Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI
Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma

sabato 19 gennaio 2013

PARCHI E VILLE DI ROMA. ROMA CAPITALE VERDE D'EUROPA







Roma città più verde d’Europa con il 68% del suo territorio ricoperto di parchi, giardini e pinete. Roma, nel 2007 ha conquistato il titolo di capitale più verde d'Europa quindi è ufficialmente la città in Europa con la maggior percentuale di territorio ricoperto da aree verdi.



Roma possiede un patrimonio ambientale incredibile e all'interno di questo ci sono alcune realtà che vanno guardate con un occhio di riguardo: la bellezza dei loro giardini, l’originalità delle soluzioni architettoniche e la ricchezza di contenuti artistici, i parchi e le ville di Roma rappresentano spesso veri e propri musei all’aperto tanto da rappresentare da sempre l’anima aristocratica della capitale: le vicende storiche delle aree verdi di Roma forniscono il documento della sua cultura, divenendo la storia stessa della città. E’ grazie al verde dei parchi, delle ville e dei giardini se a Roma, possiamo oggi ammirare alcune vedute indimenticabili quali, ad esempio: il ricamo vegetale nel Giardino del Lago di villa Borghese, i viali ombrosi di villa Celimontana, la girandola dei Pini di villa Paganini, la visione in controluce di villa Sciarra al Gianicolo, lo scorcio del Colosseo visto dal parco del Colle Oppio, i grandi scenari degli antichi acquedotti nel Parco dell’Appia Antica, gli incredibili tramonti dalla terrazza del Pincio. A Roma il verde contribuisce a creare tutta una sinfonia di colori, di luci e di ombre che induce a meditare sulla grandezza del creato e sulle opere dell'uomo ispirate alla natura.

Il verde c’è dunque ed è bello e gratuito, proprio per questo il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI vuole raccontarvi e descrivervi i molti parchi e villa che fanno di Roma la città più verde d'Europa senza dimenticare che tra questo verde scorrono millenni di storia e cultura italiana, europea, mondiale!

Il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI si trova in un quartiere , l'Appio Claudio, molto silenzioso e tranquillo ma che offre un'ampia scelta di ristoranti e locali nonché svaghi ed è inoltre a meno di 300 metri dalla fermata SUBAUGUSTA della metro A, questo rende comodo e piacevole l'immergersi nei ritmi romani perchè si è certi che la sera tornando a casa il riposo, il relax ed il silenzio creeranno quella magica atmosfera che vi permetterà di godere a pieno della vacanza romana.


Inizieremo a descrivervi il Parco degli Acquedotti che si trova di fronte al B&B Acquedotti Antichi ed è quindi raggiungibile a piedi in meno di 3 minuti...


Il Parco degli Acquedotti fa parte del Parco Regionale dell'Appia Antica, al suo interno comprende edifici antichi, tra cui la villa delle Vignacce e il casale di Roma Vecchia. La villa detta le Vignacce è una delle più grandi ville suburbane di questa zona. I resti conservati della villa si riferiscono ad un grande complesso termale e ad una cisterna a due piani, alimentata dal vicino Acquedotto Marcio. Il Casale di Roma Vecchia e la località in cui si trova sono così chiamati in quanto, data la grande estensione delle sue rovine, nel Settecento si riteneva che queste appartenessero ad un’altra città antica simile a Roma. Si tratta di un casale-torre, situato lungo la via Latina, probabilmente sul luogo di una antica stazione di posta, risalente al XIII secolo. La zona, destinata a verde pubblico, negli anni 80, fu inserita nel Parco dell'Appia Antica.





