Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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martedì 12 maggio 2015

GRAB: il Grande Raccordo Anulare delle bici attraversa il Parco degli Acquedotti

 GRAB è il progetto di VeloLove e Legambiente per la realizzazione di un anello ciclopedonale di 44,2 km, tutto interno al territorio capitolino. Del tragitto individuato, l'80,3% è già pronto: in poco più di un'ora e senza incrociare auto, porta chi pedala dalla periferia al centro.  Il GRAB sarà la greenway più lunga del mondo, che attraversa parchi e aree verdi.




 








Una capitale più vivibile passa anche attraverso le ruote di una bicicletta. Anzi, sono migliaia quelle che il progetto VeloLove ha in mente di portare lungo le piste di Roma. Per un'idea ambiziosa, il nome non può essere da meno: Grande raccordo anulare delle Bici, più semplicemente Grab.  Una lettera in più rispetto al noto anello che circonda Roma, una lettera che però vuole cambiare l'essenza stessa del godersi una città unica al mondo. Non solo per gli abitanti, ma anche per i tanti turisti che sognano un tour in bici tra il Colosseo e San Pietro.

















In concreto, cos'è il Grab? È il progetto per la realizzazione di un anello ciclopedonale di 44,2 km, tutto interno al territorio capitolino. In poco più di un'ora e praticamente senza incrociare automobili, porta chi pedala dalla periferia al centro, da est a ovest (da Montesacro all'Isola Tiberina ad esempio) o da nord a sud (dalla Salaria alla Piramide). Può suonare come un'opera mastodontica e di difficile realizzazione; in realtà, si presenta come un'infrastruttura leggera, ad alta redditività economica e - il che non guasta mai - assolutamente low cost. Anche perché, del tragitto individuato, l'80,3% è già pronto e pedalabile in tutta sicurezza.  Il percorso individuato, infatti, tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi e argini fluviali (31,9 km, il 72,2% del tracciato). Altri 3,6 km (l'8,1%) si sviluppano su marciapiedi che possono facilmente accogliere una ciclabile. Il Grab "è un moderno Grand Tour che - spiegano i coordinatori del progetto - da una strada di 2300 anni fa, l'Appia Antica, arriva alle architetture contemporanee del Maxxi di Zaha Hadid e alla street art del Quadraro e di Torpignattara unendo tra loro Colosseo, Circo Massimo, Caracalla, San Pietro e Vaticano, Gnam, parchi e paesaggi agrari eccezionali e inaspettati (Caffarella ed il Parco degli Acquedotti), ville storiche (Villa Ada, Villa Borghese, Villa Gordiani), i percorsi fluviali di Tevere, Aniene e Almone incrociando in più punti diverse stazioni ferroviarie, le linee A e B della metropolitana e anche la futura linea C".















L'obiettivo del Grab è quello di liberare la Capitale dalle sabbie mobili che la relegano al 55esimo posto tra le città più ciclabili d'Italia: con la pista urbana più lunga del mondo, Roma si candiderebbe con forza a diventare uno dei poli di attrazione principali per tutti gli amanti del cicloturismo. Dall'Appia Antica al Vaticano, dalla street art del Quadraro e di Torpignattara, passando per il Circo Massimo, i grandi parchi romani e i percorsi fluviali di Tevere, Aniene e Almone: le pietanze sul menù dei visitatori su due ruote sono pressoché infinite.
Con la possibilità di incrociare, sul proprio cammino, gli snodi principali di stazioni ferroviarie e della metropolitana. Tutto questo, a sette mesi dall'apertura ufficiale del Giubileo: calamita naturale per l'afflusso di turisti, l'Anno Santo non fa che aumentare il desiderio di quanti vorrebbero una metropoli a misura di bicicletta. Senza dimenticare i benefici per tutti coloro che praticano sport all'aria aperta, per i bambini e per le persone diversamente abili. La ciclovia, infatti, è progettata per renderla accessibile alle persone con disabilità motoria o sensoriale, è sicuramente turistica.

Il 17 maggio il GRAB viene aperto alla città con tre GraBike: quella Storica (small) è un breve percorso urbano che percorre una parte del GRAB all’interno del centro storico; l’Archeologca (medium) è una visita del lungo tratto del GRAB che corre tra il Parco regionale dell’Appia Antica, il Parco della Caffarella e il Parco degli Acquedotti. La Naturalistica (large) parte da Piazza del Popolo e percorre interamente il GRAB. E’ la prima opportunità per vedere di persona i 44,2 chilometri del percorso. Il  16 maggio, parte della Magnalonga sarà dedicata alla conoscenza del GRAB in occasione del tradizionale percorso di ciclodegustazione che, pedalando per Roma, consente di assaporare prodotti tipici di borghi e territori d’eccellenza.
Il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI mette a disposizione dei suoi  ospiti "ciclomuniti" un deposito biclette gratuito e la vicinanza (50mt) dal meraviglioso Parco degli Acquedotti che rappresenta uno dei punti di   interesse storico-archeologico di punta del percorso  GRAB, per chi invece volesse noleggiare una bici il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI offre uno sconto del 10% sul costo d'affitto giornaliero presso alcuni bike tour operator.


