus in sostegno dei nostri amici a 4 zampe meno fortunati. Sarà garantita dall’ organizzazione la presenza sul posto di personale qualificato pronto a sensibilizzare i visitatori sul tema di adozioni vere e proprie o adozioni a distanza, che avrà cura anche di raccogliere qualsiasi tipo di offerta, come cibo, coperte, cucce, ciotole ecc.. necessarie ai nostri amici.




Per coloro che volessero invece visitare Roma senza rinunciare alla comodità di casa propria il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI mette a disposizione un appartamento (elegantemente ristrutturato) fino a 7 posti letto.
L'appartamento, situato a poche decine di metri dalla fermata metro A (Giulio Agricola), offre tutti comfort e rappresenta una soluzione economica per una famiglia che voglia visitare Roma contenendo i costi.
PER INFORMAZIONI CONTATTATECI AL 3291162203

mercoledì 12 giugno 2013

QUALCOSA DI NOI: VI RACCONTIAMO LA NOSTRA CINECITTA'

B&B ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma


Il Bed & Breakfast Acquedotti Antichi è situato in una dimensione storica e culturale particolare, al terzo piano (senza ascensore) di un complesso residenziale caratterizzato da ampi spazi alberati. A meno di cinque minuti di cammino dalla fermata "Subaugusta" della linea Metro A, accanto alla quale si trovano anche i capolinea di numerosi autobus urbani, è altrettanto vicino ad uno degli sbocchi del parco urbano più grande d'Europa (Parco dell'Appia Antica): il Parco degli Acquedotti,
dove la storia e la natura hanno contratto un felice matrimonio che dura e si rinnova da secoli. Siamo infatti di fronte ad una delle tante meraviglie della città di Roma che si aprono agli occhi del viaggiatore. Il silenzio e la solennità delle vestigia dell'antica città si collocano in un quartiere, l'Appio Claudio, che offre svaghi di ogni sorta, compreso lo shopping e la possibilità di essere nel cuore di Roma in pochi minuti, senza dover usare l'auto.

Gli appassionati, troveranno a pochi passi il Golf Club "Archi di Claudio", con il suo percorso immerso nello scenario del Parco e per chi ama il tennis c'è solo l'imbarazzo della scelta fra le diverse strutture nelle vicinanze; l'Ippodromo delle Capannelle dista meno di cinque chilometri. Chi ama passeggiare potrà, godendosi lo spettacolo e, magari, fermandosi a visitare le imponenti rovine della Villa dei Quintili, arrivare facilmente sull'Appia Antica e così immergersi in un'altra peculiarità di Roma. Vicinissimi e raggiungibili a piedi sono gli Studi di Cinecittà, nei quali si è scritta e si scrive una pagina importante della cultura italiana e mondiale. Roma non offre solo il suo, pur ineguagliabile, centro storico: per farsi un'idea della ricchezza storica ed artistica del nostro territorio, si può visitare il sito del Settimo Municipio di Roma. La nostra struttura rappresenta un'ottima soluzione anche per chi deve recarsi all'Università di Tor Vergata o al suo grande Policlinico o per chi ha necessità di raggiungere qualsiasi punto della Capitale percorrendo il Grande Raccordo Anulare (GRA), al quale si accede in pochi minuti.

Il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI si trova in una delle poche zone verdi e silenziose vicine al centro di Roma, offre camere ampie, luminose, accoglienti e silenziose, arredate con semplice eleganza come elegante é il quartiere nel quale siamo collocati. Le camere, curate nei dettagli, sono tutte dotate di servizi privati, aria condizionata, TV LCD 19'' satellitare ed internet wi-fi gratuito.

Nell'arredamento delle camere sono stati scelti colori, materiali e mobilio con l'intenzione di rendere l'ambiente un'oasi di raffinata ospitalità, discreta, senza sfarzi ma avvolgente e confortevole. Dopo esservi riposati e rilassati nelle nostre camere potrete raggiungere il cuore di Roma: tre minuti a piedi e siete alla fermata della metro A (200m dal B&B) ed in un quarto d'ora sarete a Piazza di Spagna ed in 30 minuti ai Musei Vaticani a San Pietro. Per le vostre passeggiate romane, il Bed and Breakfast mette a disposizione oltre ai consigli ed ai suggerimenti di Marco ed Alessandra, una fornita biblioteca, dove potrete trovare guide, mappe e curiosità su Roma e sui suoi dintorni.
Per la colazione, che sarà servita in camera dalle 7:30 alle 9:00, potrete scegliere dal menù che vi sarà presentato insieme ad un benvenuto che ci permetterà di accogliervi con tutta l'ospitalità che caratterizza Roma da tempo immemore.

Su richiesta, é possibile avere la colazione preparata con prodotti specifici per chi ha intolleranze alimentari a glutine, lattosio ecc. Il nostro B&B partecipa al Progetto Alimentazione Fuori Casa dell'ASSSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA. A disposizione degli ospiti c'é una ricca biblioteca turistica con guide e volumi utili per conoscere meglio Roma e la sua storia; ovviamente, troverete anche mappe del centro storico e tutto il materiale informativo dell'Azienda di Promozione Turistica e quello relativo a spettacoli ed eventi.

Parcheggio gratuito. La possibilità di parcheggiare all'interno del complesso residenziale é molto ampia ed abbiamo anche un posto auto privato da mettere a vostra disposizione gratuitamente.


venerdì 31 maggio 2013

PASSEGGIANDO PER ROMA : QUARTIERE COPPEDE'


Per chi vuole scappare per un pò dalla frenesia romana e addentrarsi in un ambiente da sogno, dove il tempo sembra essersi fermato , basta varcare la soglia di quel suggestivo arco che rappresenta l’ingresso al Quartiere Coppedè.







Il Quartiere Coppedè non si può considerare un vero e proprio quartiere, semmai una piccola isola felice nella giungla chiassosa e caotica di Roma, questa "isola" è composta in tutto da quarantacinque palazzi disposti intorno al nucleo centrale di piazza Mincio. Deve il suo nome all’architetto che lo ha progettato, Gino Coppedè, ed è stato costruito tra il 1913 e il 1927 (con l’interruzione dei lavori durante la Prima Guerra Mondiale).
L’ingresso, che come abbiamo detto consta del suggestivo arco nella foto sopra, si trova a via del Tagliamento, nel quartiere Trieste. Una volta superato l’arco che congiunge i palazzi degli Ambasciatori, si entra in un’atmosfera tutta particolare, che sicuramente vi rapirà. Tra marmi, loggiati, decorazioni multicolori, archi e vetrate, vi ritroverete a passeggiare tra costruzioni che riecheggiano lo stile liberty come anche quello dell’art decò, del barocco e adirittura anche medievale.


Basta alzare lo sguardo per confondersi tra torri simil-medievali, stemmi barocchi, decorazioni dal sapore retrò. La suggestiva area è situata alle porte del centro, ad impreziosire una delle zone più eleganti della Capitale e, allo stesso tempo, ad interromperne l’ordinarietà del regolamento edilizio. Diciassette villini e ventisei palazzine tra via Tagliamento e piazza Buenos Aires vanno a costituire il Quartiere Coppedè, dal nome dell’architetto-scultore fiorentino Gino Coppedè che, scelto dai finanzieri Cerruti della società «Edilizia Moderna», lo realizzò tra il 1913 ed il 1921. La lunga interruzione dei lavori durante la I Guerra Mondiale e la morte dell’architetto nel 1927 non permisero la portata a compimento del progetto originario, che prevedeva la costruzione di un vero e proprio quartiere e che, rimasto dunque incompiuto, si presenta come un piccolo angolo suggestivo che richiama con la sua varietà di stili più di un’epoca storica.