Parco dell'Appia Antica - Appio Pignatelli - via Appia Antica

Il Parco Archeologico Urbano dell’Appia Antica è un’area protetta creata nel 1988 che include la vasta zona archeologica nella zona sud orientale di Roma e offre al visitatore un’esperienza indimenticabile, in una cornice suggestiva dove si fondono in perfetta armonia aspetti naturalistici e importanti monumenti archeologici, elementi che da sempre caratterizzano questa zona dell’Agro Romano compresa tra Roma e i Castelli Romani. Per salvaguardare e valorizzare questo immenso patrimonio storico-naturalistico è stato istituito il Parco dell’Appia Antica, che ha come punto di riferimento principale proprio la Via Appia, definita dagli antichi “Regina viarum”. La superficie del territorio compreso nel perimetro del Parco è di circa 3.400 ettari e comprende il Parco dell’Appia Antica propriamente detto, relativo ai primi 16 chilometri della Regina Viarum da Porta San Sebastiano a Frattocchie, la valle della Caffarella (200 ettari), Il Parco delle Tombe di via Latina (6 ettari), Parco degli Acquedotti (310 ettari incluse la villa dell Vignacce e la villa dei Sette Bassi); Il Parco di Tor Fiscale (24 ettari circa), la Tenuta di Tormarancia (220 ettari) e quella della Farnesiana (180 ettari). Il primo tratto del Parco comincia dalle mura Aureliane, dove la via Appia esce da porta S. Sebastiano. Da qui fino al Belvedere di Cecilia Metella la strada è chiusa da entrambi i lati dai muri di cinta delle grandi tenute di epoca post-rinascimentale; qui si trovano inoltre alcune delle più importanti catacombe cristiane, tra cui quelle di S. Callisto e di S. Sebastiano. Il tratto compreso tra il Circo di Massenzio, il mausoleo di Cecilia Metella ed il Grande Raccordo Anulare è ricco di testimonianze archeologiche costituite principalmente dalle tombe monumentali poste lungo la strada; di quest’ultima si conserva per lunghi tratti il basolato originale. Tra la via Appia Antica e la via Appia Nuova si trova inoltre l’imponente complesso della Villa dei Quintili. Dopo il Raccordo Anulare, il paesaggio si apre sulle grandi tenute dell’Agro Romano fino ai Castelli Romani. Un altro aspetto del paesaggio dell’Agro Romano è offerto dalla cosiddetta area degli acquedotti, compresa tra la via Appia Nuova e la via Tuscolana e caratterizzata dalla presenza delle grandi arcate superstiti degli acquedotti che portavano l’acqua a Roma dai vicini colli, mirabili opere d’ingegneria degli antichi Romani. La sede del Parco dell’Appia Antica, punto di partenza delle visite guidate, si trova nei locali della ex Cartiera Latina. La via Appia è chiusa al traffico nei giorni festivi e costituisce il luogo ideale per passeggiate a piedi o in bicicletta alla scoperta di un immenso patrimonio naturalistico e storico-artistico veramente unico al mondo.




Parco Torre del Fiscale - Tuscolano - via dell'Acquedotto Felice

Il parco, inserito all’interno del Parco Regionale dell'Appia Antica, prende il nome dalla Torre del Fiscale (XII-XIII secolo) ed è ricco di resti storici, tra cui il tracciato dell'antica Via Latina, con la presenza di sepolcri e resti di ville romane, oltre ad un piccolo borgo in cui sembra che il tempo si sia fermato. Il Parco di Tor Fiscale offre scenari unici: qui si possono osservare attraverso le arcate degli Acquedotti Romani, i vecchi casali agricoli. Tor Fiscale ancora conserva un nucleo storico-archeologico-ambientale di notevole pregio che lascia stupiti i visitatori che ne appezzano la straordinaria atmosfera distaccata con verde, suoni notturni lontani dal traffico e scorci di paesaggi antichi, che condizionano positivamente l’immaginario.






Parco della Caffarella - Appio Latino - via della Caffarella

Il Parco e la valle della Caffarella costituiscono parte integrante del Parco dell'Appia Antica. La valle della Caffarella prende il nome dalla famiglia che possedeva il più grande dei casali sparsi in questa campagna. E’ ricco di monumenti che sono stati costruiti nel corso dei secoli: nell'area si conservano, in un suggestivo paesaggio agricolo, numerosi resti di ninfei, di sepolcri e di templi. Le notizie più antiche risalgono al III secolo a.C. quando parte della Caffarella era posseduta dalla famiglia di Attilio Regolo. Nel II secolo d.C. fu proprietà della famiglia di Annia Regilla, che lo portò in dote al facoltoso e potente marito Erode Attico. Alla morte di questo, dal III secolo d.C., la tenuta entrò a far parte del Demanio imperiale. Fu allora che Massenzio vi edificò il suo palazzo, il circo e la tomba del figlio Romolo. Dopo la caduta dell’impero tutta l’area fu progressivamente abbandonata e incorporata nel patrimonio ecclesiastico. Nel medioevo la zona divenne strategicamente importante e furono costruite numerose torri fortificate. Fu nel XVI secolo che la valle assunse il nome definitivo: i Caffarelli, nuovi proprietari, ricondussero il complesso ad una funzionale azienda agricola, al centro della quale edificarono il casale della Vaccareccia. Il fondo passò poi nel 1695 ai Pallavicini, e da questi nel 1816 ai Torlonia. La storia recente è una storia di difficili espropri che hanno permesso la creazione di un Parco pubblico di importante valore naturalistico. Si tratta, infatti, di un parco con una grande varietà di specie botaniche e di ambienti che vanno dai campi coltivati a piccoli e fitti boschi popolati da una ricca fauna.





