Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI
Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma
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lunedì 3 novembre 2014

UN GIORNO DA CHEF A ROMA...e 100 da buongustai tornando a casa

Ogni viaggio che facciamo racconta qualcosa di noi, ogni cosa che vediamo e facciamo rimane in noi ed arricchisce il nostro essere.
Proprio per questo vogliamo proporvi un'esperienza unica di Roma  da raccontare e da poter rivivere a casa con gli amici.
UN GIORNO DA CHEF...
Il B&B Acquedotti Antichi organizza e propone dei corsi di cucina italiana e/o romana  della durata di alcune ore (dalle 4 alle 6) nei quali imparerete a preparare i piatti che hanno reso famosa la cucina italiana e romana nel mondo.
Sarà a disposizione una struttura casalinga con strumenti e oggetti di uso quotidiano in modo tale da poter riproporre, una volta imparatane l'esecuzione, i piatti che tanto lustro danno al Made in Italy anche a casa vostra senza sforzo ed ovviamente  alla fine ricca scorpacciata.
CORSO GIORNALIERO DI PASTA (PRIMI PIATTIe/o PIATTI UNICI)
Bucatini all'Amatriciana
Spaghetti alla Carbonara
Rigatoni con la pajata
Bavette ai fiori di zucca ed alici
Fettuccine all'Alfredo alla Scrofa (burro e parmigiano)
Pasta corta con Ragù alla  bolognese  
Linguine al Pesto genovese 
Spaghetti aglio olio e peperoncino
Lasagna al ragù 
Penne all'arrabbiata
Rigatoni pomodoro e basilico
Spaghetti allo scoglio 
... e tanto altro! Ogni corso  avrà  delle proposte  di piatti in base alla stagione nella quale si svolgerà
( la lezione prevede  la preparazione di 2 tipi di condimenti  + aglio olio e peperoncino con prodotti doc con degustazione finale)

















CORSO GIORNALIERO DI SECONDI PIATTI e CONTORNI

Zucchine ripiene
Melanzane alla parmigiana
Polpette di verdura e/o di carni miste
Carciofi alla romana
Tortino di alici ed indivia
Salsa di cipolle rosse di tropea
Cicoria ripassata
Insalata  mista italiana
Panzanella classica e sue varianti
Saltimbocca alla romana
Abbacchio scottadito
... e tanto altro! Ogni corso  avrà  delle proposte  di piatti in base alla stagione nella quale si svolgerà
( la lezione prevede  la preparazione di 1 tipo di carne  + un contorno e loro degustazione)



CORSO GIORNALIERO DI DOLCI

Crostata con marmellata 
Tiramisù
Sbriciolona di ricotta
Torta di mele 
Crostata di frutta fresca (secondo stagione)
(la lezione prevede la preparazione di un dolce e sua degustazione con una selezione di vini italiani da dolce)




I corsi giornalieri a tema si svolgono su prenotazione minimo 2 partecipanti.
Per informazioni e prenotazioni contattateci 

3291162203
06-45555635






mercoledì 19 marzo 2014

22 COSE DA FARE A CINECITTA' ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA.....ma la monetina nella fontana di Trevi e d'obbligo!!

ROMA ROMA ROMA...non basta una vita per vederla tutta...per gustare i suoi angoli...per assaggiare i suoi sapori...per odorare i profumi che si fondono nelle sue vie...sull'onda di queste emozioni vogliamo elencare alcune cose DA FARE ASSOLUTAMENTE a Roma.....almeno una volta nella vita....
Scopriremo insieme come una passeggiata possa diventare un viaggio, come sedersi ad un bar sia un'avventura da ricordare come l'attesa di un autobus si muti in un'occasione irripetibile per guardare la capitale con occhi nuovi...




...dall'alba al tramonto ed anche di notte tante cose da fare e vedere a Roma!
...oltre ai tour classici
Con uno sguardo particolare al X Municipio che offre ai turisti un'ampia scelta di luoghi storici-culturali occasioni di svago e possibilità d'acquisti convenienti!

B&B ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma
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Arrivati al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI, posate le valigie, una doccia, un caffè... rilassati si apre la mappa (in ogni camera ce ne è una) e si inizia l'avventura!




La prima cosa da fare è recarsi a Fontan di Trevi e gettare una moneta nella fontana ...tornare a Roma è d'obbligo ci sono troppe cose piacevoli e particolari da fare e da conoscere



Vi sveliamo una curiosità su questa uso/leggenda/tradizione della monetina nella fontana per poter ritornare a Roma.
Le leggende in realtà sono 2!
- la prima narra che se si lancia una moneta nella fontana mettendo la mano destra sulla spalla sinistra, il ritorno a Roma è garantito.
-la seconda ,che ha ispirato il film "Tre soldi nella fontana di Trevi", vuole che, se si gettano tre monete nella fontana la prima garantirà il ritorno a Roma, la seconda porterà una nuova storia d'amore, mentre la terza porterà al matrimonio!

Ora che abbiamo gettato uno o 3 soldi nella fontana ci possiamo addentrare nei piaceri di Cinecittà quartiere dalle mille sfumature!!





1- alloggiare al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI (3291162203) e rilassarsi godendosi il soggiorno grazie alle cure ed alle attenzioni discrete dei gestori

2- passeggiare nel Parco degli Acquedotti fino a raggiungere il luogo dove si allenano i ragazzi dell'Appia Rugby...sempre ed in tutte le condizioni meteorologiche!