Il Quartiere si apre trionfalmente con il maestoso e a tratti cupo arco d’ingresso che unisce due palazzi e dove simbologie ed elementi propri di Rinascimento, Gotico e Barocco si fondono insieme e danno vita ad una sorta di sospensione temporale. A mettere ulteriormente in discussione il senso del tempo e della realtà, un enorme lampadario in ferro battuto posto proprio sotto l’arco. Due torri riccamente decorate a fregi, statue e balaustre sormontano l’arco. Sopra la torre di destra si ammira un’edicola sacra che ospita un’immagine non riconducibile all’iconografia cristiana classica: una Madonna con Bambino il quale non si rivolge alla Madre bensì ad un ideale passante, come una sorta di benvenuto. Proseguendo lungo via Brenta si arriva al fulcro del quartiere: Piazza Mincio. Proprio nel centro della piazza, nel 1924, era stata installata la Fontana delle Rane – nota l’immagine che vede i Beatles farvi il bagno vestiti dopo il concerto tenuto nella vicina discoteca Piper – posizionata in maniera tale che da essa si potessero ammirare il suddetto lampadario ed il Villino delle Fate, altro elemento caratteristico del complesso edilizio. Le vasche della fontana sono popolate, appunto, da rane: quattro nella conca inferiore, che versano l’acqua nelle conchiglie sorrette dalle quattro coppie di figure, ed altre otto che, sul bordo della conca superiore, sembrano star per saltare verso lo zampillo centrale. In questa atmosfera di fanciullesca fantasia ricca di reminescenze classiche, l’artista non dimentica il personale tributo alla città che lo ospita e all’arte che l’ha resa grande. Così l’ape sul bordo della vasca non è che un richiamo affettuoso e riconoscente alla Fontana delle Api del Bernini.


Tra le altre costruzioni più famose spiccano il già citato Villino delle Fate , l'Ambasciata Russa ed il Palazzo del Ragno.

Villino delle Fate


Il Villino delle Fate, fiabesca costruzione delimitata da una raffinatissima cancellatura in legno e ferro battuto, mostra uno spazio architettonico ritmato da loggiati irregolari, scalinate, archi e tettoie. Le pareti presentano numerose e diversificate decorazioni i cui soggetti spaziano tra campi di fiori ed immagini urbane, tra storie tipicamente medievali e figure geometriche. Promiscui anche i materiali usati per la costruzione del paramento esterno: laterizio, marmo, vetro, terracotta, travertino. La vegetazione circostante fatta di cespugli, palme ed alberi ad alto fusto, insieme ai colonnati e ai capitelli, crea dei suggestivi effetti luce-ombra che contribuiscono a conferire al luogo un’atmosfera decisamente surreale.

Particolare dell'Ambasciata Russa



L’ambasciata russa, pregevole villino turrito con ampio loggiato, ha in sé elementi neoclassici, medievali e cristiani accostati con apparente incongruità. Il fregio è decorato con immagini tipiche della Grecia antica mentre il tetto è sorretto, a mo’ di grondaia, da grosse statue raffiguranti animali. In un angolo della torre è posta invece un’edicola sacra, talmente in alto da non essere quasi visibile.



Palazzo del Ragno

Il Palazzo del Ragno è di ispirazione assiro-babilonese, il nome si deve all’enorme ragno rappresentato sulla facciata.



L’estro creativo dell’artista lascia ampie tracce in tutta la zona, con il suo pastiche di stili ed il suo Liberty improprio. Improprio perchè si ispira sì alla Natura imitandone le figure con il chiaro scopo di abbellire e nobilitare le abitazioni ma, allo stesso tempo, mette insieme in maniera ridondante i tratti più peculiari delle varie epoche artistiche. Comunque, pur ricondotto sotto la più vasta terminologia di Neoeclettismo, lo stile di Coppedè non ha in realtà precedenti né, finora, successori.

Ad infittire l’inquietudine ed il mistero intorno al luogo, lo strano suicidio dell’architetto, che muore a soli cinquant’anni lasciando molti lavori incompiuti e in odore di quel satanismo che, per qualche scuola di pensiero, è diventato la chiave di lettura di molti dei suoi eccentrici lavori.
Ogni volta che si torna al Quartiere Coppedé si scorgono nuove forme, nuovi personaggi, nuovi elementi decorativi: a seconda dell'ora del giorno o della notte infatti la luce esalta o nasconde parti di questo scenario fantastico, che consiglio a tutti di visitare almeno due volte nella vita!

Questa passeggiata romana è sempre consigliata agli ospiti del B&B ACQUEDOTTI ANTICHI per la sua particolarità.Dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI è molto facile e veloce arrivare al Quartiere Coppedè: fermata metro SUBAUGUSTA si scende alla Stazione Termini da li si prende la linea di superficie 86 per 7 fermate , si scende alla fermata Buenos Aires, poi a piedi per circa 200 metri.
Buona ROMA!!

Curiosità in coda: Il quartiere, per la sua particolarità, è stato utilizzato come location di diversi film ma prima ancora si lasciò ispirare dalla scenografia del film “Cabiria”, dalla quale copiò il portone di un edificio costruito nel 1926.
“La ragazza che sapeva troppo” (1963) di Mario Bava è ambientato qui, e anche Dario Argento fu rapito dalla magia del luogo e vi ambientò la coltellata del lungometraggio “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970) e alcune scene di “Inferno” (1980): la casa della Mater Lacrimarum si trova in piazza Mincio ed è lo stesso palazzo utilizzato dal regista Richard Donner ne “Il presagio” (1976).
Altri film con alcune scene girate qui sono l’horror “Il profumo della signora in nero” (1974) di Francesco Barilli, “Ultimo tango a Zagarolo” (1973) di Nando Cicero, “Audace colpo dei soliti ignoti” (1960) di Nanni Loy con Vittorio Gassman.







domenica 9 dicembre 2012

ROMA: GALLERIA DORIA PAMPHILJ....un viaggio da non perdere!



Meta di questa proposta di itinerario è VIA DEL CORSO 305... non pensiate affatto che vi si stia consigliando di passeggiare per una delle vie romane più rinomate per gli acquisti, le nostre ambizioni sono stratosferiche :-) vi proponiamo di attraversare in poche ore 500 anni di storia di Roma.
Come al solito sveglia alle 8:30 e fate una sana colazione, al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI ne fate di abbondantissime ...preparatevi tutto compresi i biglietti metro e si parte..........METRO A FERMATA SUBAUGUSTA (a 300mt dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma ) si scende alla fermata SPAGNA proprio di fronte all'uscita c'è via Condotti (altra famosissima via) la si percorre tutta fino ad incrociare via del Corso si gira a sinistra ed a poche centinaia di metri ci troviamo di fronte a Palazzo Doria Phamphilj.
Si entrar troviamo la biglietteria costo del biglietto 11 euro comprensivi di audio guide.
Ben arrivati nella Galleria, il cuore espositivo di Palazzo Doria Pamphilj. Qui, nei quattro bracci affacciati sul cortile interno con le sue splendide arcate rinascimentali, così come nelle due grandi sale adiacenti, la Sala Aldobrandini e quella dei Primitivi, si concentrano la maggior parte dei capolavori della collezione privata della famiglia Doria Pamphilj. Costruita sul nucleo originario della residenza del cardinale Fazio Santoro datata ai primi del Cinquecento la galleria è anche la parte di Palazzo Doria Pamphilj che nasconde la storia più antica e interessante, una storia fatta di nobiltà, politica e unioni tra alcune delle più grandi famiglie nobiliari italiane: dai Della Rovere agli Aldobrandini, dai Landi ai Doria Pamphilj.