Parco 17 aprile 1944 - Tuscolano - via Monte del Grano

Il Parco prende il nome dalla data che il 17 aprile 1944 quando le truppe d’occupazione tedesche rastrellarono circa duemila abitanti del Quadraro inviandone un migliaio verso i campi di concentramento da cui fecero ritorno in meno della metà. Il giardino si sviluppa intorno al mausoleo conosciuto come Monte del Grano per la sua forma simile ad un moggio di grano rovesciato, risalente al II secolo: si tratta del terzo mausoleo, in ordine di grandezza, di Roma dopo la Mole Adriana ed il Mausoleo di Augusto. Il sarcofago, rinvenuto nel monumento nel XVI secolo ed ora conservato ai Musei Capitolini, era stato erroneamente identificato con quello di Alessandro Severo ma comunque la sua monumentalità fa ritenere che vi fosse sepolto un membro di una famiglia imperiale. Nel secondo dopoguerra l’area intorno al mausoleo ha subito un intenso processo di urbanizzazione che ha cambiato radicalmente l’aspetto di tutta l’area.


Parco del Colle Oppio - Monti - viale del Monte Oppio

Il parco di Colle Oppio si estende su una buona parte della superficie anticamente occupata dalle Terme di Traiano e di Tito e custodisce i resti della Domus Aurea ma passeggiando lungo i viali si può godere di magnifici scorci del Colosseo e del Palatino. Il Colle Oppio fu sede di intensa urbanizzazione e di realizzazioni architettoniche in età romana, poi durante il Medioevo venne progressivamente abbandonato e per larga parte occupato da giardini ed orti. Nel 1871, nell'ambito delle programmazioni urbanistiche rese necessarie dalle nuove esigenze di Roma capitale, l'area venne destinata a giardini pubblici e fu inserita nel progetto di tutela e valorizzazione della cosiddetta "zona monumentale riservata". Il primo nucleo del parco fu realizzato tra il 1928 ed il 1932, dall'architetto Raffaele de Vico. Il giardino si impernia sull'incrocio di due assi viari principali (Viale Mizzi e Viale della Domus Aurea) dotati di ingressi monumentali ed arricchiti da una serie di fontane realizzate sfruttando la naturale pendenza dei luoghi. Tra queste, vanno ricordate la fontana delle anfore, il grande ninfeo con decorazioni in tufo e le due fontane gemelle affacciate su Via Labicana. La vegetazione presenta una piacevole sintesi tra piante mediterranee (pini, lecci, cipressi, oleandri), essenze esotiche tipiche del giardino paesistico (palme) e specie tipiche dei giardini antichi (rose, mirto, alloro).


Villa Aldobrandini - Monti - via Mazzarino

La villa, situata sull'estremità del colle del Quirinale, è stata realizzata nella seconda metà del Cinquecento dall'architetto Carlo Lambardi per la famiglia Vitelli che successivamente la cedette agli Aldobrandini. Giacomo Della Porta, architetto di fiducia dei nuovi proprietari, dotò il palazzo di scale e logge e di una facciata continua sul giardino che fu arricchito con alberi ad alto fusto, mentre I viali furono arredati con statue, vasi, cippi, ed alcune fontane. Nel 1926, ormai ridotta di dimensioni per l'apertura di via Nazionale, passò allo Stato italiano: Il palazzo e parte del giardino, oggi chiusi al pubblico, furono assegnati all'Istituto Internazionale per l'Unificazione del Diritto Privato; il resto del parco, è passato al Comune di Roma che lo ha aperto al pubblico e su progetto di Cesare Valle, fece costruire nel 1938 una scalinata per il nuovo ingresso pubblico su via Mazzarino. L'apertura del tracciato di Via Nazionale, alla fine del XIX secolo, ha sacrificato gran parte del giardino storico ed ha trasformato la villa in un giardino pensile al quale si accede salendo circa 90 scalini articolati in due rampe che partono da Via Mazzarino. Grazie alla sua struttura circolare e alla sua posizione a strapiombo su largo Magnanapoli, è possibile ammirare suggestivi scorci dei Mercati Traianei, della Salita del Grillo e del palazzo del Quirinale.



