Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma

martedì 16 luglio 2013

CIAK SI GIRA: ROMA


Visitare Roma è un'esperienza unica!
Non significa solo visitare una città dalla storia millenaria...e scusate se è poco...ma anche e soprattutto un viaggio nella cultura mondiale e nei sogni di molte generazioni passate , presenti e future!

In questo articolo vogliamo presentarvi, raccontandovele, alcune scene di grandi film che hanno come protagonista Roma, i suoi angoli noti , quelli meno noti e quelli che vale pena scoprire.



Roma Città Aperta



E' considerata uno dei capolavori del cinema mondiale, la pellicola di Roberto Rossellini del 1945, manifesto del neorealismo dove la celebre Anna Magnani interpreta l'indimenticabile ruolo di Pina. 

Non essendo disponibili gli studi di Cinecittà che nell'immediato dopoguerra erano rifugio per sflollati, Rossellini girò il film negli interni del vecchio Teatro Capitani, in via degli Avignonesi 32, proprio dietro via del Tritone.

Ma la scena clou del film, la sequenza celebre di tutto il neorealisimo italiano, quella della corsa della celebre Pina e la sua uccisione, furono girate in Via Raimondo Montecuccoli, al quartiere Prenestino-Labicano.


Mamma Roma


E' al Quadraro, che si ambienta la pellicola di Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma del 1962. Quando il suo protettore si sposa, la prostituta Roma (Anna Magnani) cerca di rifarsi una vita insieme a Ettore, il figlio adolescente cresciuto lontano da lei e con cui ha difficoltà a creare un rapporto. 

Mamma Roma apre un banco di frutta al mercato di via del Quadraro, mentre Ettore trova lavoro come cameriere. Celebri anche le scene il cui Ettore gioca con i coetanei al Parco degli Acquedotti. Gli interni e gli esterni della casa dove vive Mamma Roma all'inizio del film prima di trasferirsi sono girati al "Palazzo dei Ferrovieri" di Casal Bertone.


Accattone



Siete mai stati a fare un aperitivo al Necci nel quartiere Pigneto? Ebbene si, quel bar trendy dove magari qualche sera vi ritrovate per bere qualcosa, è il celebre bar o meglio l'Osteria Necci che abitualmente frequentava Accattone con i suoi amici.

Eh si stiamo parlando della celebre pellicola di Pier Paolo Pasolini del 1961, che oltre alla location del Pigneto, è stata girata lungo via Casilina, via Portuense, via Appia Antica, Ponte degli Angeli, Ponte Testaccio, borgata Gordiani, Centocelle, la Marranella, Subiaco nella scena del cimitero.


La dolce vita




Marcello, come here! ricordate sicuramente una delle frasi più celebri del buon cinema italiano, sussurrata dalla bellissima Anita Ekberg, che invitava Mastroianni a ballare nelle acque della Fontana di Trevi. 

La famosa scena de La Dolce Vita è divenuta uno dei simboli del cinema del XX secolo. La scena è stata ripresa  nel film di Ettore Scola del '74, C’eravamo tanto amati dove Nino Manfredi e Stefania Sandrelli si incontrano, dopo tanti anni, proprio mentre si sta girando la scena della Fontana di Trevi con Fellini e Mastroianni. 

 Fate una passeggiata lungo gli storici luoghi del celebre film di Federico Fellini del 1960, oltre alla suggestiva Fontana, raggiungete l'elegantissima Via Vittorio Veneto, per le riprese fu ricostruita negli studi di Cinecittà, tranne che per la scena davanti all’Hotel Excelsior, quella in cui Anita Ekberg rientra all’alba dopo una notte passata con Mastroianni. Tra le altre location ricordiamo Piazza del Popolo e la Pineta di Fregene, location delle famose feste a cui partecipava il Mastroianni.


Vacanze Romane



Come non rievocare la Roma anni 50 celebrata dal regista William Wyler nella pellicola del 1953, Vacanze Romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Tra le location cult annoveriamo:

Piazza di Spagna: location del celebre incontro tra la principessa Anna e Joe Bradley mentre lei era ferma presso un chiostro di fiori.

Piazza Barberinil’ambasciata dove risiedeva la principessa Anna.

Colosseo: dopo la celebre passeggiata in vespa i due entrano nel colosseo, allora aperto e raggiungibile da qualsiasi ingresso

Appartamento R/134 Margutta
: Sull'elegante via Margutta, è sul set casa in cui Joe ospita la principessa Anna.