Come tutto il palazzo, la Galleria Doria Pamphilj è quindi il risultato di evoluzioni, annessioni e allargamenti che si sono succeduti per ben 500 anni per giungere a presentarsi oggi ai nostri occhi in tutto il suo secolare splendore. Entriamo a scoprirla.


TIZIANO VECELIO : SALOME' CON LA TESTA DEL BATTISTA

Galleria Aldobrandini (1° braccio)

Le formule decorative qui adottate furono dette “ a uso chinese” , dal pittore Ginesio del Barba. In questo segmento hanno preso posto da allora vari capolavori. Sulla sinistra è appesa la serie delle Lunette Aldobrandini, di Annibale Carracci e di alcuni suoi affermati scolari, che promosserola pittura di paesaggio alla stregua dei generi di maggior successo. Nel giro di pochi anni quella tipologia raggiunse quotazioni assai alte, come indica la parabola professionale di Claude Lorrain, di cui sono ospitate sulla medesima parete quattro tele: le più famose sono Le nozze di Rebecca e La Processione al tempio di Delfi. Vi è poi una Lotta di Putti di Guido Reni, quasi una rappresentazione della lotta di classe fra amorini abbronzati (plebei) e pallidi (nobili), eseguita per ringraziare il marchese Facchinetti, dopo che l’ artista aveva rischiato un lungo soggiorno in prigione a causa di una lite con l’ Ambasciatore di Spagna. Si giunge all’ angolo, dove è un CAMERINO contenente il capolavoro della raccolta, il Ritratto di Innocenzo X, tela di Velázquez, la cui esecuzione s’ inserì nella politica internazionale del tempo, segnata dal riavvicinamento del papato alla Spagna. L’ immagine potentissima ritrae con assoluto realismo l’aspetto e finanche l’ animo del pontefice. Quell’ impresa fu subito famosa a Roma, dove però non produsse influenze fra gli artisti locali, come evidenzia il confronto con uno dei due busti ritratto dello stesso papa, eseguito in marmo da Gian Lorenzo Bernini e ospitato nello stesso ambiente. Nelle immagini lapidee il papa Pamphilj mostra un piglio retoricamente eroico.

Galleria degli Specchi (2° braccio)

Questo braccio della Galleria reca nel soffitto storie di Ercole, dipinte dal bolognese A. Milani (1733), secondo fantasiose ipotesi che intrecciavano mito e araldica dei Pamphilj. Alle pareti, eccettuata per un’antica copia da Raffaello e un dipinto su alabastro di A. Tempesta, sono affissi grandi specchi, i quali erano allora incomparabilmente più costosi di qualsiasi dipinto o scultura. Vennero fatti venire da Venezia, con cura e impegno economico importanti anche per il delicato trasporto. Furono poco dopo collocate qui le molte statue, in gran parte archeologiche, e il grande vaso in porfido egiziano, fra i maggiori esempi del genere, realizzato poco oltre metà Seicento.

Galleria Pamphilj (3° braccio)

Anche questo spazio fu decorato da Ginesio del Barba, qualche anno dopo il primo. Procedendo lungo le pareti spicca la straordinaria e misteriosamente incompiuta Allegoria del Correggio, il Riposo di Lorrain, un abbozzo per il S. Giuda di Barocci, il Battista e la S. Agnese del Guercino e, al centro, la Veduta del porto di Napoli di Pieter Bruegel il Vecchio, primizia della pittura di veduta e rara opera per cui si può certificare l’ esecuzione in Italia del grande artista fiammingo. Sopra di essa è un ovale di Guido Reni con la Madonna che adora il Bambino, la cui fama fu presto diffusa da decine di copie. Ripercorrendo lo stesso tratto si vede, fra le finestre, un Adamo ed Eva nell’ Eden di Jacopo da Ponte detto Bassano. In alto è una Madonna col Bambino e il Battista di Giovanni Bellini e del collaboratore romagnolo Rondinelli. A metà è il busto di Innocenzo X in porfido egiziano e bronzo, eseguito da Alessandro Algardi.

Quarto Braccio

Le grottesche di questo soffitto sono ottocentesche. La “ manica” inizia con il celebre busto di Alessandro Algardi di Olimpia Maidalchini Pamphilj, il cui manto gonfio di vento evidenzia l’ intima vicinanza fra le tendenze barocche e quelle classiciste, che pure erano allora contrapposte.
Algardi riuscì a rendere leggiadra la corpulenta principessa. Poco lontano sono le due notevoli tavolette del Parmigianino. Meritano attenzione un S. Girolamo di Ribera e una serie di straordinari pezzi di Jan Brueghel: le tavole dei Quattro elementi, due Paradisi terrestri e una Visione di S. Giovanni. Tornando a guardare le pareti fra le finestre, nella stesso percorso compiuto, si vedono opere fra cui spicca la notevole tavola con S. Sebastiano del veneziano Marco Basaiti. Al centro è il busto di Andrea Doria del 1844.

Sala Aldobrandini

Ospita lacerti di affresco che risalgono alle fasi più antiche del complesso edilizio (1507). La sala venne però ingrandita nel XIX secolo dall’architetto Andrea Busiri Vici e ancora ricostruita nel soffitto e nel pavimento dopo un crollo avvenuto nel 1956, a causa di una straordinaria nevicata. Al centro è una grande scultura di marmo bicromo di età Antonina, ritrovata ad Albano a metà Ottocento, raffigurante un Centauro e alle pareti una ricca serie di sculture archeologiche, fra cui spiccano alcuni sarcofagi.
Tra i quadri è necessario citare le due meravigliose tele con la Maddalena e il Riposo durante la Fuga in Egitto, del giovane Caravaggio. Un altro quadro di simile soggetto è di Pier Francesco Mola, grande pittore del Seicento, che aprì una lunga serie di contese legali fra artisti e committenti Pamphilj. Ad essa corrisponde la grande tavola con la Deposizione di Giorgio Vasari, già nella chiesa di S. Agostino e acquisita da Camillo Pamphilj nel 1661. Al centro è la grande pala con il Sacrificio di Noè dipinta da Ciro Ferri, pittore pienamente barocco, che eseguì vari importanti incarichi commissionatigli da principi della famiglia.

Sala dei Primitivi

È qui riunita una importante serie di quadri, in prevalenza eseguiti su tavola, supporto meno sollecitato dai mutamenti climatici e che offre una maggior stabilità ai dipinti. Spiccano l’ Annunciazione di Filippo Lippi, le Storie di S. Silvestro del Pesellino, quelle di S. Antonio Abate del Parentino, quelle della Vergine del senese Giovanni di Paolo e il tondo con le Mistiche Nozze di S. Caterina di Domenico Beccafumi.
Offre poi una rassegna sull’ arte a Ferrara nel primo Cinquecento la serie di pannelli dei maggiori pittori di quel periodo, stilisticamente ben connotati: il Garofalo, il Mazzolino e l’ Ortolano.
La splendida tavola di Memling con la Crocifissione costituisce, poi, uno degli esempi di maggior importanza del ricco patrimonio artistico Doria Pamphilj per quanto concerne la pittura dei Paesi Bassi.

Palazzo Doria Pamphilj ospita da secoli una collezione privata unica al mondo. Non è solo la qualità e il valore di questi capolavori a stupire, ma anche il loro numero: le opere sono così tante da rivestire completamente le pareti degli Appartamenti e i bracci della splendida Galleria.