3- andare presso la Bottega d'Arte DECO ART di Sergio Tosoni dentro la Galleria del Cosmopolis via Tuscolana 695 ed ammirare i suoi lavori oltre a comperare una cornice creata esclusivamente per voi...











“L'Arte ha la peculiarità di poter andare oltre i nostri passi personali, spesso incerti e spaventati. e diventare Rivelazione. lo, viaggiatore inquieto e al tempo stesso testimone. La mia testimonianza si realizza attraverso il Creare. Creare è il mio canto libero. La mia benedizione-dannazione. Creare è la mia lucida follia. È cercare l'armonia nell'apparente Kaos della vita.. È cercare la luce nella zona oscura del mio cuore. Creare è testimoniare il Viaggio. Viaggiare non è fuggire da qualcosa è più semplicemente aprire gli occhi e diventare testimoni della propria Esistenza.Qualunque essa sia."

INFINITESIMALE GALLERIA DELLE OPERE DI SERGIO TOSONI
















4- andare a piazza dei Consoli per visitare la TORRETTA o Torre del Quadraro che veniva usata anticamente per controllare il primo tratto della via Tuscolana e doveva essere verosimilmente in contatto visivo con la Torre di Centocelle. Il nome della torre e dell’omonimo quartiere, sembra derivare da un certo Guadralis, il quale nel 1164 ricevette in concessione il terreno circostante dai monaci di Sant'Alessio.
Appare nel bellissimo film FANTASMI A ROMA. La Torretta è stata ristrutturata nel 2011.

5- andare a Monte del Grano

E’ il nome popolare del mausoleo di Alessandro Severo, collocato all'interno del Parco XVII Aprile 1944, in un'area di Roma che è attualmente parte del moderno quartiere del Quadraro.
È il terzo mausoleo, in ordine di grandezza, di Roma, ovvero la terza tomba a tumulo dopo la Mole Adriana ed il Mausoleo di Augusto. Attualmente si presenta come una collinetta di circa dodici metri di altezza un po' nascosta dai palazzi sortile accanto negli anni '70.Nel '500 venne ritrovato al suo interno un imponente sarcofago attico, oggi conservato nelle sale al piano terreno dei Musei Capitolini.Si accede all'interno attraverso un corridoio lungo circa ventuno metri che si apre su una sala circolare di dieci metri di diametro, un tempo divisa in due piani.Vari studi mettono in dubbio l'attribuzione del Mausoleo ad Alessandro Severo, imperatore romano. Recenti studi di Erminio Paoletta accertano che il mausoleo è stato sicuramente la tomba dell'imperatore.



                           Interno Mausoleo di Monte del Grano


Esterno Mausoleo di Monte del Grano

6-fare acquisti nel negozio LIBERTY  in Viale Anicio Gallo 74 abbigliamento donna uomo, di straordinaria qualità e stile. Liberty Outlet da oramai svariati lustri offre a prezzi economici molte marche prestigiose italiane ed estere.



7-prenotare un tavolo e mangiare una delle migliori pizze di Roma da SFORNO in Via Statilio Ottato (piazza Quinto Curzio metro A Subaugusta)

8- andare in bicicletta nel Parco degli Acquedotti (sezione del Parco dell'Appia Antica)






9-visitare il Quadraro.

Il Quadraro non è un salotto culturale e neppure un quartierino chic messo a nuovo per il turista, ma una vera e propria camminata nella storia , dove i libri e le parole scritte sono solo uno strumento in più per avvicinare un quartiere, la sua fisionomia, la sua memoria e la grande varietà di genti e tessuti culturali che lo attraversano non alterando affatto la natura popolare romana che al Quadraro ha la sua culla immemore.
Case spesso costruite in maniera spontanea sfilano insieme a villini Liberty , edifici inizio del '900 ed ex-casali di campagna romana vecchi di secoli. Caseggiati facilmente restaurabili e villini a schiera, ere che si accavallano, edifici che si affacciano su altri edifici, vicoli e vicoletti che si insinuano da ogni lato costellati da fontanelle (elemento tipico del quartiere) mentre ampi giardini condivisi con alberi secolari scandiscono il ritmo di pieni e di vuoti.
"Perdersi a Roma" non è mai così piacevole come in queste occasioni...(cit).



Via dei Lentuli (Quadraro)




10- visitare gli STUDI DI CINECITTA' (la fabbrica dei sogni)

"Cinecittà per me è come gli Studios che più conosco, mi ha subito attratto perché senz’altro, come a Hollywood o a Pinewood, è un luogo dove si può fare qualsiasi cosa e farla bene. Come gli Studios più importanti offre diverse possibilità e tutte alimentate dall’entusiasmo e da una cultura del cinema che ancora mette l’anima in ogni fase di realizzazione del film. Le potenzialità di questi studios sono tante, ed è piacevole il confronto con una professionalità che vive con emozione il proprio lavoro. Sì, mi sento proprio a mio agio qui a Cinecittà…"
Francis Ford Coppola



11-bere al "nasone" ossia le fontanelle pubbliche sparse ovunque a Cinecittà ed a Roma.





12- andare ad ammirare la Quercia del Quadraro, la quercia più antica di Roma

Farnia (Quercus peduncolata) di Via dei Juvenci al Quadraro, probabilmente la più grande Quercia di Roma e con una età stimata intorno ai 400 anni.