Tra le altre storiche location rircordiamo: Bocca della verità, Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, Caffè Rocca, Piazza della Rotonda e Pantheon, Castel Sant'Angelo, Chiesa di Trinità dei Monti, Via dei Fori Imperiali.

Guardie e Ladri


Una Roma del secondo dopoguerra è quella che si vede nella celebre pellicola di Mario Monicelli e Steno,del 1951Guardie e Ladri con il mitico Totò, Aldo Giuffrè e Aldo Fabrizi. 

Passeggiate per Roma alla scoperta del celebre film che racconta di Ferdinando Esposito, un piccolo furfante che cerca di mantenere la famiglia con i suoi espedienti, tra le storiche location segnaliamo:

Fori Imperiali:  Le scene della celebre truffa organizzata da Fedinando Esposito e il suo socio, dove verrà "nascosta" la famosa moneta.

Quartiere Trieste Salario: dove avvenne il mitico inseguimento di Aldo Fabrizi alla caccia di Totò, nei pressi di Viale Somalia.

Teatro Quirino: Ferdinando e il socio trovano i bambini in un vicolo lì vicino e con loro entrano a teatro, dove partirà la truffa, in via delle Vergini e Via dell’Umiltà a Roma.

Un Americano a Roma


Steno 1954, siamo a Roma nei primi anni del dopoguerra con uno spettacolare Alberto Sordi in Un Americano a Roma. 

Ricordate la storica scena di Sordi contro  il Gatto Mammone? La scena è stata girata tra il Portico d'Ottavia e Teatro Marcello nel pieno Ghetto di Roma. Oltre al Ghetto Ebraico, anche il Colosseo è lo sfondo della divertente cornice de Un americano a Roma dove Santi Bailor (Sordi), ragazzotto trasteverino è ossessionato da tutto ciò che è americano. 

Senza dimenticare i suggestivi tetti di Via Margutta, che fanno da sfondo a un Alberto Sordi senza veli.

I Soliti Ignoti





E come non ricordare la celebre pellicola di Monicelli del 1958, e i celebri ladruncoli romani Cosimo e Capannelle de I soliti Ignoti.

Ecco i luoghi celebri del film. 

La terrazza dalla quale il gruppo osserva, che poi è la stessa da cui Tiberio (Mastroianni) filmerà la scena con la sua minicinepresa, si trova invece a Santa Maria Maggiore, e non affaccia in realtà su Tre Cannelle. Mentre la famosa terrazza dove si ritrovano a lezioni di scasso, si trova nel quartiere Casal Bertone.

Come ricorderete il film apre con Cosimo e Capannelle che si danno al furto d'auto, è su via Alesia, nel rione Appio, che si apre il celebre film, una via chiusa e che di recente accoglie un supermercato. 

Il mercato in cui Tiberio tenta di rubare la cinepresa è quello di Porta Portese mentre, una delle location storiche è l'agenzia dei Pegni, l'edificio in cui i "soliti ignoti" dovranno compiere il grande colpo, nella celebre via delle Tre Cannelle, che è subito riconoscibile non appena si nota la particolare fontanella a tre bocche.

Fantasmi a Roma

Film del 1961: Fantasmi a Romadi  Antonio Pietrangeli che vedeva un cast composto da: Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Sandra Milo.
Si racconta la vicenda dell’anziano principe Annibale di Roviano che convive nel suo palazzo decrepito, assistito dalla presenza dei fantasmi dei suoi antenati, tra cui: Il nobile  Reginaldo, casanova impenitente; la romantica Donna Flora, suicida per amore e Fra’ Bartolomeo, frate oltremodo goloso. L’anziano principe e i trapassati antenati vedono il mondo e la Roma intorno a loro cambiare, loro malgrado, supportati da un’amica insolita: Regina, attrice di un tempo, che sembra blaterare come una barbona ubriaca ma dall’intelligente schiettezza che denuncia le ipocrisie perbeniste della società che la circonda. Lei, come il principe Annibale, è in grado di sentire la presenza dei fantasmi e di comunicare con loro...e questi fantasmi si trovano dappertutto ma di grandissimo impatto è la scena girata a piazza dei Consoli che vede il fantasma del pittore Caparra (Vittorio Gassman) muoversi all'interno della TORRETTA o Torre del Quadraro . Il nome della torre e dell’omonimo quartiere, sembra derivare da un certo Guadralis, il quale nel 1164 ricevette in concessione il terreno circostante insomma Cinecittà è stata ed è (con le sue peculiarità storiche) luogo di ispirazione per molti registi.