Visitiamo gli APPARTAMENTI

SALA DEL TRONO



GLI APPARTAMENTI

Benvenuti negli appartamenti di Palazzo Doria Pamphilj, dimora di principi e principesse sin dalla seconda metà del seicento, quando Camillo Pamphilj volle ampliare l’ antico Palazzo, allora conosciuto come Palazzo Aldobrandini, con queste magnifiche stanze che si susseguono in infilata fino alla Galleria e con gli intimi salotti ad esse annessi. Gli appartamenti, ancora oggi abitati dagli attuali discendenti, furono variamente decorati, fino alla riconfigurazione impressa loro dai Doria dopo il 1763, anno in cui si trasferirono a Roma, avendo ottenuto il riconoscimento alla successione e alla fusione dinastica con i Pamphilj. Gli splendidi soffitti affrescati offrono così ancora oggi un’ interessante rassegna di pitture romane di quella fase del Settecento. Entrate a scoprire gli appartamenti dei principi Doria Pamphilj.

Sala di Giove

Affacciandosi nella sala si vedono, procedendo da sinistra, tele di G. Contarini, J.B. Weenix e G.B. Giovannini. Consoles e poltrone sono settecentesche, come pure la parte centrale del soffitto dipinto, mentre l’incorniciatura risulta successiva, di fine Ottocento.

Sala del Pussino

Il vastissimo ambiente è contraddistinto dai numerosi pezzi del Pussino, soprannome che Gaspard Dughet derivò dal cognato Nicolas Poussin, rispetto al quale ebbe una poetica più autonoma dai dogmi del Classicismo accademico. Le grandi tele più in alto, tranne quelle fra le finestre, risalgono al 1653/54 e ospitano figure eseguite da Guillaume Courtois (fig. * ). Furono probabilmente ordinate per le sedi laziali di Valmontone e Nettuno, ma presto vennero portate qui. Sotto, distribuita su tutte le pareti, è una serie di paesaggi priva di presenze umane e dai formati diversi: alcuni sono immensi, altri medi, sino a sottili verticali e a larghi sopraporta. Sono immagini della campagna romana, che pare compresa forse per la prima volta nella sua potente intensità estiva, senza le distrazioni derivanti dai temi iconografici caratterizzati dall’ uomo. Gran parte di questa sequenza fu in origine realizzata per oggetti che sono ora del tutto dimenticati, anche dagli studi. Si trattava di superfici dipinte su due facce, che servivano a dividere gli spazi e probabilmente a decorare e
proteggere dei letti, secondo criteri per qualche aspetto influenzati da contatti con l’ estremo Oriente.

Sala del Trono

La sala prende nome dal trono, il quale è rivolto alla parete e viene girato solo in caso di visita di pontefici, secondo un’antica usanza romana. Il soffitto fu dipinto da G. Agricola verso il 1768. I molti quadri di paesaggio a tempera si abbinano agli olii dell’ambiente contiguo. Spettano in maggioranza a G.B. Giovannini, “pittore di casa” del cardinal Benedetto Pamphilj. Ricche poltrone e consoles del secondo Seicento e dell’inizio del secolo seguente caratterizzano l’arredamento.

Sala Azzurra

Il soffitto con Agar e l’Angelo si deve a P. Angeletti e rientra nel ciclo compiuto a ridosso del 1768. qui sono affissi vari ritratti ottocenteschi di Filippo Andrea V Doria Pamphilj e della sua famiglia, in prevalenza eseguiti da A. Capaldi.

Salone dei Velluti

(soffitto di Liborio Marmorelli, ca 1768). Alle pareti sono i velluti controtagliati che denominano la sala. Qui si trovano due importanti busti-ritratto scolpiti da Alessandro Algardi, nonché pregiati mobili, su cui poggiano piani in marmo bianco e nero d’ Aquitania. Tali materie lapidee, variamente colorate, erano ottenute spesso riutilizzando frammenti archeologici, come mostrano molti altri pezzi della Galleria e, in generale, della Roma barocca. Due delle quattro tele maggiori, quelle con Agar e col Sacrificio d’ Abramo spettano a Pasquale Chiesa, pittore di Genova da poco riscoperto. L’ altra Agar è del giovane Mattia Preti. La serie con le Apollo e le Muse fu eseguita da Giuliano
Bugiardini, un pittore fiorentino del Rinascimento, mentre un quarto elemento con Le arti è un completamento della sequenza, eseguito da Marco Benefial nel 1713.

Saletta Verde

Decorata nel soffitto dal David e Abigail di D. Corvi (ca 1768), la sala è improntata a un gusto venezianeggiante: ospita straordinari pezzi del primo Settecento, insieme a modesti elementi del secolo successivo. Fra i quadri spicca la notevole veduta di Piazza S. Marco, di J. Heintz il giovane.

SALA DA BALLO




Sala da Ballo

Si tratta di un ambiente caratterizzato da interventi del secondo Ottocento ad opera di Andrea Busiri Vici. Della precedente decorazione restano le grisaglie sulle parti curve del soffitto (e una grande tela che era al centro, rimossa da circa un secolo dopo aver subito gravi danni). Tra gli oggetti conservati nello stallo dell’ orchestra vanno segnalati: una gabbia per uccelli datata 1767, un’arpa del XVIII secolo e due antiche livree. Lo spazio a fianco, il cui soffitto fu dipinto da Antonio Nessi verso il 1768, ospita quadri di pregio.

Sala Giallo

Sul soffitto è un altro dipinto di G. Agricola (Rebecca al Pozzo, ca 1768). Alle pareti sono notevoli arazzi sottili settecenteschi della manifattura di Gobelins, raffiguranti 12 antiche divinità. Si vede poi un Ritratto di Giacomo Stuart, Pretendente cattolico al trono di Scozia e Inghilterra, morto a Roma nel 1766.




mercoledì 28 novembre 2012

A tavola con i Romani : CARCIOFI ALLA ROMANA


A tavola con i Romani vuole presentare qualche ricetta tipica di Roma di semplice preparazione inizieremo con un piatto tipico ed adatto alla stagione:
CARCIOFI ALLA ROMANA


Un contorno tipico della cucina romana che affonda le sue radici nella cultura contadina laziale.

Ingredienti per 4 persone: 8 carciofi (i migliori sono quelli romani detti mammole) 2 spicchi d’aglio 1 limone 2 cucchiai di mentuccia 2 dl. di olio extravergine di oliva pepe q.b. sale q.b.


Preparazione:
Come in ogni ricetta che preveda l’utilizzo di carciofi freschi, dovete prima di tutto occuparvi della pulizia di questi ortaggi. Questo significa eliminare le foglie esterne più dure: per farlo, usate un coltellino affilato eseguendo un movimento rotatorio a spirale dal basso verso l’alto. Tagliate il gambo lasciandone circa 4 centimetri.

Immergete i carciofi così puliti in acqua e limone, per evitare che anneriscano. Nel frattempo tritate l’aglio, la mentuccia potete usarla fresca o secca . Aggiungete il pepe, un filo d’olio e un pizzico di sale. Aiutandovi con un cucchiaino riempite l’interno dei carciofi con il composto così ottenuto. Salate in superficie e fateli scottare in un tegame con due dita d’olio per un paio di minuti. Aggiungete dell’acqua fino a coprire metà della testa del carciofo. Chiudete la pentola con un coperchio e fate cuocere a fiamma moderata. La cottura richiede in media 30-40 minuti (dipende dalla grandezza).

Accorgimenti:
Per verificare se la cottura è stata ultimata, pungete i carciofi con una forchetta: dovranno apparire morbidi ma non molli.
Per questa ricetta è preferibile usare la specialità romana perché è priva di barba interna ed è particolarmente tenera con gli altri tipi di carciofi si avrà un tempo maggiore di cottura.

venerdì 18 maggio 2012

PISCINA E TENNIS AL B&B ACQUEDOTTI ANTICHI



IL CENTRO SPORTIVO APPIO CLAUDIO SI TROVA ALL'INTERNO DEL PARCO DEGLI ACQUEDOTTI IN UNO SCENARIO SUGGESTIVO DOVE NATURA E STORIA OFFRONO SCORCI DI RARA BELLEZZA PROPRIO IN QUESTA CORNICE I NOSTRI OSPITI POTRANNO CONCEDERSI DEI MOMENTI DI RELAX NELLA PISCINA DEL CENTRO OPPURE CALPESTARE LA TERRA ROSSA DEI CAMPI DA TENNIS PER UNA VACANZA ANCOR PIU' PIACEVOLE!!!