13- andare all'ENOTECA TROIANI in Viale Appio Claudio 242

Nel cuore di Cinecitta'/Appio Claudio troviamo l' "Enoteca Troiani",luogo ideale per degustare vini, grappe, whisky scozzesi, accessori per enofili con l'aggiunta di una produzione propria di ottima qualità a prezzi più che economici.
E' consigliata la prenotazione.



14- Visitare la mostra CINECITTA' SI MOSTRA

Per la prima volta in 74 anni Cinecittà apre le porte al grande pubblico. All’interno degli storici studi di via Tuscolana è possibile visitare l’esposizione Cinecittà si mostra, un’occasione per vivere da vicino il cinema e i suoi mestieri.
La mostra permanente a Roma ripercorre la storia di Cinecittà: le scene, i costumi, i set, i personaggi che sono passati in quella che è stata definita la "Fabbrica dei sogni". Per la prima volta il pubblico può percorrere i viali degli Studios, visitare aree espositive tematiche, costeggiare i teatri di posa, i laboratori, le attrezzerie, passeggiare nei set all’aperto ed imbattersi nelle persone che tutti i giorni lavorano qui. E ancora, spazio a Backstage, percorso didattico e interattivo attraverso sei sale (Regia, Sceneggiatura, Sonoro, Costume, Finzione e Storia degli Studios) per scoprire il mondo della creazione cinematografica e a Cinebimbi, laboratorio dedicato ai più piccoli.

15- Visitare la Villa dei Sette Bassi

Tra i luoghi da vedere a Roma merita sicuramente una visita la Villa dei Sette Bassi.
Il nome del monumento è dovuto probabilmente ad uno dei proprietari dello stabile, Settimio Basso, Prefetto di Roma ai tempi di Settimio Severo.
La Villa dei Sette Bassi si compone di tre corpi. Il primo nucleo della struttura è stato realizzato all’epoca di Antonino Pio ed è formato da ambienti con affaccio su un peristilio-giardino, di cui oggi purtroppo non resta niente. Di questo nucleo è possibile ammirare una sala che fungeva da soggiorno, un altro ambiente rettangolare e una sala con riscaldamento. Di epoca successiva è il secondo nucleo della Villa dei Sette Bassi, composto da sale di rappresentanza e da stanze da letto. Nel terzo nucleo della Villa è possibile ammirare vaste aule a più piani, un impianto termale e sale di soggiorno.
La Villa dei Sette Bassi era affiancata da altri edifici, di impianto rustico, e da un tempio del II secolo, ancora oggi ben conservato.