Giardini del Quirinale - Trevi - via del Quirinale

I giardini del Quirinale rappresentano una delle aree verdi più belle e affascinanti della Capitale. Famosi per la loro posizione privilegiata che li costituiscono quasi come "isola" sopraelevata su Roma, sono stati nel corso dei secoli modificati a seconda dei gusti e delle necessità della corte papale. L'attuale sistemazione integra il giardino "formale" seicentesco prospiciente il nucleo originale del palazzo con il giardino "romantico" della seconda metà del Settecento, conservando di quell'epoca la Coffee House edificata da Ferdinando Fuga come sala di ricevimento di Benedetto XIV Lambertini. Complessivamente, giardini del Quirinale misurano 4 ettari, che iniziano con il grande viale delle palme per proseguire con sentieri tracciati da siepi di bosso e alloro arricchiti da molte fontane. Palme, pini, lecci, camelie, magnolie, rose e cedri del Libano contribuiscono a rendere ancora più suggestiva la vista magnifica su tutta Roma che da qui si può ammirare. Una particolarità dei giardini del Quirinale è il famoso organo ad acqua, tuttora funzionante tramite una piccola cascata con un salto di 18 metri proveniente dalla collina, sufficiente ad alimentare l'organo per non più di mezz'ora.
Oggi il Palazzo e i giardini sono residenza del Presidente della Repubblica italiana e sono aperti al pubblico solo in occasione della Festa della Repubblica.





Parco di S. Andrea al Quirinale - Trevi - via Piacenza

Il parco è annesso al complesso conventuale di S. Andrea al Quirinale. I religiosi che rientravano dalle missioni in lontani paesi avevano la tradizione di riportare piante sconosciute, che venivano ospitate nel parco: per questo oggi si possono ammirare i bellissimi cedri secolari e un esemplare di canfora di notevoli dimensioni.
Il terreno venne espropriato nel 1871 dal Ministero della Real Casa, nell'ambito delle sistemazioni progettate dopo il 1870, che prevedevano la sistemazione dei Ministeri e del Parlamento, le strutture pubbliche più importanti del nuovo regno, vicino al Palazzo Reale del Quirinale. Nel 1887 furono affidati a Giuseppe Roda, giardiniere reale, i lavori per la realizzazione di un giardino che venne realizzato nel 1888. Nel 1969, per iniziativa del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, il giardino fu aperto al pubblico, anche se la consegna ufficiale al Comune avvenne solo nel 1998.



Giardino di Carlo Alberto - Trevi - via Piacenza

Il giardino, situato di fronte al Palazzo del Quirinale, era originariamente chiamato anche Giardino del Quirinale ma successivamente prese il nome dal monumento equestre di Carlo Alberto di Savoia qui montato nel 1900. Il giardino fu creato per la visita a Roma dell'imperatore Guglielmo II nel 1889, ospitato nell'ala del Palazzo del Quirinale antistante. Per la venuta dell'imperatore fu possibile solo la creazione di un giardino effimero che durò il tempo della visita ed il giardino definitivo fu realizzato nel 1893-94, quando furono costruiti un laghetto e uno spazio ellittico centrale circondati da vialetti con pregiate varietà di piante sia mediterranee che esotiche.


Passeggiata del Pincio - Campo Marzio - salita del Pincio

La Passeggiata del Pincio venne concepita dall'amministrazione napoleonica, insediata a Roma dal 1810, per soddisfare molteplici esigenze di natura urbanistica e sociale: la più importante era la sistemazione della stessa piazza del Popolo come ingresso principale a Roma da Nord, poi vi era l'esigenza di dotare la seconda città dell'impero di uno spazio urbano finalizzato allo svago e alla salute del popolo. Quando nel 1814 l'impero napoleonico si dissolse, i lavori del Pincio, già iniziati secondo il progetto dell'architetto francese Berthault, proseguirono sotto il restaurato governo pontificio e furono diretti dal Valadier. Portata a compimento tra il 1811 e il 1823, la Passeggiata del Pincio è stata, fino alla metà del '900, il vero e proprio parco cittadino, la promenade urbana, il giardino dove i romani hanno potuto gustarvi innumerevoli eventi e spettacoli, dalle girandole pirotecniche ai concerti bandistici in voga a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, fino agli appuntamenti musicali odierni. Ancora oggi è meta di passeggiate e il piazzale Napoleone, che si affaccia su Piazza del Popolo, è una delle mete preferite dai romani e dai turisti. A piazzale Napoleone I, dal cui Belvedere si gode uno dei più affascinanti panorami di Roma, ha inizio la serie di 229 busti di uomini illustri, collocati a partire dal 1849. Alle spalle del belvedere è un grande slargo ed in asse con il piazzale è una fontana rotonda al centro del quale è stato posto nel 1868 il gruppo che rappresenta Mosè affidato alle acque del Nilo. Sul Viale dell'Orologio si trova l'orologio ad acqua attribuito al padre domenicano Giovanni Battista Embriago e qui collocato nel 1873 al centro di un laghetto circondato da una cancellata di ferro. Il Viale dell'Obelisco è ancora organizzato in massima parte secondo il progetto originario del Valadier che aveva ideato una fusione tra il giardino all'italiana e il giardino romantico all'inglese. A metà del viale si erge l'obelisco che l'imperatore Adriano aveva dedicato al suo favorito Antinoo: rinvenuto nei pressi di Porta Maggiore, l'obelisco venne trasportato e collocato al Pincio nel 1822 per volere di Pio VII. Tutta questa zona è organizzata in funzione della Casina Valadier, realizzata nel 1813 da Giuseppe Valadier che ristrutturò il preesistente casino Della Rota in caffè, facendolo diventare uno dei punti focali della passeggiata.