PISCINA : (intera giornata) 10 euro
(mezza giornata) 5 euro

TENNIS (1 ora) + GIORNATA in PISCINA : 15 euro
le ore di tennis successive 10 euro

mercoledì 18 aprile 2012

A GIUGNO APRE L’ACQUARIO SEA LIFE EXPO

Quasi tutto pronto per il nuovo acquario di Roma che mira ad essere il più grande d’Italia e tra i primi in Europa. L’acquario, che prenderà il nome di Sea life Expo e avrà un’estensione di oltre 14.000 metri quadri, sarà costituito da un Acquario Tradizionale, da un’area Expo, da un Auditorium, da un’area di sale polivalenti, da una zona servizi con negozi, bar – ristoranti: una vera “Cittadella del Mediterraneo”.



La struttura si estenderà su una superficie di 14mila metri quadri di sale e ambienti sigillati, a tenuta stagna, tra tunnel oceanici e spettacolari vasche. L’Acquario tradizionale, che ricoprirà una superficie di circa 4 mila metri quadri e ospiterà più 5000 esemplari di 100 specie, sarà gestito da Sea Life, multinazionale britannica leader nel campo dell’intrattenimento.

Nei restanti diecimila metri quadrati sorgerà, oltre all’area dedicata ai servizi, uno spazio espositivo permanente dedicato alle attività subacquee, all’ educazione e ricerca marina, chiamata “EXPO” e destinata a diventare un importante punto di incontro tra la ricerca scientifica e il pubblico. Tra le principali attrazioni: i pesci robot, gioielli della tecnologia che potranno essere “pilotati” dal pubblico attraverso appositi touch screen situati sulle vasche allo scopo di acquisire dettagliate informazioni sulle abitudini e le caratteristiche della specie riprodotta, la sala cinematografica di ultima generazione nella quale verranno proiettati gli spettacolari e pluripremiati filmati in 3D stereoscopico, realizzati in collaborazione con l’associazione no profit Expomed.

È in corso di realizzazione 4D interactive, un progetto avveniristico che darà l’impressione di nuotare nelle acque degli abissi, ideato e realizzato dalla Società XAM S.r.l.

La visita dell’Acquario si profila come un’esperienza unica per il visitatore, che sarà immerso in un universo marino in cui suoni, odori, colori e sensazioni sono stati studiati per ricreare la magia del mare.

Il progetto prevede anche un parcheggio adiacente all’Acquario, che è stato già inaugurato ed è dotato di 600 posti auto.

L’Acquario di Roma è curato da Mare Nostrum Romae Srl e il suo completamento è programmato per l’estate del 2012. Secondo le previsioni, la struttura attirerà circa un milione di visitatori l’anno.

L’acquario è raggiungibile in automobile, percorrendo il GRA fino all’uscita 26 e proseguendo in direzione EUR, viale America; in metropolitana, prendendo la linea B, fino alla stazione EUR Palasport. L’aeroporto più vicino è quello di Fiumicino, collegato all’EUR dalla linea ferroviaria metropolitana FR1 (fino alla stazione Ostiense) e dalla metro B (fino a EUR Palasport).

Dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI è molto facile andare all'Aquario SEA LIFE: se arrivate con l'auto impiegate meno di 30 minuti e circa lo stesso tempo di percorrenza con la metropolitana.



lunedì 9 aprile 2012

"Appiappiedi", trekking e brunch sulle tracce della storia








Camminare lungo l'Appia Antica è un'esperienza che offre sempre il gusto di scoprire la storia. Si passeggia lungo l'antico tracciato disegnato nel 312 a. C., si ammirano i monumenti sorti tra epoca repubblicana e tardo impero, si rileggono le trasformazioni medievali quando divenne patrimonio di San Pietro, fino all'assetto che ha ricevuto nell'800 coi restauri del Canina.

Lo spettacolo di un museo all'aperto che torna a proporre da oggi, giorno di Pasquetta, la rassegna "Appiappiedi" promossa dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Roma e organizzata dalla società PierreciCodess, che quest'anno, insieme al trekking archeologico guidato di circa due ore e mezza, riserva anche un brunch a Villa di Capo di Bove, sede dell'Archivio Cederna. Proprio qui, una delle ultime acquisizioni della soprintendenza, dove è stato riportato alla luce l'impianto termale di un'antica abitazione romana, si potrà degustare una colazione con prodotti e ricette tipiche della campagna romana, in un'area verde ombreggiata dai pini e impreziosita da lavande e altre piante aromatiche.

L'iniziativa, che replicherà con questa formula tutte le domeniche di aprile e maggio, per poi riprendere a settembre e ottobre, offre l'opportunità di conoscere le scoperte più recenti e i restauri in corso. Primo fra tutti, quello sul tratto di strada al IV Miglio, dal Forte Appio.

"Smontando i basoli abbiamo ritrovato interrati una serie di reperti architettonici di epoca augustea appartenenti ai monumenti funerari della strada - racconta la direttrice Rita Paris - Le parti decorative erano rigirate verso la terra e si sono perfettamente conservate. Sono riemersi anche epigrafi, fra cui una rimanda alla Gens Statilia, la stessa legata alla storia della basilica sotterranea di Porta Maggiore. Pensiamo che siano stati inseriti durante i lavori di pavimentazione del Canina. Ora stiamo studiando una loro ricomposizione e interpretazione". Per "Appiaappiedi", i reperti saranno esposti a Capo di Bove insieme ad altri gruppi inediti rinvenuti nell'area di Berretta del Prete, rimasti chiusi nei depositi delle Terme di Diocleziano.

Se Capo di Bove sarà l'epilogoristoro del Grand Tour, il prologo lo regala la Villa dei fratelli consoli Quintili, fatti uccidere da Commodo per requisire la loro straordinaria residenza che oggi appare, grazie agli sforzi della soprintendenza, immersa nell'agro romano. Qui si possono vedere già i monumenti di S. Maria Nova, al centro del grande restauro che tra un anno esatto la aprirà al pubblico.

E si potrà curiosare sui mitici Tumuli degli Orazi e Curiazi oggetto di una rivoluzionaria indagine da parte dell'università olandese di Nijmegen. Si prosegue per circa due miglia tra monumenti, epigrafi, statue acefale fino al Mausoleo di Cecilia Metella e al Castrum Caetani, antica dogana dei papi. Villa dei Quintili (via Appia Nuova 1062) ore 10,30. Biglietto: euro 6 integrato musei Appia più 8 euro per il tour guidato (più 8 per il brunch che è facoltativo). Informazioni tel. 0639967700.


giovedì 5 aprile 2012

Visite notturne ai Musei Vaticani


Torna anche quest'anno l'appuntamento con le visite in notturna dei Musei Vaticani. Da venerdì 4 maggio al 13 luglio e dal 7 settembre al 26 ottobre, i «Musei del Papa» apriranno le loro porte anche al tramonto, tutti i venerdì dalle 19,00 alle 23,00 (ultimo ingresso alle ore 21,30). Un invito, quello delle visite by night, rivolto non solo alle migliaia di turisti che accorrono a visitare un «santuario di arte e di fede» − secondo le parole del Santo Padre Benedetto XVI − ma anche e soprattutto al popolo romano.