16-visitare la basilica di San Giovanni Bosco

La basilica di San Giovanni Bosco la seconda cupola, come diametro, tra le chiese di Roma dopo la Basilica di San Pietro.
Essa fu costruita agli inizi degli anni cinquanta del Novecento dal noto architetto siciliano Gaetano Rapisardi, che vinse il concorso indetto dalla Pontificia Commissione per l'Arte Sacra per conto dei Salesiani.
L'esterno
Esternamente la basilica si presenta compatta e dominata dalle due cupole, di cui la maggiore ha un diametro di circa 40 metri. Nella sua parte terminale è collocata un’opera bronzea di Alessandro Monteleone composta da quattro angeli, di tre metri d’altezza, che sorreggono una corona sormontata da una croce.
Nella facciata è inserito un altorilievo, opera di Arturo Dazzi, raffigurante l’Apoteosi di san Giovanni Bosco, e sotto la scritta in latino: Sancto J. Bosco A. D. MCMLVIII. L’altorilievo è accompagnato, alla sua destra e alla sua sinistra, da 6 statue marmoree, raffiguranti gli arcangeli Michele e Gabriele (di Ercole Drei), i santi Francesco di Sales e Giuseppe Cafasso (di Giovanni Amoroso e Antonio Venditti), ed i papi Pio IX e Pio XI (di Francesco Nagni).
Nella facciata è incluso il portico, con cinque porte bronzee, di cui la centrale e principale, è alta 10 metri. Le due porte mediane sono accompagnate da statue bronzee di angeli, opera di Eugenio De Courten, mentre le due porte esterne sono sormontate da statue bronzee di Attilio Selva, una raffigurante Cristo redentore e l'altra San Giovanni Battista.
Le campane
La basilica possiede due torri campanarie simmetriche, su una delle quali sono installate le campane. Il concerto di campane è formato da nove bronzi inceppati a " slancio" in tonalità di Si bemolle2 maggiore (Si b2 - Do 3 - Re 3 - Mi b 3 - Fa 3 - Sol 3 - La 3 - Si b 3 - Do 4), ed è frutto di unica fusione ad opera della fonderia Colbachini di Bassano del Grappa nell'anno 1957. È uno dei più grandi concerti di campane della Capitale (sia come numero di campane che come tonalità).
L’interno
L’interno della chiesa è a pianta basilicale a tre navate separate da pilastri, e con transetto.
La navata centrale è illuminata dalla grande cupola, mentre le navate laterali sono illuminate da 32 grandi lampadari in oro e vetro di Murano, fatti a mano con motivi floreali ed angeli. Nei pilastri, che separano fra loro le navate, sono incastonate le formelle in bronzo della Via Crucis di Venanzo Crocetti. L’interno delle due cupole sono decorate con mosaici di Augusto Ranocchi: i mosaici della cupola minore raffigurano diversi simboli cristiani alternati a scritte in latino; mentre i mosaici della grande cupola rappresentano alcuni sogni che hanno caratterizzato la vita di Giovanni Bosco.
La chiesa è poi riccamente decorata da vetrate policrome, che creano un particolare effetto scenico. Le vetrate principali si trovano nei tamburi delle due cupole: nel tamburo della cupola maggiore vi sono raffigurate Storie della Bibbia, opera di Marcello Avenali e Lorenzo Bigotti; nel tamburo di quella minore, I sette sacramenti e le Opere di misericordia, di Bruno Saetti. Altre vetrate sparse per la chiesa sono opera di Rolando Monti, Virgilio Guzzi e Luigi Montanarini.
Il presbiterio originario, di Luigi Venturini, prevedeva una balaustra che lo separasse dal resto della chiesa; nel 1992 alcuni interventi di ammodernamento, ad opera di Costantino Ruggeri, portarono all’eliminazione della balaustra, e al rifacimento dell’altare e dell’ambone. L’altare maggiore è un monolito di marmo di Carrara dal peso di 10 tonnellate: nella sua parte frontale esso è scolpito a formare delle rocce che ricordano il monte Calvario, su cui trovò la morte il Cristo; ed inoltre presenta delle fenditure, che richiamano il pane che sull’altare “si spezza” e si dona ai fedeli. L’ambone, luogo di lettura della parola di Dio, è anch’esso un unico blocco di marmo. Dietro l’altare maggiore è collocato il tabernacolo, sormontato da un tronetto a raggiera ed un crocifisso, opera composita di Pericle Fazzini.
La parte di fondo del presbiterio è dominata da un grande mosaico, di 100 metri quadrati, raffigurante la Gloria di san Giovanni Bosco, opera di Giovanni Brancaccio, fiancheggiato da otto bassorilievi, raffiguranti alcuni episodi significativi della vita del santo piemontese, opera di autori diversi, tra cui Alessandro Monteleone, Francesco Nagni e Luigi Venturini.
Sulle navate laterali insistono dodici cappelle laterali, sei per lato, arricchite da opere d’arte di artisti del Novecento italiano, tra cui Michele Gorrisi, Emilio Greco, Paolo Crida, Goffredo Verginelli, Baccio Maria Bacci, Attilio Torresini, Lorenzo Gigotti, Enrico Martini, Antonio Biggi, Primo Conti, Tommaso Bartolini, Mario Caffaro Rore, Emilio Notte, Oddo Aliventi, Silvio Consadori, Enzo Assenza.
Organo a canne
Sulla cantoria di sinistra del presbiterio si trova il grande organo a canne Tamburini opus 394, costruito fra il 1958 e il 1959. Progettato da Fernando Germani, lo strumento è stato più volte revisionato, ma mantenendo inalterate le sue caratteristiche originarie; fra questi interventi di restauro vi è quello del 1988 ad opera dell'organaro Alvaro Vercelli; inoltre, nel 1994 lo strumento è stato integralmente revisionato e restaurato L'organo è a trasmissione integralmente elettrica originaria con consolle in cantoria. I registri sono 70 registri reali più altri 40 derivati per un totale di 5.274 canne e 13 campane tubolari; tutt'oggi è il sesto organo a canne più grande d'Italia.



















Foto d'epoca della Basilica vista dagli archi dell'Acquedotto Felice



















17-visitare il mercato coperto Tuscolano III a via del Quadraro




18-andare a visitare L'Officina dei Violini bottega di liuteria su Viale Anicio Gallo di Claudio Chioccia e Federico Mari (ChRoMa officina dei violini)



"La comune passione per la musica, l’amore per gli strumenti ad arco, le loro lunghe storie e i loro interpreti, la stima reciproca e l’amicizia che da tempo ci legano, sono i principali motivi che ci hanno spinto a mettere insieme le nostre professioni, l’esperienza e tutta l’energia possibile per dare alla luce "ChRoMa officina dei violini".
ChRoMa, o l’Officina se preferite, fonde la tradizionale bottega di liuteria col negozio specializzato in strumenti ad arco in un luogo dall’atmosfera classica e accogliente, e al contempo, giovane e fresca, in cui è offerto al cliente un ampio ventaglio di servizi sia nella nostra parte artigianale che in quella commerciale. Un posto in cui portare il proprio strumento per la manutenzione, la messa a punto o il restauro, dove provare violini, viole, violoncelli, contrabbassi e relativi archetti, nuovi, usati ed antichi, di liuteria italiana ed estera, di fabbrica, di atelier o nati direttamente qui da noi. La scelta che abbiamo deciso di presentare è vasta e adatta ad ogni esigenza: quella del principiante come quella dello studente più avanzato o del professionista. Ci siamo attrezzati anche per la "sopravvivenza" quotidiana del musicista: da noi si possono acquistare tutte le novità degli accessori, delle corde e delle custodie per i vostri amati strumenti. Siamo inoltre rivenditori ufficiali delle arpe Camac, le più richieste sul mercato dai musicisti e dagli allievi.
Ci troviamo nel quartiere Appio Claudio, a poche fermate di metro dal centro di Roma e, per chi viene da fuori, siamo facilmente raggiungibili dal GRA. Insomma, motivi per venire a trovarci, certamente non mancano. Perciò vi aspettiamo, dandovi il benvenuto sin da ora! "(tratto dal loro sito)

Nel laboratorio si effettuano riparazioni di ogni tipo su strumenti ad arco e a pizzico. Montature, ponticelli, anime, messe a punto, rettifiche di tastiere, restauri di fratture, puliture, sono alcuni tra gli interventi più richiesti per violini, viole e violoncelli. Svolgono anche una rilevante attività di manutenzione sugli archetti: incrinature, impugnature (pelle e argento), sostituzione della scarpetta, riparazioni sul nasetto in tutte le sue parti, fino ad interventi più importanti sulla bacchetta.