Villa Medici - Campo Marzio - via della Trinità dei Monti

Lo spazio in cui sorge la villa, in epoca romana, era occupato dagli Horti Luculliani; caduto l'impero, la sua posizione periferica ne causò l'utilizzazione a vigna fino a quando nel 1576 la proprietà fu acquisita dal cardinale Ferdinando de' Medici, che commissionò i lavori della villa a Bartolomeo Ammannati. Secondo il gusto dell'epoca, una parte dei ruderi furono interrati, mentre bassorilievi e statue romane riemerse dalle vigne venivano incastonate, in una sorta di grande museo all'aperto, nella facciata della villa e nel grande giardino. Per un secolo e mezzo la villa fu uno dei luoghi più eleganti e mondani di Roma, sede degli ambasciatori del Granducato di Toscana alla corte papale. Quando, nel 1737, la linea granducale dei Medici si estinse, la villa passò ai Lorena, come il Granducato, la villa venne progressivamente spogliata di tutte le sue collezioni a seguito del desiderio dei Lorena di radunare a Firenze tutte le collezioni medicee.
Durante l'età napoleonica, Bonaparte vi trasferì l'Académie de France à Rome: in questi ultimi anni all'Accademia si deve la valorizzazione del complesso come sede di prestigiose manifestazioni e mostre artistiche che mantengono vivo l'impegno di diffondere la cultura d'oltralpe a Roma.


Giardini del Campidoglio - Campitelli - via di Monte Caprino

Il giardino si arrampica sulle pendici del colle del Campidoglio, in una zona dove nel medioevo in questa zona pascolavano capre e pecore, da cui probabilmente deriva il nome Monte Caprino. I frati dell'Aracoeli coltivavano qui i loro ortaggi ed infatti, tranne per alcune palme, la vegetazione era composta da arbusti, cespugli da fiore e cactacee. I primi lavori per trasformare l'area in un giardino furono eseguiti nel periodo del pontificato di Pio IX quando l'architetto comunale Gioacchino Ersoch e il capo giardiniere Augusto Formilli, furono incaricati della costruzione di un pergolato ricoperto di piante, che portasse alla piazza del Campidoglio, per proteggere i passanti dal sole nei mesi caldi. La pergola con tubi in ferro fu costruita a ridosso della scalinata dell'Aracoeli ed ultimata nel 1881. La pubblica apertura del giardino si ebbe il 20 settembre del 1887. Nel 1931 partirono i cantieri di trasformazione del colle nella forma che oggi vediamo.



Parco della Resistenza dell'Otto Settembre - Ripa - via Gelsomini

Situato vicino alla Piramide Cestia, in una posizione centrale all'interno della città, il parco rimane isolato dal traffico viario da filari di platani e da un'alberatura di Cercis siliquastrum. Di forma rettangolare e leggermente degradante, ha tre ingressi collegati a un percorso più interno, che circonda una fontana a forma di anfora. I viali del parco, ombreggiati da aceri, delimitano un piazzale centrale con le palme, un'area per il gioco dei bambini e alcune aiuole geometriche. Il parco venne concepito da Raffaele de Vico in due aree, una di contesto urbano con pini, lecci e palme che mediano il passaggio tra l’Ufficio postale limitrofo e l’area verde ed una di raccoglimento intimo che ospita un gruppetto di pioppi ed una fontana con l’anfora ed un insieme di ulivi ordinati all’interno di partizioni rettangolari.



