Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma

martedì 14 gennaio 2014

INTORNO A ROMA :UNA GIORNATA A TIVOLI

Tivoli   dista da Roma  poco più di 30 km  ed è  uno dei comuni più grandi del Lazio per arrivare in auto a Tivoli partendo dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI si impiegano meno di 45 minuti  in una  condizione di traffico normale.
Se invece volete recarvi a Tivoli servendovi dei mezzi pubblici il tempo di percorrenza sarà un po' di più ma potrete rilassarvi leggendo magari la guida su Tivoli che il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI  mette a disposizione dei suoi ospiti.


Come arrivare
Tivoli (30 km da Roma) è raggiungibile: 
con i mezzi pubblici: partendo dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI con la metro A fermata Subaugusta fino a Termini poi  con il  treno FS, fermata Stazione di Tivoli a circa 300 m dall’ingresso di Largo Sant’Angelo;
con i mezzi pubblici: partendo dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI con la metro A fermata Subaugusta fino a Termini dove si prende la metro B  e  poi con pullman COTRAL o alla  Stazione Tiburtina (fermata metro B Tiburtina FS)  o Ponte Mammolo, (fermata metro B Ponte Mammolo)  fermata Tivoli;
con l'automobile: Autostrada A24 Roma- L’Aquila, uscita Castel Madama, proseguire per Tivoli seguendo le indicazioni. 


Tivoli è famosa in tutto il mondo per le sue bellissime ville: Villa d’EsteVilla Gregoriana e la bellissima villa romana dell’imperatore Adriano 



Tivoli non è solo questo, ci sono tantissime altre bellezze artistiche “nascoste” da poter visitare e vedere: la cittadella, la chiesa di San Silvestro, il Tempio di Ercole vincitore (recedente restaurato e aperto al pubblico), il Duomo, la Mensa ponderaria, il palazzo comunale, la chiesa di Santa Maria Maggiore (conosciuta come San Francesco per i Tiburtini), la chiesa di San Biagio, la casa gotica, la Rocca Pia, piazza Campitelli e le tantissime case torri del centro storico.
Tivoli è una città perfetta per essere visitata a piedi infatti   le attrazioni distano tutte pochi metri l’una dall’altra e con un  giorno si riesce benissimo a visitarla ed a goderla pienamente.  Quindi ribadiamo il modo migliore per muoversi per l’antica Tibur è a piedi. Camminando per le strade del centro storico sono da notare con attenzione  i fantastici palazzi seicenteschi e i piccoli dettagli che hanno reso questo comune una delle più belle città d’arte italiana.
Il nostro itinerario parte da Villa Adriana (Patrimonio dell’UNESCO) la bellissima residenza imperiale di Adriano costruita nella campagna tiburtina. Luogo adatto per una passeggiata tra storia e  natura.


Costruita tra il 118 e 138 d.C. da  Adriano (Publius Aelius Hadrianus) nato probabilmente ad Italica, presso Siviglia (Spagna), il 24 gennaio del 76 d.C.; adottato da Traiano, cugino del padre, gli successe nell’Impero nel 117 d. C.
La Villa si distribuì su un’area di almeno 120 ettari, su un pianoro tufaceo compreso tra due fossi, quello dell’acqua Ferrata ad est e quello di Risicoli o Rocca Bruna ad ovest. Per realizzare  un complesso così grandioso Adriano decise di spostare la propria residenza fuori della capitale, scegliendo un territorio verde e ricco di acque, nei pressi di Tivoli, a 28 km da Roma, sui banchi tufacei che si allargano ai piedi dei Monti Tiburtini.
Attualmente l’area visitabile è di ca. 40 ettari.
Le fonti letterarie ci tramandano che Adriano, personalità estremamente versatile, amò in particolar modo l’architettura, cui si dedicò personalmente; le caratteristiche dell’impianto della Villa, che si differenziano dalle consuetudini architettoniche dell’epoca, dimostrano fuori ogni dubbio questa sua partecipazione e competenza. A Roma, un esempio in tal senso può essere costituito dal Tempio di Venere e Roma, eretto nel Foro, ma anche  il Pantheon, rifacimento del precedente tempio costruito da Agrippa, da alcuni studiosi attribuito ad Apollodoro di Damasco, architetto ufficiale dell’imperatore Traiano, fu costruito in forma nuova e con tecniche innovative. A Roma si conserva un altro importante monumento fatto erigere da Adriano, Castel Sant’Angelo, originariamente  destinato a tomba dell’imperatore e successivamente trasformato in fortezza dello Stato Pontificio.
La Villa comprende edifici residenziali, terme, ninfei, padiglioni, giardini che si alternano secondo una distribuzione del tutto inusuale, che non rispecchia la consueta sequenza di ville e domus, anche imperiali.
I vari edifici erano collegati fra loro, oltre che da percorsi di superficie, anche da una rete viaria sotterranea carrabile e pedonale per i servizi.
Straordinaria era la ricchezza della decorazione architettonica e scultorea della villa che è stata oggetto di frenetiche e sistematiche ricerche a partire dal Rinascimento.  Le spoliazioni di marmi, avvenute già in età medioevale per reimpieghi di vario tipo, hanno determinato una dispersione tale dell’apparato decorativo della villa, che quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto dell’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.
 Nel 1999 Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Orario
L’Area Archeologica di Villa Adriana è aperta tutti i giorni dalle ore:

9-17 dal 2 gennaio al 31 gennaio
9-18 dal 1 febbraio al 29 febbraio
9–18.30 dal 1 marzo all’ultimo sabato di marzo
9–19 dall’ultima domenica di marzo al 30 aprile
9–19.30 dal 1 maggio al 31 agosto
9–19 dal 1 settembre al 30 settembre
9–18.30 dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre
9-17 dall’ultima domenica di ottobre al 31 dicembre
La biglietteria chiude un'ora e mezza prima
L'Area Archeologica  è chiusa il  1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie
Biglietti
8 euro



CANOPO E SERAPEO


LE GRANDI TERME 


LE GRANDI TERME


LA SALA DEI FILOSOFI


TEATRO MARITTIMO 


                                         NINFEO E TEMPIO DI VENERE



Dopo aver visitato la villa si sale e percorreremo  la vecchia strada che portava a Tivoli: la via del Colle. Questa via ci farà ammirare bellissimi paesaggi, l’antico tempio della Tosse, l’antica porta della città chiamata Porta del Colle, la Casa Gotica e il Tempio d’Ercole vincitore. Proseguendo per la strada si arriva alla piazza del Duomo, e' d'obbligo  entrare a vedere la Basilica di San Lorenzo (Il Duomo) e la mensa ponderaria. All’interno del duomo di Tivoli è presente una bellissima “Deposizione Lignea” del XII – XIII secolo.
Proseguiamo il nostro itinerario passando per Via della Missione la strada che collega il centro storico con la città “nuova”, percorrendo la via faremo una sosta in piazza Campitelli, una delle più belle piazze della città, e alla chiesa di San Silvestro. Visitate le due attrazioni continuiamo la  passeggiata facendo visita alla bellissima Villa d’Este(Patrimonio dell’UNESCO)  uno dei più belli giardini Rinascimentali italiani.


Villa d’Este, capolavoro del giardino italiano e inserita nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco.
Il giardino va per di più considerato nello straordinario contesto paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, che presenta sia i resti prestigiosi di ville antiche come Villa Adriana, sia un territorio ricco di forre , caverne e cascate, simbolo di una guerra millenaria tra pietra e acque. Le imponenti costruzioni e le terrazze sopra terrazze fanno pensare ai Giardini pensili di Babilonia, una delle meraviglie del mondo antico, mentre l’adduzione delle acque, con un acquedotto e un traforo sotto la città, rievoca la sapienza ingegneresca dei romani.
Il cardinale Ippolito II d’Este, dopo le delusioni per la mancata elezione pontificia, fece rivivere qui i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fointanebleau e rinascere la magnificenza di Villa Adriana. Governatore di Tivoli dal 1550, carezzò subito l’idea di realizzare un giardino nel pendio dirupato della “Valle gaudente”, ma soltanto dopo il 1560 si chiarì il programma architettonico e iconologico della Villa, ideato dal pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani.
Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione di protagonisti del tardo manierismo romano come Livio Agresti, Federico Zuccari,Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta. La sistemazione era quasi completata alla morte del cardinale (1572).
Dal 1605 il cardinale Alessandro d'Este diede avvio ad un nuovo programma di interventi per il restauro e la riparazione dei danni alla vegetazione e agli impianti idraulici, ma anche per creare una serie di innovazioni all'assetto del giardino e alla decorazione delle fontane.
Altri lavori furono eseguiti negli anni 1660 - 70, quando fu coinvolto lo stesso Gianlorenzo Bernini.
Nel XVIII secolo la mancata manutenzione provocò la decadenza del complesso, che si aggravò con il passaggio di proprietà alla Casa d'Asburgo. Il giardino fu pian piano abbandonato, i giochi idraulici, non più utilizzati, andarono in rovina e la collezione di statue antiche, risalente all'epoca del Cardinal Ippolito, fu smembrata e trasferita altrove.
Questo stato di degrado proseguì ininterrotto fino alla metà del XIX secolo, quando il cardinale Gustav von Hohelohe, ottenuta in enfiteusi la villa dai duchi di Modena nel 1851, avviò una serie di lavori per sottrarre il complesso alla rovina. La villa ricominciò così ad essere punto di riferimento culturale, e il cardinale ospitò spesso, tra il 1867 e il 1882, il musicista Franz Liszt (1811 - 1886), che proprio qui compose Giochi d'acqua a Villa d'Este, per pianoforte, e tenne, nel 1879, uno dei suoi ultimi concerti.
Allo scoppio della prima guerra mondiale la villa entrò a far parte delle proprietà dello Stato Italiano, fu aperta al pubblico e interamente restaurata negli anni 1920-30. Un altro radicale restauro fu eseguito, subito dopo la seconda guerra mondiale, per riparare i danni provocati dal bombardamento del 1944.  A causa delle condizioni ambientali particolarmente sfavorevoli, i restauri si sono da allora susseguiti quasi ininterrottamente nell’ultimo ventennio (fra questi va segnalato almeno il recente ripristino delle Fontane dell’Organo e del “Canto degli Uccelli”).