Prenotazione online obbligatoria. «Nel vasto dominio delle arti, per amare bisogna prima conoscere. Questo ci hanno insegnato i nostri maestri - sottolinea il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci - Se riusciremo ad accrescere in pochi o in molti, nei cittadini romani e negli ospiti stranieri, la conoscenza e quindi l'amore per i Musei più belli del mondo, il nostro impegno non sarà stato inutile». È obbligatoria la prenotazione online sul sito ufficiale www.museivaticani.va.

N.B.L'iniziativa parte da venerdì 4 maggio fino al 13 luglio e riprende il 7 settembre fino al 26 ottobre. Obbligatorio prenotare su Museivaticani.va.

martedì 14 febbraio 2012

DA CIAMPINO AL B&B ACQUEDOTTI ANTICHI: VOLO LOW COST ED HOTEL LOW COST

B&B ACQUEDOTTI ANTICHI low cost




Arrivare al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI da Ciampino dopo aver preso un volo low cost!

Volo economico fino a Ciampino

Dall'Aeroporto prendere il bus COTRAL fino ad Anagnina dove è possibile poi prendere la Metro A scendere 2 fermate dopo (SUBAUGUSTA) da li a piedi per meno di 300 metri e siete arrivati al B&B (1,20 euro, più 1 di metro a persona).
Altrimenti ci sono le varie navette Terravision, SitShuttle e anche Cotral, direttamente da Termini all'aeroporto, ma costano di più, fra i 4 e i 6 euro.

Per raggiungere il centro di Roma dall'aeroporto "Pastine" di Ciampino, che dista circa 15 km, ci sono varie possibilità.

Vediamole nel dettaglio:

Bus Terravision:
Collega l'aeroporto di Ciampino con la stazione Termini.
Il biglietto di sola andata costa € 4 mentre quello di andata e ritorno costa € 6.

I bus partono ogni 20 minuti. Dall'aeroporto sono in servizio dalle 8.15 ementre dalla Stazione Termini dalle ore 4:30.


Bus Shuttle:
Collega anch'esso l'aeroporto con la Stazione Termini. Il biglietto di sola andata costa € 6 mentre quello di andata e ritorno € 8.

Da Ciampino i bus partono dalle ore 7:45 fino alle 23:15 mentre dalla Stazione Termini dalle ore 04:30 fino alle ore 21:30


Atral:
L'Atral collega l'aeroporto sia con la Stazione Termini che con la metro Anagnina.

Da e per Termini il biglietto di sola andata costa € 3,90 mentre per l'andata e ritorno ci vogliono € 6,90
Da Ciampino i bus partono dalle ore 6.37 mentre da Roma a partire dalle 4.50,, ma fate attenzione, le corse non sono molto frequenti.

Dalla Stazione Metro Anagnina il biglietto di sola andata costa € 1,20


Taxi:
Prezzo fisso € 30 solo andata.


domenica 22 gennaio 2012

ROCK IN ROMA 2012: un'estate rock al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI


PROGRAMMA DI ROCK IN ROMA 2012








L’edizione 2012 del Rock In Roma aumenta sempre più la line-up. La presenza dei The Cure è solo l’ultimo annuncio, il programma concerti della kermesse inizia già a essere ricco di grandi nomi. Le conferme riguardano tre grandi acts come Radiohead, Lenny Kravitz e Deep Purple e fanno intuire che la nuova stagione sarà ricca di nomi importanti che si esibiranno tra fine giugno e per tutto luglio presso l’Ippodromo delle Capannelle nella Capitale.
► RADIOHEAD 30 GIUGNO
► THE CURE 9 LUGLIO
► J-AX 11 LUGLIO
► LENNY KRAVITZ 17 LUGLIO
► DEEP PURPLE 25 LUGLIO
Mancano ancora decine di artisti all’appello, i nomi che maggiormente circolano in rete e risultano essere i preferiti dalla maggior parte dei fans sono quelli di Red Hot Chili Peppers e Foo Fighters, ma ancora è presto per fare previsioni accurate.

Il Rock In Roma è una manifestazione musicale che è cresciuta d’importanza anno dopo anno, affermandosi a livello Europeo grazie alla presenza in cartellone di artisti di livello mondiale acclamati da pubblico e critica. Peter Gabriel, Jamiroquai, Massive Attack, Robert Plant, Placebo, Duran Duran, The Killers, Nine Inch Nails, ZZ Top, Chemical Brothers, Slash, Dream Theater ma anche 30 Seconds To Mars, Avril Lavigne e Ricky Martin, sono solo alcuni degli acts planetari che hanno calcato il palco principale, insieme a eccellenze italiane come Caparezza, Battiato e Afterhours.

VI TERREMO AGGIORNATI SUGLI APPUNTAMENTI ROCK DI QUESTA ESTATE MAN MANO CHE I VARI ARTISTI CONFERMERANNO LE DATE DEI CONCERTI.
IL B&B ACQUEDOTTI ANTICHI DISTA 5 MINUTI D'AUTO DALL'IPPODROMO DI CAPANNELLE SEDE DI ROCK IN ROMA

SCONTI PER SOGGIORNI SUPERIORI AI 3 GIORNI


VIAGGIO A ROMA: PASSEGGIANDO NEL PARCO DEGLI ACQUEDOTTI





A meno di 50 metri a piedi dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI si presenta in tutto il suo splendore il Parco degli Acquedotti.
Vi consigliamo una passeggiata in questo Parco che è il più grande parco urbano d'Europa, ricco di storia e di vestigia della Roma antica, conoscerete così una Roma che ancora riesce a fondere perfettamente storia , cultura , modernita' con un pizzico di popolare che colorerà e vivacizzerà il vostro viaggio.

Il Parco degli Acquedotti è un'area verde del comune di Roma, nel Municipio X, facente parte del Parco Regionale Suburbano dell'Appia Antica; è compreso tra il quartiere Appio Claudio, via delle Capannelle e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, per un'estensione di circa 240 ettari.
Il nome deriva dalla presenza in elevato o sotterranea di sette acquedotti romani e papali che rifornivano l'antica Roma: Anio Vetus (sotterraneo), Marcia, Tepula, Iulia e Felice (sovrapposti), Claudia e Anio Novus (sovrapposti). Rappresenta il residuo di un tratto di campagna romana che originariamente si estendeva senza interruzioni tra Roma e i Colli Albani.


La trasformazione dello splendido residuo di "campagna romana" composto dai 250 ettari di territorio compresi tra via del Quadraro, via delle Capannelle, via Lemonia e via Appia Nuova in Parco degli Acquedotti, o meglio, la sua inclusione nel Parco dell’Appia Antica, può considerarsi un ammirabile esempio di coscienza civica: negli anni ottanta, di fronte allo stato di degrado dell'area, alcuni cittadini della X circoscrizione (l'attuale municipio X) si auto-organizzarono con la creazione, nel 1986, del Comitato per la salvaguardia del Parco degli Acquedotti e di Roma Vecchia. Il loro intento era di difendere l’area dalla speculazione edilizia e dal degrado. La zona, destinata a verde pubblico dal Piano Regolatore del 1965, negli anni '70 era stata espropriata e liberata dalle baraccopoli, i cosiddetti "borghetti" che si addossavano all'acquedotto Felice. La sovrintendenza aveva provveduto ai restauri dell'acquedotto, ma per il resto la zona era rimasta piuttosto abbandonata. Nuove costruzioni abusive sorgevano di continuo nell'area, negandone la fruizione ai cittadini. Grazie anche all'appoggio di alcuni intellettuali, come Lorenzo Quilici, il comitato riuscì nel 1988 a far inserire l'area degli acquedotti nel Parco dell'Appia Antica.