Giardino degli Aranci - Ripa - piazza Pietro d'Illiria

Il Giardino degli Aranci, il nome con cui generalmente si indica il Parco Savello, per la presenza di numerose piante di aranci amari che lo caratterizzano, si estende nell'area dell'antico fortilizio eretto dalla famiglia dei Savelli (da cui il nome Parco Savello) intorno al 1285 nei pressi della chiesa di Santa Sabina sull'Aventino. Il giardino, come si presenta attualmente, fu realizzato nel 1932 dall'architetto Raffaele de Vico, dopo che, nell'area che i padri Domenicani della vicina chiesa tenevano ad orto, era stato previsto di destinare a parco pubblico, in modo da offrire libero accesso alla vista da quel versante del colle, creando un nuovo belvedere romano, da aggiungere a quelli già esistenti del Pincio e del Gianicolo. Dal belvedere affacciato sul fiume si gode una splendida vista di Roma che va dall'ansa del Tevere alla Basilica di S. Pietro. Il giardino, piantato ad aranci, con riferimento all'arancio presso cui predicava S. Domenico, fondatore dell'ordine, conservato nel vicino chiostro di S. Sabina e visibile tramite un foro aperto nel muro del portico della chiesa, ha un'impostazione estremamente simmetrica, con un viale mediano in asse con il belvedere, che è stato intitolato a Nino Manfredi. L'ingresso principale, in Piazza S. Pietro d'Illiria, fu arricchito nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra sulla via Flaminia.




Villa del Priorato di Malta - Ripa- piazza dei Cavalieri di Malta

La Villa del Priorato di Malta è la sede storica del Sovrano Militare Ordine di Malta ed ospita le ambasciate presso la Santa Sede e presso lo Stato Italiano dell'Ordine.
Il sito, a picco sull'Emporio del Tevere, già nel X secolo era occupato da un monastero benedettino fortificato; passò poi ai Templari e, dopo il loro scioglimento, ai Cavalieri Ospitalieri, predecessori dell'attuale Ordine, che vi stabilirono il loro Priorato. Profondi restauri furono operati dal XV al XVII secolo, ma nel 1765 il nipote di Clemente XIII, cardinal Rezzonico, affidò a Piranesi la ristrutturazione dell'ingresso al Priorato. Il risultato, unica opera architettonica dell'autore, fu la piazzetta settecentesca, esemplare quasi unico a Roma di ambientazione urbanistica rococò, sulla quale si apre il portale d'ingresso alla Villa. La piazzetta è nota soprattutto perché dal buco della serratura del portone d'ingresso è esattamente inquadrata, in fondo al giardino, la cupola di San Pietro.



Roseto Comunale - Ripa - via di Valle Murcia

Il Roseto comunale di Roma si sviluppa sulle pendici dell'Aventino, appena sopra il Circo Massimo e segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro.
Originariamente il roseto comunale si trovava sul colle Oppio, ma andò distrutto durante la seconda guerra mondiale. L’'area dove ora fiorisce il roseto, la Valle Murcia, era invece sede dal III secolo a.C. di un tempio di Flora, ed era poi rimasta agricola fino a quando, vi fu collocato dal 1645 il cimitero ebraico e il sito era per ciò detto "Ortaccio degli Ebrei".
Il cimitero ebraico fu spostato nel 1934 in un settore del cimitero del Verano, e nel 1950 il Comune, con l'accordo della Comunità ebraica decise di ricreare il roseto nell'area attuale. L'antica destinazione non fu però cancellata: i vialetti che dividono le aiuole nel settore delle collezioni formano in pianta il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, e ai due ingressi venne posta una stele con le Tavole della Legge di Mosè che ne ricorda la passata destinazione, opera dell'architetto Angelo Di Castro.
Nell’area sono ospitate circa 1.100 diverse specie di rose che permettono di tracciare l'evoluzione della rosa dall'antichità ad oggi.



Orto Botanico - Trastevere - largo Cristina di Svezia

L'Orto botanico di Roma è situato nell'antico parco di villa Corsini, un tempo residenza di Cristina di Svezia.
L'antenato dell'attuale Orto botanico di Roma è il Simpliciarius Pontificius Vaticanus, cioè il giardino dei semplici dove si coltivavano piante medicinali e utili, presenza costante nei monasteri, già menzionato sotto il pontificato di Bonifacio VIII. Successivamente ricostruito da Pio IV e da Pio V che lo ingrandirono, ebbe un periodo di decadenza e di abbandono fino a quando Alessandro VII ne fece uno dei principali giardini botanici d'Europa, utilizzandovi l'acqua dell'acquedotto che Paolo V aveva condotto da Bracciano al Gianicolo, ripristinando l'antico acquedotto di Traiano.
Con l'unità d'Italia, nel 1883, l'Orto botanico approda alla sua odierna dimensione, quando lo Stato acquisisce la proprietà del giardino di Villa Corsini.
Il giardino ospita attualmente oltre 3000 specie vegetali; con i suoi dodici ettari di parco e circa 2.000 metri quadrati di serre è uno dei maggiori d'Italia.


