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giovedì 1 settembre 2011

CURIOSITA' ROMANE: Andrea Pozzo il mago dell'illusione

Vogliamo proporvi un itinerario particolare sulle orme del barocco romano ma con un tocco di magia, la magia della pittura di Andrea Pozzo maestro del trompe l'oeil.

Andrea Pozzo è il massimo esponente del tardo barocco romano, mirabile creatore di effetti ottici di sfondamento spaziale e prospettico, con scene complesse di figure e architetture.

Nasce a Trento nel 1642 è architetto, pittore, decoratore e teorico dell'arte di fatto un artista straordinariamente versatile, fu una figura significativa del panorama artistico del XVII secolo italiano.

Tema portante di tutta l’opera dell’artista, è naturalmente la prospettiva, che «con ammirabile diletto inganna il più accorto de’ nostri sensi esteriori, ch’è l’occhio». Pozzo la declina in pittura e architettura, raggiungendo con le proprie opere l’apice di una raffinata cultura visiva del barocco, nutrita di uno sperimentalismo che coglie gli impulsi di un rinnovato fervore religioso.



AUTORITRATTO DI ANDREA POZZO


Seduto sul bordo di una mensola, padre Andrea Pozzo si ritrae mentre sta per 

cadere di sotto. Rischia, il buon gesuita, di "crollare" sul pavimento della sua 

Sant´Ignazio, chiesa di cui ha dipinto su un telo tondo la strabiliante finta 

cupola visto che quella vera era impossibile costruirla per motivi statici.

Vittima insomma lui stesso, nella finzione dell´autoritratto autoironico 

degli «inganni dell´occhio» di cui era eccelso maestro.


L’intento, non ha  volontà di stupire, bensì di rendere il più possibile verosimile 

la rappresentazione dell’infinito e del trascendente: l’inganno visivo  diviene metafora e strumento privilegiato di un’arte spiritualmente edificante.
Un’arte nella quale l’attenzione per la tecnica prospettica si amalgama con le conquiste scientifiche del XVII secolo, specie nel campo delle ‘matematiche miste’ e soprattutto dell’ottica, dove gli scienziati gesuiti offrirono un contributo determinante.

Andrea Pozzo pittore e architetto gesuita lavora e vive al Collegio romano ed insegnò ai suoi confratelli l'arte di educare ed evangelizzare attraverso le illusioni della prospettiva.
Le sue opere le possiamo ammirare in 2 chiese romane: CHIESA DEL GESU' (cappella di Sant'Ignazio da Loyola) e la CHIESA DI SANT'IGNAZIO.

Cappella S.Ignazio da Loyola
Artista: Andrea del Pozzo
Dove: Chiesa del Gesù
Realizzazione: 1696 1700
È posta nel transetto sinistro della chiesa ed è caratterizzata da una ricchezza di materiali e di decorazioni che ne fanno un esemplare capolavoro barocco. Venne progettata dal gesuita Pozzo attorno all’altare che custodisce i resti del santo poste in un urna in bronzo dorato raffigurante Sant’Ignazio e i santi della Compagnia del Gesù opera di Alessandro Algardi. La grande pala d’altare è dello stesso Pozzo, mentre i gruppi scultorei in marmo sono di Angelo de Rossi, Jean Baptiste Theodon, Bernardinio Cametti e Pierre Legros

Sempre nella Chiesa del Gesù............
Altra opera di grande fascino meno conosciuta e più nascosta, ma probabilmente ancora più sorprendente: il corridoio affrescato delle stanze di S. Ignazio.
Per ammirare questo capolavoro di prospettiva dovrete recarvi all'interno del quartier generale dei frati Gesuiti, nel palazzo adiacente alla chiesa del Gesù, e se pensate di prendervela con calma vi ricordiamo che il sito è visitabile solamente per due ore al giorno.
Per comprendere la visita è necessario fare una breve introduzione sulla storia di questo edificio e su Ignazio di Loyola, il padre fondatore della confraternita dei Gesuiti. Iñigo Lopez di loyola, come da suo nome di battesimo, fu in gioventù un valoroso soldato alla corte del re di Spagna. In seguito ad un incidente di battaglia si vide costretto ad una lunga convalescenza nel castello di famiglia, dove avendo a disposizione solo letture religiose e libri sulle vite dei santi, fece un overdose di letteratura sacra che lo portò all' illuminazione definitiva: sarebbe diventato pellegrino e missionario di Cristo. Mentre il giovane Iñigo si trova Parigi, dove raduna intorno a sè una piccola confraternita di fedeli, con la missione comune di partire da Venezia per Gerusalemme e adempiere così alla loro vocazione di missionari casti e puri scoppia una guerra tra Venezia e i Turchi e il gruppo si trovò costretto a rinunciare all'auspicato pellegrinaggio.

