Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma

lunedì 9 giugno 2014

A SPASSO PER ROMA:VILLA FARNESINA

La seconda passeggiata proposta  dalla Dottoressa Federica Giustiesperta di Storia dell'Arte nonché guida turistica autorizzata, ci fa scoprire Villa Farnesina a  via della Lungara. Villa Farnesina è uno degli edifici più rappresentativi dell'architettura rinascimentale. Partendo dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI o dalla CASA VACANZA ROMA CINECITTA' FLAT si deve prendere la metro A (fermata Subaugusta o Giulio Agricola) scendere alla fermata Lepanto e da li prendere per poche fermate l'autobus 280 oppure andare a piedi ed arrivare a Lungotevere cogliendo ,se si ha tempo, anche l'occasione per visitare Castel Sant'Angelo.
Immaginiamoci sul Lungotevere, una bella giornata dove il sole riscalda ma non cuoce ed il ponentino che al tramonto rinfrescherà l'aria e scuoterà le fronde degli alberi.
Il piacevole  scorrere del fiume che ci accompagna col suo allegro frastuono ed eccoci a Via della Lungara 230.



Villa Farnesina, situata nel cuore di Trastevere, è uno degli esempi più belli dell'architettura rinascimentale di primo Cinquecento. La villa è stata progettata dall'architetto Baldassarre Peruzzi per il banchiere Agostino Chigi che vi abitò sino alla morte avvenuta nel 1520. Il banchiere, grande intenditore d'arte, fece realizzare un ricco programma decorativo eseguito ad affresco da sommi maestri come Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e lo stesso Peruzzi. Agostino Chigi nato a Siena nel 1466 proveniva da una famiglia di mercanti passata poi all'attività bancaria. La sua immensa ricchezza, però, era dovuta alle miniere di allume di Tolfa, presso Roma, di cui aveva il monopolio. Nel 1511 trovandosi a Venezia, per questioni di lavoro, conobbe una giovane fanciulla di umili origini, Francesca Ordeaschi e visse con lei "more uxorio" fino al 1519, quando nel giorno di S.Agostino, forse sapendo la fine ormai prossima, volle regolarizzare la sua posizione sposandola e facendo testamento. Il banchetto nuziale, fu un evento eccezionale come del resto lo erano stati tutti gli altri conviti durante i quali il banchiere aveva accolto nella sua dimora le più importanti personalità del suo tempo, come poeti, cardinali, principi e anche lo stesso pontefice. I cronisti dell'epoca ricordano che nel 1518 in occasione del battesimo del primogenito, Lorenzo Leone, tutti gli oggetti impiegati per il banchetto vennero gettati nel Tevere in segno di munificenza, anche se pare che l'accorto banchiere avesse fatto stendere segretamente nel fiume delle reti per recuperare i preziosi oggetti.
Con la morte del Chigi, nel 1520, la villa decadde e venne privata degli arredi e di tutte le opere d'arte. Nel 1580 venne acquistata dalla famiglia Farnese e il nome Farnesina le venne dato per distinguerla da Palazzo Farnese che sorgeva sull'altra sponda del Tevere, in origine si era pensato di collegare i due edifici mediante un passaggio coperto che però non venne mai realizzato. Nel 1735 l’edificio passò a Carlo IV, re delle Due Sicilie, e divenne residenza di vari diplomatici napoletani finché Francesco II di Napoli, ritiratosi a Roma dopo l’abdicazione, concesse la Farnesina in enfiteusi per 99 anni all’ambasciatore di Spagna a Napoli, Salvador Bermudez de Castro, duca di Ripalta. Infine la Villa fu acquistata nel 1927 dallo Stato italiano che la destinò a sede dell’Accademia d’Italia e nel 1944 la diede in proprietà all’Accademia Nazionale dei Lincei, situata nell’antistante Palazzo Corsini. 
L'esterno dell'edificio si presenta su due piani con una pianta a ferro di cavallo, che si apre sul giardino con due ali fra cui è posta una loggia situata nel piano terreno e formata da 5 archi che sono attualmente chiusi da vetrate protettive che hanno la funzione di preservare gli affreschi. Tale schema che consente uno stretto legame tra il giardino e la villa, tra interno ed esterno, richiama modelli vitruviani e schemi architettonici presenti nell'opera di Francesco di Giorgio Martini e anticipati nella Villa Volte Alte nei pressi di Siena.
La loggia serviva da palcoscenico per le feste e le rappresentazioni teatrali organizzate dal proprietario .L'aspetto originario dell'edificio presentava anche all'esterno ampie superfici affrescate, anche se rimangono oggi solo piccole tracce non leggibili. La villa era completata con un padiglione separato ad uso forse di scuderie  attribuito a Raffaello.









All'interno della villa si possono visitare la Loggia di Galatea, la Loggia di Amore e  Psiche, la Stanza del fregio, la Sala delle Prospettive e la Stanza delle nozze di Alessandro Magno e di Roxane.