Gianicolo - Trastevere - viale Garibaldi

La Passeggiata del Gianicolo, da cui si gode uno dei panorami più suggestivi del centro storico di Roma, è costituita da due grandi viali alberati, costeggianti Villa Aurelia, che si riuniscono nel piazzale Garibaldi per proseguire poi in un'unica strada che scende a tornanti verso la chiesa di Sant'Onofrio. La sistemazione del Gianicolo a giardino pubblico era iniziata, in realtà, già sotto il Governo pontificio, con la collocazione, nel 1857, di un busto a Torquato Tasso presso l'antica quercia dove il poeta si ritirava a meditare; la passeggiata aveva l'aspetto di un'alberata di olmi, robinie e platani e l'area oggi occupata dall'Ossario garibaldino era sistemata con un giardino all'inglese. Nel 1883 le nuove istituzioni "italiane", Stato e Comune, acquistarono l'area per trasformarla in passeggiata pubblica, dedicandola alla memoria della Difesa di Roma: sin dall'inizio si pensò ad un arredo "celebrativo" che potesse rievocare i contenuti patriottici della storia del luogo. Sulla sommità della Passeggiata (piazzale Garibaldi), fu eretto un monumento in onore di Giuseppe Garibaldi: si tratta di una grande statua equestre su un basamento decorato da gruppi bronzei raffiguranti episodi di battaglie garibaldine e le allegorie dell'Europa e dell'America. Il monumento fu inaugurato nel 1895, ma fu anche deciso di collocare lungo la Passeggiata del Gianicolo i busti dei garibaldinii che avevano combattuto per la difesa e per la liberazione di Roma nel 1849. Così, tra il 1885 e il 1888 vennero collocate al Gianicolo numerose erme di eroi garibaldini. Completano l'insieme dei monumenti celebrativi gianicolensi il Monumento equestre ad Anita Garibaldi, realizzato da Mario Rutelli e inaugurato nel 1932, edil faro donato alla città dagli Italiani d'Argentina in occasione del cinquantenario dell'unità d'Italia e per commemorare Roma capitale (19 Settembre 1911). Dal 1904, sotto il Belvedere del Gianicolo, alle ore 12 in punto tre soldati ogni giorno caricano un obice a salve e sparano un colpo. E’ una tradizione che continua ancora oggi e vede la domenica la partecipazione di romani e turisti.




Villa Lante - Trastevere - passeggiata del Gianicolo

Villa Lante al Gianicolo è una delle ville romane meglio conservate del Cinquecento: fu costruita su progetto di Giulio Romano tra il 1518 e il 1531 e comprendeva un giardino di forma quadrangolare antistante la facciata e un viale in asse con la palazzina. Il proprietario, Baldassarre Turini, volle utilizzarla come residenza di campagna per feste e riunioni letterarie, ma non molto tempo dopo la sua morte, avvenuta nel 1543, gli eredi si disfecero della proprietà, vendendola nel 1551 ai Lante che la mantenerono per 250 anni, così che il loro nome, come spesso accade, è prevalso sul primo.
Costoro, già proprietari dei terreni limitrofi, ne ingrandirono il giardino portandolo a nove ettari, ma questo, un secolo dopo, venne tagliato dalle mura di Urbano VIII che dovevano incorporare nel centro abitato la parte settentrionale del Gianicolo. Nel 1817 la villa fu venduta ai Borghese e successivamente acquistata, nel 1909, dall'archeologo tedesco Wolfgang Helbig che già vi abitava dal 1880, che la rivendette nel 1950 allo Stato Finlandese che lo ha destinato a sede della sua ambasciata presso la Santa Sede e dell'Istituto Romano di Finlandia, che si occupa di ricerche archeologiche.


Villa Sciarra

Situata sulle pendici del Gianicolo e addossata alle mura gianicolensi, con i suoi sette ettari e mezzo di superficie è uno dei parchi romani più interessanti dal punto di vista botanico e paesaggistico, ricco di originali fontane e gruppi scultorei di ispirazione mitologica.
Ha ricevuto il suo nome da uno dei rami della famiglia Barberini, i principi Sciarra di Carbognano, ai quali giunse in eredità dopo essere appartenuta, tra gli altri, agli Ottoboni, ai Mignanelli e agli stessi Barberini. Con la perdita della proprietà da parte di Maffeo II Sciarra in seguito a speculazioni finanziarie sbagliate, il terreno venne diviso in lotti e una vasta estensione del territorio della villa fu destinata ad area edificabile; si salvò la parte più alta dei giardini intorno al Casino Barberini che, dopo altri passaggi di proprietà, venne acquistata nel 1902 da George Wurts. L'aspetto attuale della villa è interamente frutto delle trasformazioni effettuate dagli ultimi proprietari, George Wurts e la moglie Henrietta Tower. Quest'ultima, nel 1930 alla morte del marito, donò la villa a Benito Mussolini ponendo la condizione che fosse destinata a parco pubblico; con piccoli interventi realizzati da Raffaele De Vico il giardino fu aperto così come lo si può ammirare tuttora.
Molto interessante è anche il patrimonio verde che unisce essenze proprie della flora italiana e mediterranea ad una vasta scelta di essenze esotiche.