Ignazio a quel punto, che già aveva in mente Roma come destinazione alternativa, non si lasciò scoraggiare, e proprio a legittimizzare questa seconda scelta ebbe in apparizione Cristo nei pressi della via Cassia che gli comunicò le seguenti parole: "ti sarò propizio a Roma".
La scelta della destinazione finale divenne quindi la sede papale ed è proprio a Roma che venne dunque fondata nel 1537 la compagnia dei Gesuiti e costruita la casa di Ignazio, nel luogo dove sorge l'attuale edificio che andrete a visitare (la chiesa del Gesù venne edificata posteriormente). Diciamo attuale edificio in quanto la casa originaria del santo e della confraternita, in seguito alla morte di Ignazio nel 1555, venne profondamente danneggiata da una poco "propizia" inondazione e ne fu necessaria la ricostruzione l'anno seguente con il patrocinio del Cardinale Odoardo Farnese.
Qui troviamo una prima curiosità di carattere architettonico: le stanze dove visse Sant'Ignazio furono conservate intatte all'interno del nuovo edificio, che venne completamente ricostruito intorno ad esse secondo proporzioni decisamente più grandiose. Questo fu possibile grazie ad un complicato sistema di volte che potesse sorreggerle all'interno della nuova struttura, affinchè venissero inglobate dal successivo complesso architettonico rimanendo praticamente immutate. Per questo motivo, una volta entrati nell'edificio e dopo aver percorso il lungo corridoio e la scalinata fino all'atrio che vi introduce alle stanze, vi accorgerete di come i pavimenti delle stesse stiano molto più in alto rispetto al vostro livello e di come i soffitti siano decisamente più bassi di quelli sopra di voi.


La visita delle stanze è certamente degna di interesse, ma il motivo che vi ha portato in questo edificio, e più precisamente in cima alla scalinata è ben altro. nel 1680, quando le stanze del santo erano ormai divenute una sorta di santuario, il frate gesuita, nonchè architetto, pittore e genio della prospettiva Andrea Pozzo, decise di omaggiare la figura del santo con una sorprendente decorazione pittorica del corridoio esterno. Si dice che egli volle dipingere quelle pareti come celebrazione dell'uomo semplice che aveva vissuto in quei luoghi, ma considerata l'esuberanza e la ricchezza (stilistica e decorativa) di questo vero e proprio goiello barocco, il fasto è presente ovunque. Il corridoio è un vero e proprio viaggio nella prospettiva tridimensionale, che vi chiederà del tempo prima che possiate scorgere e apprezzare ogni singolo particolare. Anche in questo caso c'è un piccolo trucco, rappresentato dal solito punto di vista privilegiato in cui gli effetti ottici troveranno la loro piena efficacia: una rosa di marmo intarsiata nel pavimento al centro del corridoio. Sarà quello il simbolo in cui dovrete sistemarvi per lasciare poi spaziare lo sguardo su ogni dettaglio, il punto esatto in cui convergono tutte le prospettive architettoniche studiate da frate Pozzo.

Divertitevi a scoprire i putti aggrappati ai cornicioni con le loro gambette paffute che sembrano penzolare nel vuoto sopra di voi, gli angeli che danno la netta impressione di voler uscire letteralmente dalle pareti e una cappella dalle straordinarie profondità alla fine del corridoio che vi accorgerete essere solo un pannello dipinto su una parete obliqua! Spostatevi dalla rosa di marmo e noterete come le travi del soffitto, prima percepite come perfettamente dritte, siano in realtà ricurve, mentre le figure che sembravano voler uscire dagli affreschi si riveleranno profondamente distorte e allungate. Tornando al punto centrale tutto si ricomporrà nuovamente nell'illusione di uno spazio infinito e vitale, il risultato di una tecnica perfetta e innovativa che continuerà a stupirvi nei vostri continui su e giù tra gli estremi del corridoio e il rosone di marmo.