Vengono inoltre affrontati restauri più approfonditi di tipo conservativo e funzionale su strumenti antichi e moderni, nel pieno rispetto dell'oggetto, della sua storia e della sua autenticità e con la consapevolezza che l'atto del restaurare rappresenta una ricerca continua nella nostra cultura, cui si attinge ogni volta seguendo un percorso solo apparentemente uguale al precedente.

























19-visitare i Magazzini Cossuto

DAL CHIODO AL CANNONE!!! Di tutto, di più, cose introvabili, qualsiasi articolo tranne le astronavi ed i transatlantici. Ecco Cossuto, uno dei grandi magazzini storici di Cinecittà dove trovare tutto a prezzi stracciati, godere dell'abbondanza delle merci e fare le scorte per casa in una di full immersion di almeno 2 ore. Casalinghi, biancheria, cancelleria, cosmetica, scarpe, giochi per bambini, abbigliamento, detersivi, persino bomboniere! Lo slogan è questo: "tanto lo trovo da Cossuto". È un'istituzione per la zona, con la sua discesa nel garage attufato e pieno di merci su di un'area vastissima!. Soprattutto, è ancora fonte di sorprese con le offerte più accattivanti persino su batterie e sedie da giardino.

Via Lucio Papirio, 136



http://www.youtube.com/watch?v=1bNyDwzY2GU&feature=youtu.be

20-andare a comperare un libro alla LIBRERIA DELL''IMPOSSIBILE viale dei Consoli 39 così era chiamata questa vecchissima libreria di quartiere, aperta nel 1965,  dove si poteva trovare TUTTO grazie all'esperienza ed alla memoria  ENCICLOPEDICA del Signor Dario che ancora svolge il nobile mestiere del libraio ma data l'età (88 anni) la svolge solo di mattina!
Piacevoli chiacchiere ed avrete la possibilità  di trovare quel testo che cercavate da anni.



21-andare a Via dei Pisoni (Quadraro) e vedere i murales di Ron English

Ron English, artista americano ha finalmente finito il murales dove ha concentrato i simboli più ricorrenti della sua arte. I romani l’avevano già conosciuto in mostra alla Mondo Bizzarro Gallery e sui muri di Testaccio con la Guernica, stavolta nel muro di via dei Pisoni, campeggia un Baby Hulk non più verde di rabbia, ma dai colori scuri della terra, e con il viso più imbronciato del solito. Gli fanno compagnia tanti personaggi mutanti e l’immancabile Mickey Mouse con la maschera antigas.

I suoi dipinti ad olio spiccano nel panorama del genere pop-surrealism per l’impeccabile tecnica che fa sembrare le opere manipolati con il digitale. Le tematiche offrono un realistico colpo d'occhio sui punti focali del nostro pianeta  quindi  vedremo rappresentate la globalizzazione , le  problematiche ambientali,  il militarismo e  la perdita di controllo  le cui metafore  sono affidate alla simpatia di personaggi-cartoon, icone come Mickey Mouse o il pupazzo Mac Donald, bambini-pagliaccio o piccoli Baby Hulk. Nessuna bomboletta, ma solo pennelli e colori shock per sprigionare l’anima pop di un universo mutante.
Il MURo che ha organizzato quest’intervento si occupa di far rinascere le periferie e di determinarne la bellezza con opere di street art. Con estrema facilità un ex anonimo muro potrà fare il giro del mondo in foto ed essere di tutti. E’ un’arte che ci piace perchè crea mappe immaginarie via etere al passo con la velocità della tecnologia.

22-...e già che siete al Quadraro tuffarvi nella STREET ART DIFFUSA

Sempre a cura del progetto MURo, il MURo vede la luce nel 2010 grazie ai primi 

murales realizzati da Diavù nell'area storica del quartiere Quadraro, all'incrocio 

tra il V e il VII Municipio del Comune di Roma.

Vi presentiamo alcune opere , che troverete lungo la strada,  di questo artista.









....non abbiamo finito.....pian piano arricchiremo questo articolo...

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mercoledì 30 gennaio 2013

CARNEVALE ROMANO 2013 (2 febbraio-12 febbraio)


Nato nel Medioevo, il Carnevale Romano ha tuttavia la sua massima esplosione dopo l’elezione di Papa Paolo II, il quale, dopo il trasferimento della residenza pontificia a Palazzo Venezia, concentra nel centro storico ed in particolare nella Via Lata (attuale Via del Corso), la maggior parte dei festeggiamenti carnascialeschi. La Commedia dell’arte, le sfilate in maschera, i Giochi Agonali, i carri allegorici, tornei e giostre, le attesissime corse dei cavalli berberi e la festa dei moccoletti coinvolgevano tutta la popolazione, richiamando viandanti e curiosi da mezzo mondo. Con l’avvento dei Savoia a Roma nel 1870, inizia il tramonto del Carnevale, soprattutto a causa dei molti incidenti che avvenivano durante i giochi e che mietevano diverse vittime tra il pubblico presente.