La Loggia di Galatea deve il suo nome al celebre affresco della ninfa Galatea ad opera di Raffaello Sanzio. La fanciulla, dai tratti del viso delicati che contrastano con il corpo carnoso, viene trasportata sull'acqua in un cocchio composto da una conchiglia guidata da delfini e intorno una festa di tritoni, amorini e nereidi. La composizione risulta armoniosa ed equilibarata. La volta della loggia è stata affrescata da Baldassarre Peruzzi con le costellazioni: sono qui raffigurati i vari segni zodiacali tra cui il toro emblema della famiglia Chigi. Tra il 1511 e il 1512 Sebastiano del Piombo dipinse le nove lunette con scene mitologiche tratte dalla Metamorfosi di Ovidio. La decima fu decorata dal Peruzzi con una gigantesca Testa di giovane che un'antica leggenda attribuva a Michelangelo Buonarroti. Secondo questa leggenda il Buonarroti avrebbe realizzato questa testa gigante per ammonire Raffaello e il suo stile aulico e poco incisivo. A Sebastiano del Piombo dobbiamo anche  la realizzazione della grande figura di Polifemo, l'innamorato di Galatea, in origine era nudo ma in seguito per una questione di decoro è stato rivestito con un abito azzurro. La Loggia di Amore e Psiche  prende il suo nome dalla decorazione ad affresco  dipinta nel 1518 dalla scuola di Raffaello su disegni del maestro urbinate. Gli episodi rappresentati sono ispirati all'Asino d'oro di Apuleio, della  favola di Amore e Psiche. La scelta del tema doveva celebrare il matrimonio tra  Agostino Chigi e giovane veneziana Francesca Ordeaschi. A Raffaello dobbiamo attribuire l'impianto generale dell'opera e l'ideazione delle singole scene e figure ma gli affreschi vennero eseguiti dai suoi allievi: Giulio Romano, il Penni e Giovanni da Udine. Giulio Romano e il Penni si occuparono di affrescare le grandi superfici dipingendo le numerose figure degli dei dell'Olimpo con arditi effetti di scorcio. Giovanni da Udine invece realizzò il pergolato con i festoni di fiori e frutti dimostrando una tale bravura che lo stesso Leone X ne fu talmente colpito che decise di affidargli la decorazione delle logge del Palazzo Vaticano (sotto quelle di Raffaello). La loggia è concepita come un pergolato con festoni di frutta e fiori che dividono la volta, a botte, in scomparti. La vicenda si svolge in dieci pennacchi, quattro su ciascun lato lungo e uno su ciascun lato corto, e si conclude in alto nel soffitto con il "Concilio degli Dei" e il "Banchetto nuziale di Amore e Psiche"




La stanza del fregio era un luogo destinato a sala d'aspetto per gli ospiti ma veniva impiegata anche per  importanti cerimonie come ad esempio la lettura del testamento di Agostino Chigi. Il nome della sala deriva dal fregio che corre in alto lungo le pareti che è stato realizzato nel 1508 da Baldassarre Peruzzi e  raffigura  le dodici fatiche di Ercole.



La sala delle prospettive è stata eseguita da Baldassarre Peruzzi nel 1519 ed è così chiamata per l'illusionistica ripartizione architettonica a colonne e lesene che lasciano intravedere vedute su scorci urbani e campestri. La sala è situata al primo piano dell'edificio e qui il 28 agosto 1519 Agostino Chigi tenne il suo banchetto di nozze.



La sala rappresenta, idealmente, il proseguimento delle logge del pianterreno: attraverso il finto loggiato si possono scorgere paesi arroccati, scorci di campagna, e nel fondo, è la città 
(la Chiesa di Santo Spirito, una basilica romanica, la porta Settimiana). Durante i recenti restauri, tra le colonne, è venuta alla luce la seguente scritta, datata, in lingua tedesca e a caratteri gotici, che testimonia il passaggio dei Lanzichenecchi: “1528 – perché io scrittore non dovrei ridere: i Lanzichenecchi hanno fatto correre il Papa”. Nelle nicchie sopra le porte e le finestre sono dipinte figure di divinità e nel  soffitto a cassettoni corre un fregio con scene mitologiche, pure del Peruzzi e bottega, mentre sulla parete nord campeggia un grande camino con la fucina di Vulcano. L'ultima stanza da visitare è quella di Alessandro Magno e Roxane così denominata per l'affresco principale che occupa tutta la perete nord, la stanza in origine era la camera da letto di Agostino Chigi. Il banchiere affidò il progetto decorativo al pittore Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, che elaborò nel 1519 un ciclo pittorico focalizzato sulle nozze di Alessandro Magno e Roaxane. Fulcro della narrazione,  la scena delle nozze, con Alessandro Magno in atto di offrire la corona alla sua sposa che, circondata da amorini, lo aspetta sul bordo di un sontuoso letto a baldacchino. Le altre scene rappresentano la generosità di Alessandro nei confronti della madre, della moglie e delle figlie di re Dario, la doma del cavallo Bucefalo e il momento culminante di una battaglia. La scena con Alessandro e Bucefalo fu affrescata in seguito, poiché in origine su questa parete si trovava il letto. Il soffitto cinquecentesco a cassettoni è decorato a grottesche e soggetti mitologici.





Villa Farnesina, located in Rome (Trastevere), is considered one of the noblest and most harmonious creations of Italian Renaissance. At the beginning of the sixteenth century, it was commissioned by the Sienese banker Agostino Chigi to the architect Baldassarre Peruzzi. The interior is decorated with frescoes by Raphael SanzioSebastiano del PiomboGiovanni da UdineGiovanni Bazzi known as il SodomaGiulio Romano,  Giovan Francesco Penni, and Baldassarre Peruzzi himself.  At the end of the sixteenth century the Villa was purchased by Cardinal Alessandro Farnese from whom it takes its name “Farnesina” to distinguish it from Palazzo Farnese on the other side of the Tiber. The Villa is also used for official representative purposes by the Accademia Nazionale dei Lincei.
Open from Monday to Saturday from 9 am to 2 pm, closed on Sunday and holiday
Guided tours on Monday, Friday and Saturday at 12.30
Guided tours in English on Saturday at 10 am
VILLA FARNESINA



Per informazioni su orari di apertura e costo dei biglietti consultare il sito internet:

www.villafarnesina.it

da lunedì a sabato dalle 9 alle 14, escluso domeniche e festivi
Visite guidate lunedì, venerdì e sabato ore 12.30
Visite guidate in inglese il sabato alle ore 10

Dottoressa Federica Giusti
3382188010

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