FONTANA DELLA ROMETTA



LE CENTO FONTANE



LE PESCHIERE E LA FONTANA DEI DRAGHI VISTE DALLA TERRAZZA DELL'ORGANO




SALONE DELLA FONTANA


Orario
8.30 – 1h prima del tramonto
Giorni di chiusura: tutti i lunedì, il 
1 gennaio, il 1 maggio e il 25 dicembre. 
I lunedì festivi, il monumento è aperto al pubblico e la chiusura settimanale viene posticipata al primo giorno feriale successivo.
Biglietti
intero 8.00 €
ridotto 4.00 € per cittadini UE tra 18 e 24 anni


La nostra passeggiata prosegue per Via del Trevio, il Corso di Tivoli, per ammirare i bellissimi palazzi del XVI e XVII secolo insieme alla chiesa di San Biagio  poi si prosegue , per concludere la visita della città, con l’escursione alla Villa Gregoriana.


Anno di grazia 1826. Una spaventosa ondata di piena fa tracimare le acque del fiume Aniene, trascinando via quasi tutte le abitazioni situate nella parte più antica della cittadina laziale. Il disastro induce il governo dello Stato pontificio ad intervenire.
Quasi tutti i progetti presentati propongono la costruzione di muraglioni e argini, deviando le eventuali piene verso emissari; invece Clemente Folchi idea di traforare il Monte Catillo realizzando dei cunicoli che deviano il corso dell'Aniene creando, dopo un'ardita galleria, una grandiosa cascata.
Il 9 giugno 1832 Gregorio XVI firma l'ordine di esecuzione dei lavori che non si limitano alla sola deviazione del fiume ma anche alla costruzione di due vaste piazze (Piazza Rivarola e Piazza Massimo) congiunte dal solido ed elegante Ponte Gregoriano.
La spesa complessiva, calcolata in 284 mila scudi, è sostenuta per i 3/10 dall'erario, per i 5/10 dai contribuenti dello Stato Pontificio, e per i 2/10 dalla Comunità tiburtina. Il progetto è portato a termine in meno di due anni, a partire dal 6 luglio 1832. L'inaugurazione ufficiale avviene il 7 ottobre 1835: il Papa Gregorio XVI assiste da un punto, detto “il Trono”, all'eccezionale salto della cascata artificiale gregoriana, così chiamata come l'omonimo ponte e cunicoli. Si decide di utilizzare il vecchio letto del fiume e le scoscese pareti che lo serrano per realizzare una fantastica passeggiata. In una natura di grande suggestione, tra formazioni calcaree, grotte, anfratti e resti archeologici, viene creato a Tivoli il parco "Villa Gregoriana".
Nel 1870 il parco passa dal Demanio Pontificio a quello dello Stato Italiano e rimane la principale attrattiva del turismo tiburtino fino alla Prima Guerra Mondiale, anno in cui lo Stato acquisisce Villa d'Este. Nonostante la singolare bellezza del luogo ed il riconosciuto valore storico artistico, il parco "Villa Gregoriana" è rimasto chiuso al pubblico per molti anni, principalmente a causa della mancata manutenzione, che ha prodotto il grave e diffuso stato di degrado tanto nel patrimonio della vegetazione che nelle strutture.
A partire dal 12 maggio 2005, dopo un lungo intervento di restauro effettuato ad opera del FAI, la Villa è stata aperta a tutto il pubblico interessato a godere delle sue meraviglie. 



TEMPIO DELL'ACROPOLI




CANALE MOLLIS





CUNICOLI GREGORIANI
Orario
8.30 – 1h prima del tramonto
Giorni di chiusura: tutti i lunedì, il
1 gennaio, il 1 maggio e il 25 dicembre. I
lunedì festivi, il monumento è aperto al pubblico e la chiusura settimanale viene posticipata al primo giorno feriale successivo.
Biglietti
intero 8.00 €
ridotto 4.00 € per cittadini UE tra 18 e 24 anni

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