Giallo, horror...pauraaa al Coppedè

Una menzione a parte merita la cinematografia che ha scelto il Quartiere Coppedè  come ambientazione.

Si dice che girando per il quartiere Coppedé si abbia la sensazione di essere spiati dalle persiane, che non vi siano i nomi sui citofoni, che le strade appaiono disabitate anche se piene di gente, che le figure misteriose e fantasiose che adornano i palazzi abbiano occhi che seguono i movimenti, che insomma sia un quartiere “vivo” nelle strutture architettoniche, che gli abitanti veri non siano gli inquilini dei palazzi ma i palazzi stessi...è forse per questo che il portone del  civico 2 di piazza Mincio appare come una grossa bocca, che possa raccontare storie fantastice e di terrore ed  i registi di questi quattro film che menzioneremo hanno saputo ascoltare le belle e macabre storie che il portone, il quartiere tutto, gli ha saputo raccontare? Ah...magia del cinema!...scopriamolo insieme.


Si entra in questo favoloso quartiere attraverso un arco suggestivo ispirato alla scenografia di un film italiano: “Cabiria” (1914), ed è forse proprio questa ispirazione iniziale che ha contribuito a dare all'intero quartiere quell'aspetto scenografico che l'ha contraddistinto negli anni.


Passato l'arco si entra in piazza Mincio, al  civico 2 c'è un'entrata di un palazzo che appare come una bocca gigantesca fatta di archi concentrici, che sembra voler ingoiare tutto quello che vi entra, una porta speciale e misteriosa che è stata la protagonista di molti film gialli e horror...

“La ragazza che sapeva troppo” (1960) di Mario Bava, il portone è l'entrata della casa dove la protagonista va dopo aver ricevuto una lettera anonima. Questo è il primo film dove l'entrata di questo misterioso palazzo appare, e Mario Bava lo rende subito suggestivo, caricandolo di simboli, chi meglio del regista che aveva girato poco prima “La maschera del demonio” poteva individuare in una Roma moderna un palazzo che richiamasse l'idea di un castello antico e maledetto?



Il secondo film dove appare il portone “malefico” è “Il profumo della signora in nero” (1974) di Francesco Barilli, qui addirittura il palazzo è il protagonista principale, tanto che la prima scena si apre proprio con il mostrare l'entrata e due inquilini che si salutano dai balconi adiacenti. L'interno del palazzo si presenta come un inferno dantesco, dove ogni piano è un girone infernale, dietro ad ogni porta chiusa si nascondono segreti, fantasmi, incubi irrisolti. Tutto il film gira intorno al quartiere, che di per sé è pieno di simboli, sembra sempre di non riuscire a distinguere ciò che è vero da quello che non lo è, e questa è un po' la caratteristica dell'opera di Coppedè, che ha riempito le palazzine e i villini del quartiere di disegni, scritte, richiami a mondi fantastici, citazioni con il passato e con leggende, personaggi storici...insomma un vero e proprio percorso nell'immaginario, nel fantastico.




Il terzo film dove il palazzo di piazza Mincio appare è in un film straniero: “Il presagio” (1976) di Richard Donner, qui il quartiere appare di sfuggita, e l'entrata è quella della dimora del protagonista, l'ambasciatore americano. L'entrata del palazzo e l'arco del quartiere sono il simbolo di una Roma misteriosa, non conosciuta, dove si insinuano pericoli celati da figure solo apparentemente innocue. Il film aveva bisogno di mostrare una Roma non da cartolina, ma da scoprire, ombrosa e maestosa allo stesso tempo...il quartiere Coppedé era il luogo adatto.

Il quarto film dove appare l'architettura del quartiere romano è “Inferno” (1980). La famosa entrata, è quella della biblioteca romana dove Eleonora Giorgi si reca per cercare il libro delle “Tre madri”. Anche in questo caso Argento necessitava di un luogo che di per sé fosse colmo di simboli e significati e la “bocca-porta” di piazza Mincio è davvero una caverna dove entrare, carica di mistero e di culture celate, forse mai esistite.
Dario Argento già ne “L'uccello dalle piume di cristallo” aveva ambientato alcune scene nel famoso quartiere, ma senza inquadrare il  portone.