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lunedì 26 maggio 2014

MURo: Museo di Urban Art a Roma




Fondato nel 2010 dall'artista David "Diavù" Vecchiato il Museo di Urban Art di Roma (MURo) è il museo di Urban Art della città di Roma. 
E' il primo progetto di museo completamente integrato nel tessuto sociale, come la forma d'arte che segue, promuove e produce: la Street Art. 
Il MURo è un progetto site-specific, ovvero ideato per far relazionare gli artisti con la conformazione e la storia dei luoghi di convivenza sociale dove realizzano le proprie opere. 
Il MURo è un progetto community-specific, ovvero mira a percepire e rispettare lo "spirito dei luoghi" in cui interviene ed è condiviso coi cittadini, si confronta con le loro idee e le loro storie (soprattutto con coloro che vivono o frequentano le aree interessate dalle opere).

La collezione di opere di Street Art, principalmente murales, appartiene alla comunità ed attualmente comprende 17 lavori realizzati da importanti firme dell'Arte Contemporanea di tutto il mondo.

Il MURo - Museo di Urban Art di Roma è un progetto di museo a cielo aperto, pubblico e gratuito, che nasce dunque "dal basso", ovvero non è imposto ai cittadini e al territorio da amministrazioni, curatori, finanziatori, sponsor o altri fattori esterni.
Le opere vengono proposte e discusse coi rappresentanti dei comitati di quartiere e coi cittadini stessi, attraverso social networks e incontri pubblici.
Il lavoro di realizzazione è poi curato dallo staff del MURo, diretto dall'ideatore del progetto David "Diavù" Vecchiato ed amministrato dall'art agency Mondopop.



COSA:
L'idea alla base del MURo è trasformare alcune aree della città di Roma in percorsi di un museo a cielo aperto dove l'Arte Contemporanea abbia la possibilità di interagire quotidianamente coi cittadini, così come avviene nelle strade delle città di tutto il mondo grazie alle opere spontanee di Street Art. 
Gli interventi artistici sono però in questo caso suggeriti e guidati da una curatela che mira a rapportarsi coi cittadini che vivono e frequentano quegli spazi, oltre che con la storia degli spazi stessi e con gli artisti, con l'intento di realizzare opere che siano davvero volute, condivise ed apprezzate, e che disegnino un nuovo strato culturale nel panorama urbano, capace di rispettare e divulgare le memorie, le caratteristiche e l'identità stessa del territorio che lo ospita.
Stimolare un Rinascimento dell'Arte Pubblica Contemporanea è uno degli obiettivi del MURo.



DOVE:
Il MURo vede la luce nel 2010 grazie ai primi murales realizzati da Diavù nell'area storica del quartiere Quadraro, all'incrocio tra il V e il VII Municipio del Comune di Roma, e ha attualmente opere visitabili anche nei quartieri Ville Alessandrine e Torpignattara.
In attesa di offrire anche una piattaforma stabile ai propri visitatori il MURo
 è per ora un museo all'aperto, una collezione di opere di artisti di tutto il mondo realizzate per i cittadini nelle strade e in altri spazi, privati e pubblici del Comune di Roma. 



QUANDO:
Il MURo, dopo i due anni iniziali di gestazione in cui sono stati realizzati i primi murales, prende ufficialmente il via a primavera/estate del 2012 come progetto patrocinato dal Comune di Roma-V Municipio (ex VI) e dalla Provincia di Roma (ma senza investimenti pubblici dedicati).
Il MURo ha intenzione di istituire anche un Festival di Street Art annuale in grado di modificare rapidamente aspetto e valore a molti nostri spazi pubblici oggi a rischio di degrado, ma per il momento interviene nel tessuto urbano realizzando circa un'opera al mese.

(tratto dal sito MURo)


M.U.Ro. - Urban Museum of Rome is the first museum of Urban Art in Rome and is the first project that regards a museum fully integrated into the social fabric as the art form with which it deals: the Street Art.

M.U.Ro. Urban Museum of Rome is a museum project by Mondopop art agency, curated by the artist David "Diavù" Vecchiato.

WHERE:
M.U.Ro. is born in Rome, in the Quadraro district, a cross between the V and VII of the City Hall of Rome.
In waiting of a stable platform M.U.Ro. began as open-air museum, a collection of works by Urban Artist from around the world, made for the citizens and realized in the streets and in other areas of the city.

WHEN:
M.U.Ro. officially begins in spring / summer of 2012, but has already begun to leave their mark thanks to the murals that are arising from December 2010 in the Quadraro district.
It will be the open-air museum's Festival that intends to change the look and value to many of our public spaces, now at risk for catastrophic deterioration.

WHAT:

The basic idea of M.U.Ro. is to create an open air museum where contemporary art will have the opportunity to interact daily with citizens, as happens every day in the streets of our cities through the work of Street Art.
M.U.Ro. wants to open a permanent real Museum and to organize an Urban Art festival, too.
M.U.Ro. festival will be exhibitions, installations, meetings, screenings, workshops, courses, games, parties, publications, festivals and more.

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