In tutto questo c'è anche un piccolo mistero. I recenti restauri del 1990 hanno infatti portato alla luce due pannelli, parte integrante degli affreschi originali, che vennero mascherati con pitture successive nel XVIII e XIX secolo. In particolare venne nascosto il pannello (l'ultimo sulla sinistra) che rappresenta senza dubbio uno degli effetti prospettici più riusciti: i due angeli che sembrano correre fuori dalla parete sotto una finta finestra. Per quale motivo solamente due porzioni vennero per così dire censurate? Fortunatamente l'eccellente restauro ci permette oggi di godere di questa opera nella sua interezza e in tutta la sua genialità, regalandoci un altro piccolo tesoro nascosto in questa meravigliosa città che non mancherà certamente di sorprendervi ancora una volta.
Le stanze di Ignazio e il corridoio di Andrea Pozzo sono visitabili dal lunedì al sabato e solamente tra le 16:00 e le 18:00





Gloria Sant'Ignazio
Artista: Andrea del Pozzo
Dove: Chiesa di Sant’Ignazio
Realizzazione: 1685 1685
Si tratta del massimo capolavoro del pittore gesuita, che qui sfruttò tutta la sua sapienza prospettica, realizzando un tipico “sfondato” barocco, che idealmente prosegue le strutture architettoniche della chiesa innalzandola fino al cielo dove viene ambientata la raffigurazione. La volta è disseminata di figure, ma centralmente si vede Cristo che irradia luce dal petto e investe sant’Ignazio, che a sua volta illumina le allegorie dei quattro continenti allora noti, evidente riferimento all’impegno missionario dell’ordine da lui fondato.
La Cupola di Sant'Ignazio
Dove: Chiesa di Sant’Ignazio
Realizzazione: 1685 1685
Nella chiesa del Collegio Romano, intitolata al fondatore dei Gesuiti, la cupola del progetto non venne mai realizzata per mancanza di fondi. In realtà, però, nell’incrocio tra la navata principale ed il transetto c’è un segno sul pavimento. Posizionandosi su di esso ed alzando gli occhi sopra di noi la cupola c’è! Si tratta di un incredibile virtuosismo prospettico su tela dipinto da padre Andrea Pozzo nel 1685.










Chiesa del Gesù
Indirizzo: Piazza del Gesù
Telefono: 06 697001
Apertura: Tutti i giorni dalle 7 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.45
Trasporti: Bus: dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI metro A (fermata subaugusta)si scende alla fermata di San Giovanni e poi di fronte troviamo le linee 87, 60, 84, 85,810, 850 tutte egualmente valide.
Durata Visita: 1 ora circa

La storia della chiesa è profondamente connessa alle vicende di sant’Ignazio da Loyola, a cui Paolo III concesse la chiesa di Santa Maria della Strada, al posto della quale il santo spagnolo fece erigere il Gesù. In realtà i lavori iniziarono grazie al cardinale Alessandro Farnese nel 1568, con gli architetti Vignola e Giacomo della Porta a cui si deve anche la facciata. Fu consacrata nel 1584 e fu il modello architettonico romano per oltre un secolo, esportato dai Gesuiti in tutta Europa.

Chiesa di Sant’Ignazio
Indirizzo: Via del Caravita 8/A
Telefono: 06 6794406
Apertura: Tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.20 e dalle 15 alle 19.20
Trasporti: Bus:dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI metro A (fermata subaugusta)si scende alla fermata di San Giovanni e poi di fronte troviamo le linee 87, 60, 84, 85,810, 850 tutte egualmente valide.
Durata Visita: 1 ora circa

Cappella del Collegio Romano, fu edificata nel 1626 al posto della cinquecentesca chiesa dell’Annunziata, troppo piccola per gli studenti, e dedicata al padre della Compagnia del Gesù, canonizzato nel 1622. A fornire il denaro necessario fu soprattutto il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XV. L’architetto fu il gesuita Orazio Grassi, sotto la supervisione di Carlo Maderno, ma la chiesa rimase priva della cupola al posto della quale un altro gesuita, Andrea Pozzo, creò la decorazione illusionistica che ne finge una (1685).

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