Il parco è caratterizzato dalla presenza, con condotte in elevato o sotterranee, di sette acquedotti romani e di epoca papalina che servivano l'antica Roma: Anio Vetus (tutto sotterraneo), Aqua Marcia, Aqua Tepula, Aqua Iulia e Acqua Felice (sovrapposti), Aqua Claudia ed Anio Novus (sovrapposti).

Il parco è una suggestiva distesa di rovine tipica della campagna romana, che originariamente si sviluppava senza interruzioni tra Roma e i Colli Albani, e che ha attratto nel corso del Settecento e dell’Ottocento numerosi artisti, paesaggisti, viaggiatori dell’età romantica e letterati.

Nella visita guidata al Parco degli Acquedotti di Roma potrete ammirare in dettaglio numerosi monumenti archeologici:

Le arcate sovrapposte degli acquedotti di Claudio e dell'Anio Novus, iniziati da Caligola nel 38 e conclusi da Claudio nel 52 d.C.

Le arcate dell’Acqua Felice, costruita da Sisto V tra il 1585 e il 1590, demolendo una parte dell’Aqua Marcia, di cui sono tuttora visibili scarsi resti.

Il Campo Barbarico, area compresa tra gli acquedotti Claudio e Marcio, usata nel 539 dai Goti di Vitige in lotta contro Belisario.

Il Casale di Roma Vecchia (XIII sec. d.C.).

La Tomba dei Cento Scalini.

La Marrana dell’Acqua Mariana, fosso artificiale costruito da Callisto II nel 1122.

Tor Fiscale, torre di epoca medievale che occupa l'intersezione tra gli acquedotti Claudio e Marcio.

La Villa delle Vignacce, attribuita a Quinto Servilio Pudente, con la vicina cisterna.

La Villa dei Sette Bassi, appartenuta ad un console o praefectus di nome Settimio Basso.

L’itinerario turistico degli acquedotti ha una durata di circa 2 ore, e si svolge interamente a piedi; si consiglia un equipaggiamento comodo (scarpe da ginnastica, jeans), chiedete a Marco oppure ad Alessandra una delle guide che il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI mette a disposizione degli ospiti nella biblioteca turistica.


VI PROPONIAMO LA NOSTRA PASSEGGIATA NEL PARCO

...con qualche notizia relativa alla flora ed alla fauna che popola questo incantevole angolo di Roma.

Tutta la campagna Romana costituisce uno straordinario connubio di natura e resti del passato, ma la porzione di essa tutelata dal parco dell’Appia Antica è il luogo dove questo connubio assume la massima espressione.
I resti archeologici qui presenti, oltre a costituire un paesaggio unico al mondo cantato dai viaggiatori del Gran Tour nei secoli scorsi, sono una raccolta di microhabitat che permettono una vita ricca e variata anche nel pieno del tessuto urbano.
Pareti murarie di varia altezza costituiscono agli occhi di molte forme di vita un habitat perfettamente uguale alle falesie rocciose; raccolte d’acqua fra i ruderi sono dei piccoli stagni; i cumuli di macerie ai piedi delle tombe sono degli habitat per piante nitrofile e così via, fino a costituire un mosaico di mille tessere in grado di ospitare una notevole ed insospettata biodiversità.

Addentrandoci all’interno dell’area l’habitat prevalente è quello dei prati-pascoli, ovvero estensioni di terreno coperti da vegetazione erbacea normalmente utilizzati come pascoli e solo occasionalmente coltivati estensivamente. In passato gran parte della Campagna Romana era così utilizzata fin da tempi remotissimi, con decine di migliaia di ettari pascolati da milioni di pecore ed in misura minore da cavalli e bovini.
I prati-pascoli, seppur ottenuti artificialmente con la distruzione della copertura arborea, sono del tutto simili alle estensioni steppiche che coprono vaste aree continentali. Oggi questo è il regno di uccelli come le allodole (Alauda arvensis) ed i saltimpalo (Saxicola torquata), mentre in passato non era difficile osservare il volo degli avvoltoi capovaccai, chiamati dai pastori “aquile camiciole”, in cerca di carcasse.
La fauna a mammiferi oggi risente dell’elevata antropizzazione e quindi difficilmente si possono incontrare animali che non siano ubiquitari come il riccio (Erinaceus europaeus), la talpa (Talpa romana) e la volpe (Vulpes vulpes), o nelle zone più degradate, roditori come il ratto (Rattus norvegicus, R.rattus) ed il topolino delle case (Mus musculus).
La vegetazione erbacea è fortemente influenzata dagli sfalci, quindi la componente ad alte erbe, che necessita di limitato disturbo, si può incontrare solo in poche aree non sottoposte a taglio. Finocchio selvatico, inula viscosa, carota selvatica, borragine ecc sono le specie maggiormente frequenti, mentre nelle aree periodicamente sottoposte a taglio si incontrano prevalentemente graminacee, come poa, bromo, avena fatua ecc, ma anche leguminose vernine come molte specie di Lathyrus o perenni come i trifogli.
Gli alberi ed arbusti presenti sono chiaramente stati piantati per scopi produttivi od ornamentali; di particolare rilievo ed interesse paesaggistico, è il secolare filare di pini domestici che svetta parallelo agli acquedoti.

Sulle sponde del fosso dell’acqua Mariana, tipico esempio dei corsi d’acqua che solcano la Campagna Romana, la vegetazione e la fauna variano in virtù dell’abbondanza d’acqua. Purtroppo l’elevato inquinamento delle acque impedisce la vita alla miriade di organismi sensibili, mentre sono presenti specie resistenti in buon numero. Canne (Arundo donax, Phragmites australis), sedano acquatico (Nodium apiflorum), salcerella (Litrhum salicaria), qualche isolato salice bianco (Salix alba), costituiscono la vegetazione prevalente, mentre la fauna ospita piccoli uccelli come ad esempio l’usignolo di fiume.

Le rupi artificiali costituite dai resti delle tombe e degli acquedotti, ospitano alcune piante che riescono a vivere in un’ambiente così difficile: parietaria, bocca di leone, fichi selvatici, e neli punti meno soleggiati e più umidi, l’ombelico di Venere e qualche felce..
In questo ambiente possiamo osservare facilmente rettili come le lucertole (Podarcis muralis, P.sicula) ed i gechi (Tarantola mauri tanica e Hemidactylus turcicus), mentre nelle fessure e nelle crepe trovano rifugio alcune specie di pipistrelli. Tuttavia è fra gli uccelli che questo habitat riscontra maggior successo: rapaci diurni come il gheppio (Falco tinnunculus), o notturni come la civetta (Athena noctua) ed il barbagianni (Tyto alba), rondoni, balestrucci, passeri, piccioni torraioli, nidificano sulle arcate.
A volte passeri solitari dal bellissimo colore azzurro sono visibili sui ruderi.



Entrata: da piazza A.C.Sabino (verso destra guardando la chiesa) Durata 2 ore

Il toponimo deriva dall’essere attraversato da ben sei acquedotti romani (Anio vetus, Marcio, Tepula, Julia, Claudio, e Anio novus) ed uno medievale (Felice).
Lo storico Frontino ci ricorda che nei primi secoli dopo la fondazione della città i romani utilizzavano a scopi potabili e civili le acque tratte dal Tevere, dai pozzi o dalle sorgenti. In seguito l’approvvigionamento idrico della Roma antica fu assicurato da ben undici acquedotti che furono edificati a partire dal 312 a.C. e che fecero di Roma la città meglio servita non solo del mondo antico ma anche di molte città odierne.
Gli acquedotti, che furono definiti da Plinio una delle meraviglie del mondo (nihil magis mirandum fuisse in toto orbe terrarum), fornirono alla città una quantità e qualità di acqua che si avvicinano a quella della Roma moderna.