I luoghi del Carnevale nell’Urbe erano soprattutto Piazza Navona, dove venivano organizzate rappresentazioni ludiche e fuochi d’artificio, Piazza del Popolo, luogo di partenza dell’avvenimento più importante del Carnevale, la corsa dei Bèrberi, Via del Corso, lungo la quale si svolgeva la corsa che si concludeva a Piazza Venezia.

L’immortalità del carnevale romano è magnificata da scrittori e poeti del calibro di Goethe, Gogol, Stendhal, Dickens e Dumas, e dalla pittura di Caffi, Shor e Orlov.
Il 2 febbraio 2013 inizieranno i festeggiamenti romani che si chiuderanno il 12 febbraio.

Il Carnevale di Roma avrà il suo fulcro a Piazza del Popolo dove sarà allestito un apposito villaggio scenografico - offrirà alla città di Roma un ricco programma di eventi ed ospiterà per 11 giorni consecutivi, performance di commedia dell’arte, artisti di strada, fuochi barocchi, parate, mostre, attività per bambini, animazioni, spettacoli multimediali con proiezioni architetturali in 3D e soprattutto suggestivi eventi d’arte equestre, vero punto di forza della manifestazione.

domenica 9 dicembre 2012

ROMA: GALLERIA DORIA PAMPHILJ....un viaggio da non perdere!



Meta di questa proposta di itinerario è VIA DEL CORSO 305... non pensiate affatto che vi si stia consigliando di passeggiare per una delle vie romane più rinomate per gli acquisti, le nostre ambizioni sono stratosferiche :-) vi proponiamo di attraversare in poche ore 500 anni di storia di Roma.
Come al solito sveglia alle 8:30 e fate una sana colazione, al B&B ACQUEDOTTI ANTICHI ne fate di abbondantissime ...preparatevi tutto compresi i biglietti metro e si parte..........METRO A FERMATA SUBAUGUSTA (a 300mt dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma ) si scende alla fermata SPAGNA proprio di fronte all'uscita c'è via Condotti (altra famosissima via) la si percorre tutta fino ad incrociare via del Corso si gira a sinistra ed a poche centinaia di metri ci troviamo di fronte a Palazzo Doria Phamphilj.
Si entrar troviamo la biglietteria costo del biglietto 11 euro comprensivi di audio guide.
Ben arrivati nella Galleria, il cuore espositivo di Palazzo Doria Pamphilj. Qui, nei quattro bracci affacciati sul cortile interno con le sue splendide arcate rinascimentali, così come nelle due grandi sale adiacenti, la Sala Aldobrandini e quella dei Primitivi, si concentrano la maggior parte dei capolavori della collezione privata della famiglia Doria Pamphilj. Costruita sul nucleo originario della residenza del cardinale Fazio Santoro datata ai primi del Cinquecento la galleria è anche la parte di Palazzo Doria Pamphilj che nasconde la storia più antica e interessante, una storia fatta di nobiltà, politica e unioni tra alcune delle più grandi famiglie nobiliari italiane: dai Della Rovere agli Aldobrandini, dai Landi ai Doria Pamphilj.

Come tutto il palazzo, la Galleria Doria Pamphilj è quindi il risultato di evoluzioni, annessioni e allargamenti che si sono succeduti per ben 500 anni per giungere a presentarsi oggi ai nostri occhi in tutto il suo secolare splendore. Entriamo a scoprirla.


TIZIANO VECELIO : SALOME' CON LA TESTA DEL BATTISTA

Galleria Aldobrandini (1° braccio)

Le formule decorative qui adottate furono dette “ a uso chinese” , dal pittore Ginesio del Barba. In questo segmento hanno preso posto da allora vari capolavori. Sulla sinistra è appesa la serie delle Lunette Aldobrandini, di Annibale Carracci e di alcuni suoi affermati scolari, che promosserola pittura di paesaggio alla stregua dei generi di maggior successo. Nel giro di pochi anni quella tipologia raggiunse quotazioni assai alte, come indica la parabola professionale di Claude Lorrain, di cui sono ospitate sulla medesima parete quattro tele: le più famose sono Le nozze di Rebecca e La Processione al tempio di Delfi. Vi è poi una Lotta di Putti di Guido Reni, quasi una rappresentazione della lotta di classe fra amorini abbronzati (plebei) e pallidi (nobili), eseguita per ringraziare il marchese Facchinetti, dopo che l’ artista aveva rischiato un lungo soggiorno in prigione a causa di una lite con l’ Ambasciatore di Spagna. Si giunge all’ angolo, dove è un CAMERINO contenente il capolavoro della raccolta, il Ritratto di Innocenzo X, tela di Velázquez, la cui esecuzione s’ inserì nella politica internazionale del tempo, segnata dal riavvicinamento del papato alla Spagna. L’ immagine potentissima ritrae con assoluto realismo l’aspetto e finanche l’ animo del pontefice. Quell’ impresa fu subito famosa a Roma, dove però non produsse influenze fra gli artisti locali, come evidenzia il confronto con uno dei due busti ritratto dello stesso papa, eseguito in marmo da Gian Lorenzo Bernini e ospitato nello stesso ambiente. Nelle immagini lapidee il papa Pamphilj mostra un piglio retoricamente eroico.