Villa Farnesina

La Villa della Farnesina fu commissionata all’architetto Baldassarre Peruzzi dal banchiere senese Agostino Chigi, lontano dagli affanni e dalla dimora cittadina in via dei Banchi. La costruzione fu decorata, oltre che dal Peruzzi stesso, da Raffaello e da Sebastiano del Piombo con affreschi ispirati ai miti classici. Alla fine del '500 fu acquistata dal Cardinale Alessandro Farnese, da cui viene il nome di Farnesina, per distinguerla dal Palazzo Farnese, al di là del fiume; secondo un progetto di Michelangelo un ponte sul Tevere doveva collegare le due proprietà dei Farnese.
La villa passò poi ai Borbone, poi al Duca di Ripalta e infine fu acquistata dallo Stato italiano come sede dell'Accademia d'Italia. Ora è proprietà dell'Accademia dei Lincei.


Villa Maraini Ludovisi

Gioiello dei primi del ‘900 romano, Villa Maraini fu costruita dall’architetto Otto Maraini per il fratello Emilio, industriale svizzero. Sorge su una collina artificiale ed è circondata da un giardino con ninfeo a forma di grotta.
Dalla sua caratteristica Torre Belvedere si gode una vista suggestiva su tutta Roma.


Parco degli Scipioni - Celio - via di Porta Latina

Il Parco degli Scipioni copre un'area compresa tra le antiche vie: via Latina e via Appia, all'interno della cerchia delle Mura Aureliane. Realizzato nel 1929 dall'architetto Raffaele de Vico, il parco prende il suo nome dal Sepolcro degli Scipioni che si trova al suo interno. Le prime scoperte archeologiche dell’area, caratterizzata fino ad allora da orti e vigne, risalgono al 1614 e proseguirono fino alla prima metà del XIX secolo. Dopo l'unità d'Italia, il Comune acquistò la zona archeologica e nel 1926 fu avviato il restauro integrale del sepolcro degli Scipioni e la sistemazione dell’area circostante che terminò nel 1931.
Il giardino è caratterizzato da tre sistemi di viali che si incrociano diagonalmente, subordinati al più ampio viale centrale che parte dall'ingresso di Via di Porta Latina. I percorsi sono delimitati da alberi ad alto fusto, tra cui pini e cipressi, mentre altre piante mediterranee come lecci, allori, mirti, fiancheggiano i ruderi archeologici.


Passeggiata Archeologica - Celio - piazzale Numa Pompilio

La Passeggiata Archeologica, o Parco di Porta Capena, fu realizzata su progetto di Giacomo Boni, Rodolfo Lanciani e Nicodemo Severi per tutelare i monumenti antichi dall’espansione delle costruzioni moderne. I lavori di sistemazione iniziarono nel 1914 ed il parco venne inaugurato nel 1917: il risultato fu una zona verde che si estendeva dalle Terme di Caracalla al Circo Massimo. Già negli anni trenta il parco fu alterato con lo sventramento di Via dell'Impero e l'allargamento di Via di San Gregorio. All'interno della Passeggiata si trova la chiesetta sconsacrata di S. Maria in Tempulo in Via delle Camene, restaurata e adibita alla celebrazione dei matrimoni civili.


Parco di S. Sebastiano - Celio - via delle Terme di Caracalla

Il Parco fu istituito nel 1925 quando, dopo lunghi espropri, l'area fu consegnata al Governatorato di Roma come seconda zona della Passeggiata Archeologica.
Adibita in epoca romana a sepolture e a eleganti residenze, la zona fu nell'alto Medioevo luogo di vigne e di orti legati alla presenza di complessi religiosi e assistenziali. Al suo interno si trovano la Chiesa di S. Cesareo e la Casina detta del Cardinal Bessarione. Nel 1934 fu decisa la costruzione della sede della Scuola Giardinieri, per la formazione di giardinieri comunali. Nel 1936 venne creata, nella parte più alta dell'area a verde, una colonia elioterapica utilizzata annualmente per la villeggiatura estiva dei bambini. La vocazione scolastica del parco, inaugurata negli anni Trenta, è tuttora mantenuta con la presenza di due scuole materne.