L’ingegnosa tecnica di costruzione, che conserva una leggera ma continua pendenza permetteva un naturale deflusso delle acque senza la necessità di ricorrere a condotte forzate. Una serie di piscine limarie consentiva l’eliminazione delle scorie e la purificazione delle acque per decantazione.
Dal percorso degli acquedotti si staccavano varie diramazioni che andavano ad alimentare le ville vicine e davano vita ai giochi d’acqua dei loro giardini.

A nostra insaputa stiamo camminando sull’antico acquedotto romano Anio vetus o Aniene vecchio (272-269 a.C.), il più antico fra quelli presenti nel parco ed il secondo acquedotto di Roma.
Le acque erano captate dall’Aniene tra Mandela e Vicovaro, ma a causa dell’improvvisa urbanizzazione della zona e relativo inquinamento le acque furono adibite ad uso domestico ed in seguito solo per usi irrigui e fontane.
Costeggiando la prima tornata di archi dell’acquedotto Felice e superata la prima altura, ci troviamo nel bel mezzo della Villa delle Vignacce, dove la vegetazione spontanea è rimasta intatta, la villa, fatta costruire probabilmente da Servilio Prudente in posizione dominante su una grande terrazza artificiale, risale alla prima metà II secolo a.C. fra le opere rinvenute nella villa, ci sono la testa colossale di Giulia Donna, ora alla rotonda del Vaticano, il Ganimede rapito dall’aquila, e la Tyche di Antiochia sull’Oronte, anch’esse conservate nei musei Vaticani.
Poco lontano i ruderi di una cisterna a due piani a pianta pentagonale.

Ci avviamo verso l’acquedotto Felice, con il suo aspetto basso e rozzo, di colore diverso, inframmezzato da pietre varie, tufo grigio e rosso e copertura arrotondata, è un acquedotto medievale, portato a termine da Felice Peretti (papa Sisto V, 1585-1591 ) e costruito sopra gli acquedotti romani, distruggendone per motivi di pendenza ampi tratti e riutilizzandone i loro materiali, stili e percorsi.
Questo acquedotto è situato al di sopra degli acquedotti Tepula e Giulia. L’acqua del Tepula condotta a Roma nel 235 a.C., aveva una temperatura di 16-18 gradi, e veniva utilizzata come sorgente di calore in coltivazioni particolari e terme.
Agrippa nel 33 a.C., ristrutturò le fonti e condusse a Roma anche un nuovo acquedotto, l’acqua Giulia, in onore di Giulio Cesare Ottaviano, il futuro imperatore Augusto.
Gli acquedotti vennero uniti in un percorso all’altezza delle Capannelle, e poggiati sopra al Marcio.
Di questo acquedotto rimane ben poco essendo stato come già detto, per costruire l’acquedotto Felice .
Superato quest’ultimo ci dirigiamo verso destra e dopo una trentina di metri prendiamo il sentiero di sinistra che attraversa gli orti.
Di fronte a noi l’acquedotto Claudio, che in questo punto raggiunge la sua altezza massima di 28 metri ; specialmente la sera al tramonto il luogo è di una suggestione unica.
Guardando bene la parte finale scopriamo il settimo acquedotto , costruito in mattoni e proveniente anch’esso dall’Aniene, l’Anio novus.
Dopo un centinaio di metri ci imbattiamo nei resti di tombe latine a stanza circolare, che fino a pochi anni fa conservavano resti di stucchi e decorazioni, andate perse per incuria e vandalismo.
Vitalba, rovi e canne crescono in un ambiente piuttosto umido vicino al fosso dell’Acqua Mariana.
Continuando per il sentiero possiamo osservare sulla sinistra una torretta medievale che poggia su di un’ampio locale di epoca romana .
Girando a destra rasentiamo un campo di calcio e da qui, superato l’acquedotto Claudio, ci dirigiamo verso la ferrovia.
Facendo attenzione a non calpestare il campo coltivato, ci imbattiamo nella cosiddetta Tomba dei cento scalini, recentemente restaurata ma non visitabile.
La tomba risalente al II d.C.fu costruita scavando una grande buca nel terreno poi reinterrata dopo l’edificazione del sepolcro.
Torniamo indietro fino alla torretta seguendo il sentiero, e giungiamo alla parte pubblica del parco attraversando un ponticello sul fosso dell’acqua Mariana, fatto scavare da papa Callisto II per sopperire alla carenza d’acqua della città.
Il fosso prende le sue acque nella zona di Squarciarelli, nei pressi di Grottaferrata, e scende fino a Roma seguendo le linee degli antichi acquedotti.
Oggi è ancora visibile in alcuni tratti, ma il degrado e l’inquinamento hanno gravemente lasciato il segno nelle sue acque.
Tra la vegetazione che incontriamo in questo punto, fanno spicco i pioppi e altre piante selvatiche, tra cui la cicuta, da cui si ricava un veleno famosissimo nell’antichità, e il gigaro o pan di serpe, dalle rosse bacche velenose.
Finalmente arriviamo al Casale di Roma Vecchia, avendo di fronte a noi, incorniciata dalla quinta dell’acquedotto Claudio e dal suo viale di pini centenari, un primo assaggio della stupenda Campagna Romana, fatta di campi di grano, prati e piccoli boschetti dove le strutture archeologiche emergono nella loro totale bellezza e abbandono.
Il Casale sorge sul percorso della via Latina, nelle vicinanze del V miglio. Fu costruito nel XII secolo con materiale vario, blocchi di peperino, scaglie marmoree, selci e frammenti di marmo, provenienti dai numerosi resti romani presenti nella zona, tra cui non ultimi le stesse arcate degli acquedotti.
In origine era un casale-torre, con funzione prevalentemente strategica. Serviva, infatti, da controllo e da vedetta, come la torretta che abbiamo visto poco distante da qui. L’edificio fu in seguito ampliato e trasformato in casale e la sua funzione divenne così principalmente agricola.
E’ costituito da vari edifici, incentrati su un cortile interno, dove nei secoli scorsi furono raccolti moltissimi reperti archeologici. La famiglia Torlonia, proprietaria della tenuta, effettuò nella zona numerosi scavi archeologici; le cose di maggior pregio furono vendute, mentre il resto fu accumulato nel cortile del casale. Sulla parete esterna, vicino all’ingresso del casale erano murati due interessantissimi cippi sepolcrali in marmo con scritte in greco che testimoniavano l’importanza della via Latina, come strada di collegamento fra Roma e la Magna Grecia, ma oggi sono scomparse. Superato il casale di fronte al quale crescono numerosi gelsi, un alloro centenario ed i famosi pini piantati nel 1892, si prende la stradina sulla sinistra che porta verso le arcate dell’Acquedotto Marcio vicino alle quali cresce uno stupendo platano pluricentenario.
L’Acquedotto Marcio, in questo punto, dopo il suo percorso sotterraneo, esce alla luce e prosegue il suo percorso su arcate di tufo sulle quali in seguito furono fatte passare anche le condutture della Tepula e della Julia. L’Acqua Marcia fu condotta a Roma da Quinto Marcio Re nel 144 a.C. L’acquedotto fu costruito in quattro anni ed è lungo 91 Km. Ed è quindi l’acquedotto romano più lungo (il moderno Peschiera è lungo 89 Km.) e fu il primo acquedotto ad entrare in città su un percorso ad arcate.
Costeggiamo l’acquedotto per pochi metri, quindi grazie ad una scaletta metallica superiamo il condotto del Felice. Ci troviamo di fronte una giovane pineta e si raggiunge via Lemonia. La nostra passeggiata è giunta così al termine.
Siete pronti per tornare al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI , una doccia un caffè ristoratore.......