Galleria degli Specchi (2° braccio)

Questo braccio della Galleria reca nel soffitto storie di Ercole, dipinte dal bolognese A. Milani (1733), secondo fantasiose ipotesi che intrecciavano mito e araldica dei Pamphilj. Alle pareti, eccettuata per un’antica copia da Raffaello e un dipinto su alabastro di A. Tempesta, sono affissi grandi specchi, i quali erano allora incomparabilmente più costosi di qualsiasi dipinto o scultura. Vennero fatti venire da Venezia, con cura e impegno economico importanti anche per il delicato trasporto. Furono poco dopo collocate qui le molte statue, in gran parte archeologiche, e il grande vaso in porfido egiziano, fra i maggiori esempi del genere, realizzato poco oltre metà Seicento.

Galleria Pamphilj (3° braccio)

Anche questo spazio fu decorato da Ginesio del Barba, qualche anno dopo il primo. Procedendo lungo le pareti spicca la straordinaria e misteriosamente incompiuta Allegoria del Correggio, il Riposo di Lorrain, un abbozzo per il S. Giuda di Barocci, il Battista e la S. Agnese del Guercino e, al centro, la Veduta del porto di Napoli di Pieter Bruegel il Vecchio, primizia della pittura di veduta e rara opera per cui si può certificare l’ esecuzione in Italia del grande artista fiammingo. Sopra di essa è un ovale di Guido Reni con la Madonna che adora il Bambino, la cui fama fu presto diffusa da decine di copie. Ripercorrendo lo stesso tratto si vede, fra le finestre, un Adamo ed Eva nell’ Eden di Jacopo da Ponte detto Bassano. In alto è una Madonna col Bambino e il Battista di Giovanni Bellini e del collaboratore romagnolo Rondinelli. A metà è il busto di Innocenzo X in porfido egiziano e bronzo, eseguito da Alessandro Algardi.

Quarto Braccio

Le grottesche di questo soffitto sono ottocentesche. La “ manica” inizia con il celebre busto di Alessandro Algardi di Olimpia Maidalchini Pamphilj, il cui manto gonfio di vento evidenzia l’ intima vicinanza fra le tendenze barocche e quelle classiciste, che pure erano allora contrapposte.
Algardi riuscì a rendere leggiadra la corpulenta principessa. Poco lontano sono le due notevoli tavolette del Parmigianino. Meritano attenzione un S. Girolamo di Ribera e una serie di straordinari pezzi di Jan Brueghel: le tavole dei Quattro elementi, due Paradisi terrestri e una Visione di S. Giovanni. Tornando a guardare le pareti fra le finestre, nella stesso percorso compiuto, si vedono opere fra cui spicca la notevole tavola con S. Sebastiano del veneziano Marco Basaiti. Al centro è il busto di Andrea Doria del 1844.

Sala Aldobrandini

Ospita lacerti di affresco che risalgono alle fasi più antiche del complesso edilizio (1507). La sala venne però ingrandita nel XIX secolo dall’architetto Andrea Busiri Vici e ancora ricostruita nel soffitto e nel pavimento dopo un crollo avvenuto nel 1956, a causa di una straordinaria nevicata. Al centro è una grande scultura di marmo bicromo di età Antonina, ritrovata ad Albano a metà Ottocento, raffigurante un Centauro e alle pareti una ricca serie di sculture archeologiche, fra cui spiccano alcuni sarcofagi.
Tra i quadri è necessario citare le due meravigliose tele con la Maddalena e il Riposo durante la Fuga in Egitto, del giovane Caravaggio. Un altro quadro di simile soggetto è di Pier Francesco Mola, grande pittore del Seicento, che aprì una lunga serie di contese legali fra artisti e committenti Pamphilj. Ad essa corrisponde la grande tavola con la Deposizione di Giorgio Vasari, già nella chiesa di S. Agostino e acquisita da Camillo Pamphilj nel 1661. Al centro è la grande pala con il Sacrificio di Noè dipinta da Ciro Ferri, pittore pienamente barocco, che eseguì vari importanti incarichi commissionatigli da principi della famiglia.

Sala dei Primitivi

È qui riunita una importante serie di quadri, in prevalenza eseguiti su tavola, supporto meno sollecitato dai mutamenti climatici e che offre una maggior stabilità ai dipinti. Spiccano l’ Annunciazione di Filippo Lippi, le Storie di S. Silvestro del Pesellino, quelle di S. Antonio Abate del Parentino, quelle della Vergine del senese Giovanni di Paolo e il tondo con le Mistiche Nozze di S. Caterina di Domenico Beccafumi.
Offre poi una rassegna sull’ arte a Ferrara nel primo Cinquecento la serie di pannelli dei maggiori pittori di quel periodo, stilisticamente ben connotati: il Garofalo, il Mazzolino e l’ Ortolano.
La splendida tavola di Memling con la Crocifissione costituisce, poi, uno degli esempi di maggior importanza del ricco patrimonio artistico Doria Pamphilj per quanto concerne la pittura dei Paesi Bassi.

Palazzo Doria Pamphilj ospita da secoli una collezione privata unica al mondo. Non è solo la qualità e il valore di questi capolavori a stupire, ma anche il loro numero: le opere sono così tante da rivestire completamente le pareti degli Appartamenti e i bracci della splendida Galleria.

Visitiamo gli APPARTAMENTI

SALA DEL TRONO



GLI APPARTAMENTI

Benvenuti negli appartamenti di Palazzo Doria Pamphilj, dimora di principi e principesse sin dalla seconda metà del seicento, quando Camillo Pamphilj volle ampliare l’ antico Palazzo, allora conosciuto come Palazzo Aldobrandini, con queste magnifiche stanze che si susseguono in infilata fino alla Galleria e con gli intimi salotti ad esse annessi. Gli appartamenti, ancora oggi abitati dagli attuali discendenti, furono variamente decorati, fino alla riconfigurazione impressa loro dai Doria dopo il 1763, anno in cui si trasferirono a Roma, avendo ottenuto il riconoscimento alla successione e alla fusione dinastica con i Pamphilj. Gli splendidi soffitti affrescati offrono così ancora oggi un’ interessante rassegna di pitture romane di quella fase del Settecento. Entrate a scoprire gli appartamenti dei principi Doria Pamphilj.

Sala di Giove

Affacciandosi nella sala si vedono, procedendo da sinistra, tele di G. Contarini, J.B. Weenix e G.B. Giovannini. Consoles e poltrone sono settecentesche, come pure la parte centrale del soffitto dipinto, mentre l’incorniciatura risulta successiva, di fine Ottocento.

Sala del Pussino

Il vastissimo ambiente è contraddistinto dai numerosi pezzi del Pussino, soprannome che Gaspard Dughet derivò dal cognato Nicolas Poussin, rispetto al quale ebbe una poetica più autonoma dai dogmi del Classicismo accademico. Le grandi tele più in alto, tranne quelle fra le finestre, risalgono al 1653/54 e ospitano figure eseguite da Guillaume Courtois (fig. * ). Furono probabilmente ordinate per le sedi laziali di Valmontone e Nettuno, ma presto vennero portate qui. Sotto, distribuita su tutte le pareti, è una serie di paesaggi priva di presenze umane e dai formati diversi: alcuni sono immensi, altri medi, sino a sottili verticali e a larghi sopraporta. Sono immagini della campagna romana, che pare compresa forse per la prima volta nella sua potente intensità estiva, senza le distrazioni derivanti dai temi iconografici caratterizzati dall’ uomo. Gran parte di questa sequenza fu in origine realizzata per oggetti che sono ora del tutto dimenticati, anche dagli studi. Si trattava di superfici dipinte su due facce, che servivano a dividere gli spazi e probabilmente a decorare e
proteggere dei letti, secondo criteri per qualche aspetto influenzati da contatti con l’ estremo Oriente.

Sala del Trono

La sala prende nome dal trono, il quale è rivolto alla parete e viene girato solo in caso di visita di pontefici, secondo un’antica usanza romana. Il soffitto fu dipinto da G. Agricola verso il 1768. I molti quadri di paesaggio a tempera si abbinano agli olii dell’ambiente contiguo. Spettano in maggioranza a G.B. Giovannini, “pittore di casa” del cardinal Benedetto Pamphilj. Ricche poltrone e consoles del secondo Seicento e dell’inizio del secolo seguente caratterizzano l’arredamento.

Sala Azzurra

Il soffitto con Agar e l’Angelo si deve a P. Angeletti e rientra nel ciclo compiuto a ridosso del 1768. qui sono affissi vari ritratti ottocenteschi di Filippo Andrea V Doria Pamphilj e della sua famiglia, in prevalenza eseguiti da A. Capaldi.

Salone dei Velluti

(soffitto di Liborio Marmorelli, ca 1768). Alle pareti sono i velluti controtagliati che denominano la sala. Qui si trovano due importanti busti-ritratto scolpiti da Alessandro Algardi, nonché pregiati mobili, su cui poggiano piani in marmo bianco e nero d’ Aquitania. Tali materie lapidee, variamente colorate, erano ottenute spesso riutilizzando frammenti archeologici, come mostrano molti altri pezzi della Galleria e, in generale, della Roma barocca. Due delle quattro tele maggiori, quelle con Agar e col Sacrificio d’ Abramo spettano a Pasquale Chiesa, pittore di Genova da poco riscoperto. L’ altra Agar è del giovane Mattia Preti. La serie con le Apollo e le Muse fu eseguita da Giuliano
Bugiardini, un pittore fiorentino del Rinascimento, mentre un quarto elemento con Le arti è un completamento della sequenza, eseguito da Marco Benefial nel 1713.

Saletta Verde

Decorata nel soffitto dal David e Abigail di D. Corvi (ca 1768), la sala è improntata a un gusto venezianeggiante: ospita straordinari pezzi del primo Settecento, insieme a modesti elementi del secolo successivo. Fra i quadri spicca la notevole veduta di Piazza S. Marco, di J. Heintz il giovane.

SALA DA BALLO




Sala da Ballo

Si tratta di un ambiente caratterizzato da interventi del secondo Ottocento ad opera di Andrea Busiri Vici. Della precedente decorazione restano le grisaglie sulle parti curve del soffitto (e una grande tela che era al centro, rimossa da circa un secolo dopo aver subito gravi danni). Tra gli oggetti conservati nello stallo dell’ orchestra vanno segnalati: una gabbia per uccelli datata 1767, un’arpa del XVIII secolo e due antiche livree. Lo spazio a fianco, il cui soffitto fu dipinto da Antonio Nessi verso il 1768, ospita quadri di pregio.

Sala Giallo

Sul soffitto è un altro dipinto di G. Agricola (Rebecca al Pozzo, ca 1768). Alle pareti sono notevoli arazzi sottili settecenteschi della manifattura di Gobelins, raffiguranti 12 antiche divinità. Si vede poi un Ritratto di Giacomo Stuart, Pretendente cattolico al trono di Scozia e Inghilterra, morto a Roma nel 1766.